Siena: 13 minori indagati per odio razziale

Nelle loro chat incitavano all’odio razziale attraverso idee fasciste e omofobe

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
19 Maggio 2026 13:45
Siena, 13 minori indagati per odio razziale

Esaltavano la suddivisione della popolazione umana in razze, indicando quella bianca come superiore alle altre, promuovevano inoltre le simbologie del periodo fascista e nazista e, più in generale, incoraggiavano azioni violente contro immigrati, islamici o appartenenti all’universo Lgbtq+.

Con l’accusa di propaganda di idee fondate sull’odio razziale, etnico e apologia del movimento fascista e nazista, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico i poliziotti della Digos di Siena hanno denunciato a vario titolo 13 giovani minorenni.

A completare il quadro accusatorio vi è il reato di detenzione illegale di armi, che nel luglio 2025 ha dato il via alle indagini culminate con i provvedimenti odierni, dopo che, nelle abitazioni di due dei denunciati, gli investigatori, al termine di una perquisizione, hanno rinvenuto e sequestrato un fucile e le relative munizioni.

Approfondimenti

L’esame dei supporti informatici che ne è conseguito ha evidenziato uno stretto legame con gli altri 11 giovani denunciati, tutti collegati in una fitta rete di gruppi virtuali presenti nei più comuni social network in cui era prevalente la condivisione di contenuti di stampo suprematista, nazionalsocialista, negazionista, inneggianti all’odio e alla violenza contro le persone straniere e gli immigrati, con l’incitamento all’uso di armi e di esplosivi artigianali.

Gli investigatori hanno scoperto inoltre diverse chat di gruppo, tra cui una dall’inequivocabile nome “Partito repubblicano fascista”, dove i giovani, oltre all’interesse per le armi, esaltavano figure come Mussolini e Hitler e disprezzavano gli immigrati con l’uso costante di un linguaggio pieno di odio nei loro confronti.

Dalle analisi dei dispositivi elettronici è emersa anche la presenza di numerosi filmati e foto dal contenuto pedopornografico oltre ad altri video di aggressioni e violenze nei confronti di persone straniere che i giovani, nonostante non vi avessero partecipato, condividevano nelle loro chat.

"Quello che emerge dall'inchiesta della Digos di Siena e della Procura per i Minorenni di Firenze è uno spaccato d'orrore che non possiamo e non vogliamo liquidare come una serie di bravate adolescenziali. Tredici minorenni denunciati per armi, odio razziale e pedopornografia sono un campanello d'allarme assordante per tutta la nostra regione” dichiara il segretario del Pd Toscana Emiliano Fossi “Siamo davanti a un vero e proprio cortocircuito educativo e sociale, ma anche politico. Quando nello spazio pubblico si tollerano o, peggio, si cavalcano parole d'ordine violente, razziste ed estremiste, i risultati poi rischiano di essere questi: la normalizzazione dell'odio nei telefoni dei nostri figli. Chi siede nelle istituzioni ha il dovere di pesare le parole, perché i messaggi tossici fioriscono proprio laddove si coltiva l'intolleranza” prosegue il segretario.

“Voglio ringraziare le forze dell'ordine e la magistratura per aver portato alla luce questi fatti. Il Partito Democratico della Toscana non arretrerà di un millimetro: combatteremo questa deriva autoritaria, violenta e degradante in ogni scuola, in ogni circolo e in ogni piazza. Difenderemo i valori democratici e l'antifascismo della nostra terra, arginando con tutte le nostre forze chiunque provi a infettare il futuro delle nostre comunità” conclude Fossi.

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