I dazi annunciati da Trump sono un colpo durissimo per le imprese e i lavoratori italiani, ci faranno faranno perdere miliardi di euro e decine di migliaia di posti di lavoro e rischiano di comportare un altro colpo durissimo alla nostra economia, se le aziende italiane e europee decideranno di delocalizzare le produzioni negli USA.
"L'annuncio del presidente Trump di tariffe universali su tutto il mondo, inclusa l'UE, è un duro colpo per l'economia mondiale. Mi rammarico profondamente di questa scelta. Cerchiamo di essere lucidi sulle immense conseguenze. L'economia globale ne soffrirà enormemente. L'incertezza salirà alle stelle e innescherà l'ascesa di ulteriore protezionismo -ha dichiarato la Presidente UE von der Leyen- Le conseguenze saranno disastrose per milioni di persone in tutto il mondo. Anche per i paesi più vulnerabili, che ora sono soggetti ad alcuni dei dazi doganali più elevati degli Stati Uniti. L'opposto di ciò che vogliamo ottenere".
Il contributo dell’Italia? Il nostro capo di governo dice di non preoccuparci, perché quanto accaduto non è tanto importante. Paghiamo il prezzo di una politica estera basata sulla propaganda. Mentre in Francia, il presidente Macron ha abbozzato una risposta politica chiedendo alle aziende di bloccare gli investimenti in Usa. In Spagna il Governo Sanchez ha stanziato più di 14 miliardi di euro per le imprese che devono far fronte alle specifiche prime difficoltà.
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Dagli Stati Uniti il dazio imposto dal Presidente Donald Trump rischia di infliggere un duro colpo alle cantine toscane che in quel mercato fanno affari d’oro (quasi 500 milioni). La percentuale dei dazi va a colpire il segmento il cui prezzo franco cantina varia tra i 3 e 6 euro e che al dettaglio si trasforma, dopo trasporto, dazi, ricarichi alla distribuzione in una fascia di prezzo che non supera i 13 dollari la bottiglia.
Negli ultimi giorni, il presidente Eugenio Giani ha espresso preoccupazione riguardo all’impatto dei dazi statunitensi sulle esportazioni toscane che rischiano di minare settori economici fondamentali per l’economia regionale. Per Giani i dazi sono una misura ingiusta e dannosa, soprattutto per le piccole e medie imprese che dipendono dall’export. Dopo aver sollecitato il Governo italiano e l’Unione Europea a trovare una soluzione negoziale per evitare ripercussioni gravi sui comparti interessati, il presidente ha annunciato l’intenzione di rafforzare le misure regionali per sostenere le imprese colpite, promuovendo maggiormente i prodotti toscani in altri mercati internazionali.
La Commissione europea propone una serie di misure per garantire che il settore vinicolo europeo rimanga competitivo, resiliente e una forza economica fondamentale nei decenni a venire. Il settore si trova ad affrontare numerose sfide, tra cui i cambiamenti nelle tendenze dei consumatori, i cambiamenti climatici e le incertezze del mercato. La proposta della Commissione introduce misure mirate per aiutare il settore a gestire il potenziale produttivo, adattarsi alle preferenze dei consumatori in evoluzione e sbloccare nuove opportunità di mercato. Queste misure contribuiranno anche a mantenere la vitalità di molte aree rurali che dipendono dai posti di lavoro nel settore vinicolo e a preservare la rilevanza sociale del settore vinicolo dell'UE.
“La follia della politica commerciale americana, con i dazi voluti da Trump, non è un caso isolato: è il segnale che la globalizzazione è finita. E mentre il mondo si chiude in nuove logiche economiche continentali, la Toscana ha l’occasione storica di riprendersi il proprio ruolo di terra produttiva, agricola, autosufficiente e fiera delle sue radici” dichiara Eros Tetti, portavoce di Europa Verde Toscana, che rilancia la sua proposta di una rivoluzione agroalimentare e culturale locale, capace di trasformare la crisi globale in una rinascita per i territori.
“Se gli americani vogliono mangiare wurstel, patatine e Coca – continua Tetti – noi rispondiamo con testaroli, ribollita, ortaggi e formaggi delle nostre montagne, Brunello, Chianti, parmigiano e prosciutto San Daniele. Il nostro patrimonio alimentare non solo è più sano, ma è anche una risposta concreta ai dazi e alla dipendenza dall’estero”.
“Qualche anno fa ho lanciato la campagna social Io Compro Toscano a cui hanno aderito oltre 100.000 persone – prosegue – oggi è arrivato il momento di trasformare quella visione in una politica pubblica strutturale: educazione alimentare, sostegno a fondo perduto ai giovani agricoltori, e una filiera corta che porti il cibo toscano sulle tavole dei toscani”.
Europa Verde Toscana propone un grande piano di recupero della montagna e dell’alta collina, per rimettere a coltura terre abbandonate, risanare il territorio e rilanciare l’agricoltura sostenibile: “È questa la vera opera pubblica che serve: campi coltivati, oliveti, vigne, serre, aziende agricole vive. Non pannicelli caldi, ma contributi veri e coraggiosi, specie alle aziende giovani e femminili”.
Infine, un appello al Presidente della Regione: “Chiediamo di rendere concreta la sua visione di ‘Toscana Diffusa’: non solo borghi e castelli, ma anche terra, semi, mani che lavorano e comunità che vivono grazie a un’agricoltura nuova, ecologica e radicata. Trump non fa sconti, il futuro ce lo costruiamo da soli, qui, adesso, insieme”.