Restaurate due tavole del Maestro del 1416

Saranno in evidenza all'Accademia dal 6 ottobre 2026 al 14 marzo 2027

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
05 Ottobre 2026 20:31
Restaurate due tavole del Maestro del 1416
Ph Ottaviano Caruso

Dal 6 ottobre 2026 al 14 marzo 2027, nelle sale del primo piano della Galleria dell'Accademia di Firenze, saranno esposte due tavole del Maestro del 1416 dopo un importante intervento di restauro. Si tratta della Madonna con Bambino e i santi Pietro, Antonio abate, Giuliano e Giovanni Battista e della Madonna con Bambino e otto angeli.

L'iniziativa è il secondo appuntamento del progetto Opere restaurate in esposizione, promosso dalla Galleria dell'Accademia e dai Musei del Bargello con il Ministero della Cultura, pensato per restituire al pubblico le opere appena restaurate e raccontare il lavoro di studio e conservazione che c'è dietro. L'allestimento è integrato nel percorso museale ed è accompagnato da un video sulle fasi del restauro.

Il Maestro del 1416 è il nome convenzionale di un pittore anonimo attivo a Firenze nel primo quarto del Quattrocento, forse identificabile con Bartolomeo di Pietro, nipote di Lorenzo di Niccolò. Il suo linguaggio tiene insieme la tradizione neo-giottesca e le aperture al Gotico internazionale, con figure allungate e colori raffinati vicini a Lorenzo Monaco.

La prima tavola, quella datata MCCCCXVI d'agosto da cui deriva il nome dell'artista, fu probabilmente commissionata dall'Arte dei Beccai e arrivò alle Gallerie Fiorentine nel 1782, poi in Accademia dal 1915. Il restauro, condotto da Elisabetta Bianco e da Roberto Buda per il supporto ligneo, ha recuperato la pellicola pittorica compromessa da vecchie puliture aggressive e da ampie ridipinture.

Ph Claudio Giusti

La seconda tavola riprende in formato ridotto la Madonna di Bernardo Daddi del 1347 venerata nel tabernacolo dell'Orcagna a Orsanmichele. Proviene dal monastero di Santa Apollonia, fu acquisita dallo Stato nel 1865 ed è entrata nelle collezioni dell'Accademia nel 2017, dove viene esposta per la prima volta dopo questo recupero. Qui l'uso del laser ha permesso di riportare alla luce il colore originale del manto della Vergine, mentre il recupero della cornice ha ristabilito l'unità visiva dell'insieme.

L'intervento è stato di Lucia Biondi e Alberto Dimuccio.La mostra è curata da Elvira Altiero ed Eleonora Pucci, con allestimento di Roberto Lembo e Giorgios Papaevangeliu.

In evidenza