A vent’anni dalla scomparsa di Oriana Fallaci, Firenze e la Toscana rendono omaggio alla grande giornalista e scrittrice fiorentina con un programma di iniziative che ne ripercorre la figura e l’opera attraverso incontri, teatro e letture.
Gli appuntamenti promossi e sostenuti dalla Regione Toscana sono stati presentati questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati dall’assessora alla cultura Cristina Manetti con Cosimo Ceccuti presidente della Fondazione Spadolini – Nuova Antologia ETS e il regista Fulvio Cauteruccio
Tra quelli centrali il convegno “Oriana Fallaci. La forza di una voce libera e senza tempo”, ospitato il 30 ottobre alle 10,30 nella sala conferenze dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, al terzo piano di Palazzo Strozzi. Un’occasione per tornare sulla personalità, sul lavoro e sull’eredità culturale della scrittrice attraverso le testimonianze e le riflessioni dello storico Franco Cardini, di monsignor Rino Fisichella Pro-Prefetto Dicastero per l’Evangellizzazione, della professoressa dell’Università di Firenze Giulia Tellini e del giornalista Riccardo Mazzoni. Sono previsti i saluti del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dell’assessora Cristina Manetti e di Cosimo Ceccuti.
Altro appuntamento di primo piano è quello di sabato 26 settembre alle 18 al Teatro della Pergola, dove Valeria Solarino sarà protagonista del reading de Il sesso inutile, uno dei testi più significativi della giovane Fallaci, dedicato alla condizione delle donne nel mondo. Ad accompagnare la voce dell’attrice saranno le musiche dal vivo di Maurizio Camardi, ai sassofoni, duduk ed elettronica, da un’idea di Elena Marazzita.
Lo spettacolo, una produzione AidaStudioProduzioni in collaborazione con il Teatro della Toscana, è presentato nell’ambito de La Toscana delle Donne, il progetto della Regione dedicato ai diritti, alla libertà e al protagonismo femminile. Ad aprire l’appuntamento saranno i saluti istituzionali dell’assessora Manetti. L’ingresso è libero con prenotazione online.
“A vent’anni dalla sua scomparsa – ha detto Cristina Manetti – vogliamo ricordare Oriana Fallaci partendo dalla forza della sua voce, dal suo legame profondo con Firenze e la Toscana e dalla capacità che ha avuto di attraversare da protagonista alcuni dei passaggi più drammatici e decisivi del Novecento. Lo facciamo senza semplificarne una figura complessa, ma tornando ai suoi libri, alle sue parole, al suo lavoro di giornalista e scrittrice. Il convegno permetterà di approfondirne il percorso attraverso punti di vista e sensibilità diverse, mentre il reading de Il sesso inutile ci restituisce una Fallaci giovanissima che già poneva domande sulla condizione femminile di straordinaria attualità. Per questo abbiamo voluto inserire l’appuntamento nel percorso de La Toscana delle Donne: perché quella ricerca sulla libertà e sull’autodeterminazione delle donne continua ancora oggi a interrogarci”.
La Fallaci era molto legata a Spadolini - ha commentato Cosimo Ceccuti - . Non ci sono carteggi, ma Spadolini aveva tutti i suoi libri, con una dedica su “Intervista con la storia”. Ho conosciuto solo una volta la Fallaci, appena morto Spadolini. Venne in visita nella sede della Fondazione nonostante i divieti legati alle questioni della successione. Girava per le stanze, parlando pochissimo, osservando tutto. Alla fine mi fece una dedica molto bella: “Con orgoglio, tenerezza e rimpianto nella casa del mio amico Spadolini”. Mi disse che sarebbe voluta tornare per studiare e leggere i nostri libri di storia. Purtroppo il tempo di tornare non l'ha più avuto”.
Il programma dedicato a Fallaci proseguirà domenica 8 novembre, in una giornata strettamente legata alla quinta edizione de La Toscana delle Donne. Alle 17, al Teatro Verdi di Firenze, si terrà l’inaugurazione della quinta edizione della manifestazione promossa dalla Regione Toscana. A seguire, alle 21 al Teatro dell’Affratellamento, andrà in scena “Nella lingua e nella spada”, di e con Elena Bucci, con la regia di Fulvio Cauteruccio ed Elena Bucci e il progetto musicale di Luigi Ceccarelli.
Lo spettacolo è una produzione della Compagnia Teatrale Krypton, in collaborazione con la Compagnia Le Belle Bandiere.Nella lingua e nella spada è uno dei cinque appuntamenti che compongono il più ampio progetto multidisciplinare “Una donna. Oriana Fallaci, vent’anni dopo”, promosso dalla Compagnia Teatrale Krypton con la direzione artistica di Fulvio Cauteruccio. Un percorso diffuso sul territorio fiorentino che attraversa luoghi e pubblici differenti e utilizza teatro, musica, drammaturgia contemporanea, lettura scenica e partecipazione per restituire le molte dimensioni della figura di Fallaci.
“L’idea dello spettacolo che porteremo in scena l’8 novembre al Verdi- ha spiegato Cauteruccio- , in apertura della Toscana delle donne, è nata da un incontro con un’attrice italiana di rilievo nazionale, Elena Bucci, che ha lavorato per anni con Leo de Berardinis, uno dei più grandi teatranti italiani. Con mio fratello Giancarlo Cauteruccio, che non c’è più, portammo in scena “Prigionia di Alekos”, dedicato a Panagulis. Dato che Elena Bucci aveva lavorato sul testo della Fallaci dedicato al poeta greco rivoluzionario, la compagnia teatrale Krypton ha deciso di condividerlo e curarne la regia: sarà un omaggio anche a Giancarlo e al suo teatro tecnologico. Lo spettacolo sarà replicato al Teatro dell’Affratellamento e poi dedicheremo alla Fallaci giornalista altri momenti di teatro alle Laudi. Sono contento che la Regione Toscana e Firenze, che ci ha abituato da secoli a mandar via anche i suoi miglior figli, dedichino quest'iniziativa alla Fallaci.”
Lo spettacolo dell’Affratellamento prende le mosse dalla vita e dalle opere della scrittrice e, in particolare, dal suo incontro umano, sentimentale e politico con Alexandros Panagulis, poeta greco e oppositore della dittatura dei colonnelli. Fallaci lo incontrò per un’intervista nel giorno della sua liberazione dal carcere, dopo la condanna a morte e la successiva grazia ottenuta anche grazie a una forte mobilitazione internazionale. La vicenda privata diventa sulla scena il punto di partenza per una riflessione più ampia sulla libertà, la resistenza al potere, l’azione politica, il sacrificio e la responsabilità individuale. Parola, musica e memoria si intrecciano nel racconto di due personalità irriducibili che, in modi diversi, trasformarono l’esperienza della lotta e del dolore in testimonianza.