"Un ministro della Repubblica evocato a testa in giù, tra cori e slogan di studenti che pretendono di dare lezioni di democrazia. Quanto accaduto ieri a Firenze è di una gravità inaudita e merita una condanna senza attenuanti", denunciano i consiglieri del gruppo Fratelli d'Italia a Palazzo Vecchio Angela Sirello, capogruppo, Matteo Chelli, Alessandro Draghi e Giovanni Gandolfo insieme a Simone Sollazzo, presidente di Gioventù Nazionale Firenze Città e consigliere del Quartiere 2.
"Non siamo di fronte a una normale contestazione politica, ma a parole che richiamano una delle pagine più drammatiche della storia italiana. Ancora più grave è che tutto questo avvenga durante una manifestazione alla quale hanno preso parte anche insegnanti e rappresentanti delle istituzioni, gli stessi ambienti politici che quotidianamente si riempiono la bocca di tolleranza, rispetto e democrazia.
Ci chiediamo cosa sarebbe accaduto se a intonare un coro del genere fossero stati studenti di destra contro un ministro di sinistra. Avremmo assistito a una sollevazione generale, con accuse di fascismo, richieste di provvedimenti esemplari e condanne da ogni parte politica. Invece oggi assistiamo a un silenzio che rischia di diventare una pericolosa forma di legittimazione.
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Il Sindaco Sara Funaro prenda immediatamente e pubblicamente le distanze da questi cori. Lo facciano anche i consiglieri comunali che hanno partecipato alla manifestazione e gli insegnanti presenti. Nessuno può nascondersi dietro la libertà di manifestazione per giustificare o minimizzare parole simili.
Ci preoccupa soprattutto che ragazzi così giovani possano essere portati a considerare normale evocare immagini di violenza contro un rappresentante delle istituzioni. La scuola dovrebbe insegnare il confronto e il rispetto delle idee, non trasformarsi in una palestra di odio politico.
La libertà di manifestare è sacrosanta, ma non può esistere una doppia morale per cui la violenza verbale è intollerabile quando proviene da destra e diventa una semplice ragazzata quando arriva da sinistra.
Chi invoca un ministro a testa in giù non sta dando una lezione di democrazia. Sta dimostrando quanto sia necessario tornare a insegnarne il significato», concludono.