Ignoti hanno incendiato nel sottopasso delle Cure i libri di Marco, il libraio senza fissa dimora coinvolto in un progetto verso l'autonomia che vede la collaborazione dell’amministrazione comunale e dell’associazionismo fiorentino. L'incendio è stato appiccato tra mezzanotte e mezza e l'una di stanotte. Ne da notizia il giornale Fuori Binario, che invita le autorità preposte alle indagini per risalire alle persone scese nel tunnel in quel lasso di tempo.
L'incendio dei libri nel sottopasso delle Cure suscita reazioni forti.
“Un’azione gravissima e inaccettabile che colpisce Marco e il progetto sociale e culturale nel quale è coinvolto. Firenze, città di accoglienza e inclusione, ripudia atti come questo; è un attacco a Marco e all’intera città su cui è necessario fare luce in tempi brevissimi per risalire ai responsabili” afferma la sindaca Sara Funaro appresa la notizia “A Marco, a tutte le persone e alle associazioni che collaborano a questo progetto e che stanno facendo un gran lavoro assieme al settore del Sociale e all’assessore Paulesu va tutta la solidarietà, la vicinanza e il sostegno dell’Amministrazione Comunale, a nome di tutta la città e mio personale.
Servono azioni di sensibilizzazione che coinvolgano tutti noi, per un’attenzione sempre maggiore nei confronti dei più fragili, verso i quali la nostra attenzione è sempre stata massima. L’azione violenta di questa notte ha avuto come obiettivo anche i libri: i testi non si bruciano perché sono patrimonio della nostra cultura, sono strumenti di formazione e crescita. La nostra città non può tollerare tutto ciò”.
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“Piena condanna per questo gesto inqualificabile – ha detto l’assessore a Welfare, Accoglienza e Integrazione Nicola Paulesu - quanto accaduto ci spinge a proseguire con sempre più convinzione verso le politiche inclusive che l’Amministrazione Comunale sta portando avanti in tutti i quartieri a favore dell’inclusività e della dignità di ogni persona, a partire da chi vive per strada”.
"Fiamme generate dalla mano di chi, forse marionetta al servizio di coloro che sragionano sul senso e sulla dignità della persona, in un solo gesto cancella ciò che è umanità e cultura consegnandola all'abuso della violenza e dell'imposizione, in nome di un presunto rigore che non perdona -dichiara Don Vincenzo Russo, presidente Madonnina del grappa e tra gli organizzatori dell'assemblea del 9 marzo scorso- Fiamme che distruggono pensiero e civiltà, che non costruiscono ma disprezzano, che segnano il declino della nostra città.
Nessun decoro nell'assenza dei tanti Marco che vivono in mezzo a noi, la cui presenza, al contrario, è segno di speranza e futuro. Chi non conosce il rispetto per l'altro e non sa riconoscere cosa vuol dire vivere insieme ed accogliere, è pronto per il sonno della ragione. Chi teme la povertà, teme se stesso. Dieci, cento, mille librerie di Marco noi ricostruiremo: quella è la luce di cui abbiamo bisogno, non quella delle fiamme dell'ignoranza che, ieri, hanno disonorato la nostra comunità".
«Ci aspettiamo una risposta unanime, anche da parte di chi per mesi ha continuato a scrivere comunicati stampa associando degli esseri umani alla categoria di degrado -dichiarano Dmitrij Palagi e Lorenzo Palandri di Sinistra Progetto Comune Quartiere 2- Ovviamente occorre conoscere e capire i dettagli della dinamica dei fatti, prima di poterli commentare. Possiamo però ribadire alcuni aspetti che da mesi vengono ignorati. Servono azioni complessive e progettualità capaci di farsi sistema.
La visibilità e il consenso sulla pelle di persone senza dimora non vanno bene. Rischiano di far sparire la consistenza reale e profonda dei problemi. La criticità del sistema di accoglienza è dovuta all'assenza di adeguate risorse e investimenti, non solo economici, ma soprattutto politici. Affrontare le marginalità vuol dire mettere in discussione quello che ai margini non è, invece di sviluppare logiche di carità e pietà, utili solo a tamponare le emergenze.
