Toscana Pride a Grosseto

A Firenze un’opera di street art contro l’odio e le discriminazioni

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
13 Giugno 2026 20:17
Toscana Pride a Grosseto

Il Toscana Pride a Grosseto quest'anno ha scelto come slogan “Dai margini irrompiamo, ovunque resistiamo”.

Era presente anche il consigliere comunale del Partito Democratico Andrea Ciulli: «Oggi da Grosseto riaffermiamo un principio semplice ma fondamentale: nessuna persona deve essere lasciata indietro. Una buona amministrazione è quella che riconosce i diritti, contrasta ogni forma di discriminazione e lavora ogni giorno per costruire una comunità più giusta, inclusiva e accogliente. Le differenze non sono un problema da tollerare, ma una ricchezza da valorizzare».

Hanno sfilato i volontari della Consulta Giovani, le ragazze e i ragazzi del Servizio Civile e i dirigenti di Avis Toscana con le bandiere dell'associazione: “Il sangue non conosce differenze. Inclusione, rispetto e solidarietà sono valori che appartengono da sempre alla nostra associazione e che ritroviamo ogni giorno nel gesto della donazione - afferma Claudia Firenze, presidente di Avis Toscana -. Partecipare al Toscana Pride significa ribadire che ogni persona deve sentirsi accolta, rispettata e valorizzata, dentro e fuori il mondo del volontariato”.

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“La presenza di Avis al Pride – prosegue la presidente - rappresenta una scelta che negli anni è diventata un appuntamento stabile e coerente con la missione dell'associazione. La donazione del sangue, infatti, è un gesto universale che unisce persone diverse per età, provenienza, cultura, convinzioni e identità, accomunate dalla volontà di contribuire alla salute della comunità”.

Quando una persona dona il sangue non chiede chi riceverà quel gesto e chi riceve non sa da chi proviene. È forse una delle espressioni più autentiche di uguaglianza e solidarietà che esistano - sottolinea Firenze -. Per questo crediamo che la promozione del dono e la difesa dei diritti abbiano molti punti in comune: entrambe parlano di rispetto della persona, partecipazione e responsabilità verso gli altri”.

“Le ragazze e i ragazzi della Consulta Giovani e del Servizio Civile rappresentano un esempio concreto di cittadinanza attiva - conclude Firenze -. La loro partecipazione testimonia una sensibilità crescente verso i temi dei diritti, dell'inclusione e della solidarietà. Valori che consideriamo fondamentali per costruire comunità più forti, aperte e coese”.

Un’opera di street art per trasformare un gesto di intolleranza in un messaggio permanente di inclusione, rispetto e partecipazione civica. La Giunta comunale ha approvato l’inserimento del giardino pubblico in via San Piero a Quaracchi, nell’elenco degli ‘Spazi d’Arte’ della Città di Firenze e la realizzazione dell’opera di street art ‘Stop omolesbobitransinterafobia

L’intervento nasce a seguito dell’atto vandalico che ha colpito il cartello artistico non ancora inaugurato nel Quartiere 5 in occasione della Giornata internazionale contro l’omolesbobitransinterafobia. Accogliendo la proposta avanzata dalla Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI+, l’amministrazione comunale ha scelto di rispondere trasformando il luogo interessato dall’episodio in uno spazio dedicato all’arte urbana e alla promozione dei diritti. L’opera sarà realizzata con il coinvolgimento del territorio e dei servizi di educativa di strada e avrà l’obiettivo di promuovere il contrasto a ogni forma di discriminazione, valorizzare il senso di appartenenza alla comunità e rendere il giardino di Quaracchi un luogo riconoscibile per la diffusione di una cultura del rispetto e dell'inclusione.

“Di fronte a un gesto che ha cercato di colpire i valori della convivenza civile e del rispetto contrapponendo consapevolmente un simbolo di odio e violenza a uno di rispetto – dichiara l’assessora alle Pari opportunità Benedetta Albanese – la risposta della città è ancora più forte. Con questa iniziativa affermiamo che Firenze non arretra di fronte all’odio e che gli spazi pubblici possono diventare luoghi di educazione, dialogo e partecipazione. Trasformare un atto vandalico in un’opera collettiva significa dare un messaggio chiaro: contro ogni discriminazione scegliamo la cultura, la presenza e l'impegno della comunità. Firenze continua ad essere una città che combatte l’intolleranza e sostiene con forza tutte le iniziative che promuovono diritti, inclusione e libertà”.

“Quando l’odio prova a lasciare un segno, la risposta migliore è riempire quello spazio di partecipazione, creatività e diritti – aggiunge l’assessora alle Politiche giovanili Letizia Perini -. Con questo intervento scegliamo di trasformare un gesto di intolleranza in un messaggio permanente di inclusione, affidando ai giovani e alla comunità un ruolo da protagonisti. L’arte urbana può diventare uno straordinario strumento educativo e di cittadinanza attiva, capace di parlare alle nuove generazioni con un linguaggio diretto e condiviso. Vogliamo che questo luogo diventi un simbolo visibile di una Firenze che non si volta dall’altra parte davanti alle discriminazioni, ma che le contrasta promuovendo rispetto, libertà e valorizzazione di ogni persona”.

L’opera sarà realizzata nelle prossime settimane e il giardino di Quaracchi entrerà ufficialmente a far parte della rete cittadina degli Spazi d’Arte, ampliando i luoghi dedicati alla creatività e alla partecipazione diffusa nei quartieri della città. 

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