​Perché la TARI a Firenze sta esplodendo

La nostra città undicesima nella classifica del caro-tasse

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
24 Luglio 2026 14:24
​Perché la TARI a Firenze sta esplodendo

Aprire la cassetta della posta a Firenze è diventato un esercizio di pura frustrazione civica. Da un lato, la bolletta della TARI presenta cifre sempre più pesanti; dall'altro, basta una passeggiata nei quartieri o nel centro storico per imbattersi in un paesaggio urbano che nega ogni logica di decoro. Cassonetti stracolmi, cestini che rigurgitano rifiuti e cumuli di cartone abbandonati sono il biglietto da visita di una città che paga per un'eccellenza che non riceve.

Il cuore del problema risiede in una discrepanza tra il costo del servizio e la sua efficienza reale. Mentre l'amministrazione si concentra su ambiziosi progetti di "multiutility" e quotazioni in borsa, il cittadino-contribuente resta intrappolato in un sistema inefficiente. Analizzando i dati di settore e le recenti denunce politiche, emergono cinque verità scomode che spiegano perché il sistema rifiuti in Toscana sia ormai vicino al punto di rottura.

Secondo le analisi di Alberto Locchi, capogruppo di Forza Italia, Firenze non è solo "cara", ma si piazza all'11° posto nella triste "Top 15" delle città più onerose d'Italia per la tassa sui rifiuti. Una famiglia media fiorentina si trova oggi a sborsare tra i 312 e i 332 euro l'anno.

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A fronte di questo esborso, la qualità percepita è ai minimi storici. Le criticità sono croniche:

  • Area UNESCO: Imballaggi di cartone lasciati in strada fino a tarda mattinata, deturpando il patrimonio mondiale.
  • Periferie: Una "mala organizzazione" che lascia cassonetti e cestini perennemente saturi.

La giustificazione ufficiale che punta il dito contro l'eccesso di turisti appare una scusa debole: i flussi turistici sono una costante storica per Firenze, ma la città risultava sensibilmente più pulita prima dell'attuale deriva gestionale.

"La Tari dovrebbe rappresentare il corrispettivo di un servizio efficiente, ma non lo è assolutamente. Ecco perché questi aumenti sono fuori luogo." afferma Alberto Locchi.

Se Firenze soffre, la strategia regionale è il vero colpevole. I dati ISPRA 2025 dipingono un quadro fallimentare: la Toscana è la prima regione d'Italia per l'utilizzo delle discariche. Mentre l'Europa spinge verso l'economia circolare, la nostra regione sotterra da sola il 19% di tutti i rifiuti nazionali inviati in discarica.

Non si tratta di un'emergenza improvvisa, ma di un fallimento sistemico. Come denunciato dal portavoce dell'opposizione Alessandro Tomasi, la Regione Toscana da dieci anni continua a operare tramite convenzioni temporanee perché incapace di raggiungere l'autosufficienza. Il simbolo di questa paralisi è il caso dell'inceneritore di Montale: un impianto che avrebbe dovuto essere chiuso anni fa e che invece, nel vuoto di programmazione, viene oggi proposto per un "revamping" e un raddoppio a 100.000 tonnellate annue. È lo scacco matto della politica: non sapendo dove mettere i rifiuti, si punta su soluzioni vecchie e contestate.

L'assenza di impianti locali ha generato un'emorragia economica senza precedenti. Negli ultimi cinque anni, da Firenze, Prato e Pistoia sono partite oltre 600.000 tonnellate di rifiuti verso altre regioni o nazioni.

Il dato sulla frazione organica è emblematico: nel 2024, ben il 44% dell'organico è stato spedito fuori regione. Questo "esilio forzato" dell'immondizia si traduce in una pesantissima tassa logistica occulta:

  1. Costi di trasporto: Migliaia di camion in viaggio gonfiano le tariffe in bolletta.
  2. Ipocrisia ambientale: L'inquinamento prodotto dai mezzi pesanti vanifica gli sforzi dei cittadini nella raccolta differenziata. È un corto circuito dove l'inefficienza infrastrutturale diventa un costo diretto per le tasche dei contribuenti.

Dal 2024, il baricentro di Alia sembra essere mutato. Per scelta politica, l'azienda ha spostato il focus dalla gestione operativa dei rifiuti alla creazione della "multiutility" e alla rincorsa della quotazione in borsa. La priorità è diventata il capitale, non il cassonetto.

Questa mutazione genetica dell'azienda preoccupa non solo l'opposizione, ma crea frizioni persino all'interno della maggioranza. È sintomatico che la stessa Sindaca Funaro abbia recentemente espresso sui quotidiani un crescente disagio per la gestione del servizio. Quando anche chi guida la città si lamenta dell'inefficienza dell'azienda che dovrebbe governare, significa che il legame tra necessità dei cittadini e obiettivi aziendali si è spezzato. Il sospetto è che la solidità finanziaria necessaria per la Borsa venga costruita sacrificando il decoro quotidiano delle strade.

In un contesto di inflazione e "lavoro povero", caricare ulteriormente famiglie e imprese è visto come un atto di cecità politica. Il Comitato "Open Plures" non usa mezzi termini, definendo gli aumenti della TARI una scelta irresponsabile.

La battaglia si sposta ora nelle aule del Consiglio. In vista della delibera che verrà votata martedì, Alberto Locchi ha annunciato un emendamento specifico per i commercianti messi in ginocchio dai lavori della tramvia. Ad oggi, la Giunta si è limitata a proporre un rinvio del pagamento, ma come sottolineato dal capogruppo di FI, "differire una rata non compensa la perdita di fatturato". Serve una riduzione reale, non un posticipo del debito.

"Caricare ulteriormente le famiglie e le imprese di costi, per altro ingiustificati, è una scelta immorale, irresponsabile e controproducente." tuonano da Comitato Open Plures.

La Toscana e Firenze sono arrivate a un bivio. La strategia dello "scaricabarile" verso altre regioni e l'abuso delle discariche hanno reso la nostra regione quella con il costo pro capite più alto d'Italia. Senza una programmazione seria che superi l'era delle "convenzioni temporanee decennali" e preveda la costruzione di impianti propri, la pressione fiscale è destinata a salire ancora.

Il decoro urbano non è un lusso, ma il presupposto dell'attrattività di una città. Come può Firenze pretendere di attirare nuovi residenti se le tasse sono da record e il servizio è da emergenza?

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