Dal canile di Firenze alle unità cinofile dello Stato

Stress, Morfeo, Dafne, Zelda e Bruno da una vita incerta al servizio della comunità

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
02 Ottobre 2026 10:54
Dal canile di Firenze alle unità cinofile dello Stato

Dal canile al servizio della comunità: i cani del Parco degli Animali diventano unità cinofile della Polizia Penitenziaria.

Dal box di un canile al servizio della comunità. È la storia di Stress, Morfeo, Dafne, Zelda e Bruno, cani arrivati al canile di Firenze e che, grazie alla collaborazione tra il Comune di Firenze e la Polizia Penitenziaria, hanno avuto l'opportunità di trasformare le proprie caratteristiche e attitudini in una vera e propria professione al fianco degli agenti in divisa.

La loro storia è stata raccontata e mostrata al pubblico al Parco degli Animali del Comune di Firenze durante l'evento "Dal Rifugio, al servizio della comunità: Benessere animale e Nuclei Cinofili" alla presenza della vicesindaca e assessora all'ambiente Paola Galgani e del presidente del Q4 Mirko Dormentoni.

L'iniziativa, organizzata dal Comune di Firenze in collaborazione con la Polizia Penitenziaria, è stata l'occasione per assistere da vicino al lavoro delle unità cinofile e, allo stesso tempo, per conoscere un progetto che mette al centro il benessere animale e dimostra come un cane proveniente da un canile possa trovare una nuova strada, diventando una risorsa preziosa per la collettività.

La collaborazione tra il Comune di Firenze e la Polizia Penitenziaria è iniziata nel giugno 2022, quando gli istruttori cinofili antidroga del Centro di addestramento di Asti hanno iniziato a individuare anche nel canile di Firenze, nell'ambito di un'attività di selezione che la Polizia Penitenziaria porta avanti da tempo anche nei canili, i cani con caratteristiche adatte a essere inseriti nei programmi di addestramento.

Dal canile di Firenze furono selezionati quattro cuccioli: Stress, Morfeo, Dafne e Zelda. I quattro vennero affidati agli istruttori del Centro di Asti per iniziare il percorso di formazione. La selezione avviene sulla base delle caratteristiche individuali degli animali: attitudine al gioco, capacità di ricerca, curiosità, socializzazione e disponibilità alla relazione.

Un percorso che punta sulle motivazioni naturali del cane e sul rapporto con il proprio conduttore, senza ricorrere alla coercizione.

Tre dei quattro cani fiorentini, Stress, Morfeo e Dafne, insieme ad Arturo ed Ettore, provenienti da altri contesti, sono entrati a far parte del primo nucleo cinofilo antidroga della Polizia Penitenziaria in Calabria, presso il carcere di Paola. Il loro compito principale è quello di contribuire a impedire l'introduzione e la circolazione di sostanze stupefacenti all'interno degli istituti penitenziari.

Nel corso del loro servizio si sono distinti in numerose operazioni di controllo, mettendo a disposizione degli agenti le proprie straordinarie capacità olfattive. In particolare, Stress e Morfeo si sono rivelati preziosi anche nella ricerca di telefoni cellulari, riuscendo a individuare dispositivi di dimensioni molto ridotte e nascosti in luoghi difficili da individuare, persino all'interno dei muri. 

Le unità cinofile operano inoltre insieme ai propri conduttori anche all'esterno degli istituti penitenziari, partecipando ad attività e operazioni condivise con le altre Forze di Polizia.

Il percorso di ciascun cane, però, è diverso e rispecchia le sue caratteristiche individuali. Dafne, con il tempo, ha mostrato di essere meno adatta alle esigenze specifiche del ruolo operativo, anche a causa del suo carattere particolarmente dolce e remissivo. Per questo oggi è stata accolta da un altro agente e non svolge più l'incarico per il quale era stata inizialmente formata. 

Zelda, invece, dopo il percorso di addestramento, ha preso servizio in Puglia.

L'ultimo protagonista di questa storia è Bruno, meticcio di circa un anno e mezzo, dal carattere socievole, curioso e giocoso. Bruno è partito da Firenze per il Centro di addestramento di Asti il 30 ottobre e, al termine del percorso formativo, concluso a fine maggio 2026, è stato destinato al nucleo cinofilo della Polizia Penitenziaria presso il carcere di Sollicciano, il primo e unico nucleo cinofilo penitenziario della Toscana.

Durante il pomeriggio del 1° ottobre, le unità cinofile della Polizia Penitenziaria hanno svolto tre dimostrazioni operative, della durata di circa 15 minuti ciascuna, che hanno mostrato alcune delle attività svolte quotidianamente dai cani e dai loro conduttori: una simulazione di controllo presso un varco aeroportuale/doganale; una simulazione di controllo antidroga su un'autovettura; una simulazione di ricerca e controllo all'interno di un ambiente chiuso.

"Questa collaborazione è motivo di grande orgoglio e dimostra come tutela del benessere animale, sicurezza e servizio alla comunità possano convivere - ha dichiarato la Vicesindaca Paola Galgani -. Le storie di Stress, Morfeo, Dafne, Zelda e Bruno dimostrano come ogni cane, se adeguatamente valorizzato, possa trovare la propria strada. Un esempio concreto del valore dell'accoglienza e delle nuove opportunità offerte dal canile, che apre le sue porte a cittadini, famiglie e giovani per far conoscere questa realtà e i 44 cani attualmente in attesa di adozione".

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