Firenze – Racconteranno i 20 anni dell’esperienza IESA, acronimo di Inserimento Eterofamiliare Supportato e Assistito, rivolto a adulti sofferenti di disturbi psichici. Sara Binazzi e Virginia Quaranta lavorano in qualità di psicologhe e psicoterapeute per la Asl Toscana centro e domani giovedì 21 in piazza Santa Maria Annunziata, nell’ambito di "Cooperazione in Festa" (20-21-22-23 maggio), porteranno all’attenzione del pubblico il servizio aziendale operativo a Firenze dal 2006. Nato come sperimentazione e oggi esteso a buona parte della Asl Toscana centro in collaborazione con Arca Cooperativa Sociale, IESA che è parte integrante del circuito IESA Italia, ha l’intento di inserire persone con disturbi psichici in un ambiente familiare affidatario idoneo. Ad oggi, nell’ambito della Asl Toscana centro, conta su una rete di circa dieci famiglie.
Il progetto negli anni ha contribuito a ridurre il ricorso ai ricoveri: superata la fase acuta, può accadere che le persone con disturbi psichici non rientrino più in una situazione di emergenza. I benefici ricevuti da un ambiente familiare affidatario idoneo consentono di recuperare progressivamente stabilità emotiva, relazionale e autonomia personale. È dimostrato che la vita familiare determina un netto miglioramento delle condizioni di salute mentale, aiutando a risolvere problemi psichici e favorendo il reinserimento sociale.
"Il Progetto IESA risponde alla domanda di riabilitazione e reinserimento di persone che non hanno, o hanno perso, i supporti familiari - spiega Francesco Casamassima, Direttore Salute Mentale Adulti Firenze di Asl Toscana centro - Ricostruisce per loro e con loro il tessuto dei riferimenti e degli affetti quotidiani può effettivamente migliorare la prognosi clinica ed esistenziale dei disturbi. È un modo per venire incontro non solo ai bisogni di famiglie e pazienti ma anche alle loro preziose risorse".
“Queste persone arrivano anche a uscire dalla rete di cura – sottolinea la psicologa Virginia Quaranta - perché si avvicinano a una vita quotidiana “normale” con tutti gli incentivi e i benefici che ne possono derivare”. Nel contesto familiare si va progressivamente a favorire l’autonomia della persona, fino a raggiungere una condizione di benessere”.
Le persone inserite nelle famiglie sono seguite dai Servizi territoriali della Salute Mentale della Asl Toscana centro. Soffrono di disturbi psichici ma hanno raggiunto un buon livello di autonomie personali. Dal progetto sono esclusi pazienti con dipendenze, abuso di alcol, aggressività fisica o dediti a pratiche illegali. La famiglia che entra nella rete riceve un contributo mensile a titolo di rimborso spese. Ci sono inserimenti in cui la famiglia ospitante è intesa come nucleo convivente ma anche formule diverse: può capitare che un componente di una famiglia raggiunga il paziente presso la propria abitazione per aiutarlo, condividendo insieme a lui quanto occorre per la cura quotidiana, dalla spesa alle pulizie di casa.
“I pazienti ci vengono inviati dai servizi di Salute Mentale – spiega Quaranta – insieme agli operatori invianti conduciamo il primo colloquio. Poi con la collega Binazzi valutiamo e cerchiamo il nucleo familiare più idoneo per entrambi, attingendo o dalla nostra banca dati o facendo una ricerca mirata o intercettando una famiglia che spontaneamente si propone. Non c’è un limite alla territorialità. Per le famiglie si tratta di un impegno importante. Da parte degli operatori IESA il monitoraggio e il sostegno sia alla famiglia che all'ospite, è costante”.
Per informazioni è possibile scrivere a: inserimentieterofamiliari@uslcentro.toscana.it. La sede operativa del servizio è presso il presidio D’annunzio, uno dei Centri territoriali fiorentini di salute mentale della Asl Toscana centro.