Quando nell'estate del 2024 il Comune di Firenze ha scelto di mandare Municipale e ALIA, ha fatto una scelta politica: attivare il meccanismo della comunicazione repressiva ed esporre le Cure al centro del dibattito pubblico in questa prospettiva. Da lì è seguito il resto.
La vicenda non riguarda solo Marco, che però con la sanzione poi annullata è diventato suo malgrado un simbolo, ancora più esposto. Ora le fiamme alimentano ancora di più l'attenzione specifica. Non ci sentiamo altro rispetto al sistema, ci siamo dentro e questo stesso comunicato ci interroga: ci impegniamo a una riflessione su questo. Il silenzio rischia di apparire indifferenza e vogliamo che invece si sappia che tutta la nostra coalizione c'è e ci sarà. Proveremo ad evitare eventuali botta e risposta con la Giunta e gli altri gruppi consiliari, insistendo sulle proposte, a partire da quanto emerso durante l'assemblea promossa da Fuori Binario pochi giorni fa.
Nel sottopasso si appoggiano anche altre persone, così come altri sottopassi sono esposti a dinamiche analoghe. Il progetto legato ai libri è una soluzione isolata.
Il 23 luglio 2024 scrivevamo questo: occorre un tavolo multidisciplinare, in cui coinvolgere Società della Salute e Università degli Studi di Firenze, magari anche Regione Toscana, con progetti su cui chiedere anche copertura economica, perché sappiamo quanto stiano aumentando diseguaglianze, precarietà e fragilità, soprattutto nei maggiori centri urbani dove il rischio di marginalità cresce visibilmente.
Nell'emotività che attraversa le prime ore che seguono una notizia, ci sentiamo di invitare tutto il sistema istituzionale a un cambio radicale di approccio, dando solidarietà a chi vive direttamente legate all'incendio di stanotte».
“Il rogo dei libri nel sottopasso delle Cure rappresenta l’apice del clima di odio che ormai si percepisce in tanti contesti cittadini e che colpisce tutto ciò che si trova ai margini della società in nome del decoro. I fatti che hanno preceduto questo gesto, che condanniamo fermamente, hanno purtroppo alimentato una contrapposizione tra cittadini, e questo succede quando si rincorrono politiche di tipo securitario. A quelle politiche occorre rispondere con politiche che rifuggono gli sgomberi, anche nel linguaggio utilizzato, mettendo invece al centro la persona umana nella sua vulnerabilità e nel suo bisogno di essere accolta, perseguendo tale obiettivo con la tenacia e la determinazione necessarie -dichiarano Cecilia Del Re, capogruppo di Firenze Democratica in consiglio comunale, e Serena Berti al quartiere 2- E’ quello stesso rifiuto del povero e del diverso che ha pure provocato in questa settimana quelle parole di disprezzo verso l’opera di De Gara sulla basilica della Santissima Annunziata, opera che vuole ricordare le tragedie umane che nascono anche qui da storie di difficoltà e di immigrazione alla ricerca di una sorte migliore.
Esprimiamo la nostra solidarietà a Marco e a tutti coloro che vivono ai margini, sperando che ciò che è avvenuto non si ripeta più e che i responsabili vengano individuati”.
“Chi ha incendiato i libri di Marco – spiega il vice presidente del Consiglio comunale Alessandro Draghi – è un vigliacco ed un piromane pericoloso che, oltre a provocare danni al materiale del senza tetto, poteva cagionare danni alla struttura. Le multe sono una cosa ma un atto vandalico del genere è assolutamente da condannare.
Non mi nascondo dietro un dito, avevo accusato il Comune, Fuori Binario, alcuni consiglieri riguardo alla multa di 5000 euro, che per non creare un precedente, non andava annullata. Questa è un’altra faccenda. L’incendio doloso è inaccettabile. Vorrei incontrare il libraio – conclude Draghi – per esprimere personalmente la mia solidarietà”.