Sfida all'Inter a San Siro

I viola con attacco da élite, ma difesa più perforata. La catena di destra con Alex Jimenez e Franco Mastantuno

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
23 Ottobre 2026 23:55
CONFERENZA STAMPA MISTER VANOLI - 23 OTTOBRE 2026

La capolista Inter guidata da Cristian Chivu e una Fiorentina dal rendimento paradossale — al diciottesimo posto in classifica ma con una produzione offensiva di livello primario — si incrociano a San Siro domenica 25 ottobre alle ore 12:30. Questo lunch match dell'ottava giornata di Serie A mette a confronto la solidità dei nerazzurri e la disperata ricerca di equilibrio della formazione viola.

L'Inter si presenta alla sfida in vetta alla classifica con 19 punti (al pari della Lazio), forte del miglior attacco del campionato grazie a 21 gol segnati (una media di tre a partita) e 9 subiti. La squadra nerazzurra è imbattuta da 17 gare di Serie A (11 vittorie e 6 pareggi), la striscia positiva più lunga della gestione Chivu. In prospettiva storica, solo cinque volte nella storia della Serie A una squadra è rimasta senza sconfitte nelle prime otto giornate stagionali incassando più reti: la Lucchese nel 1936/37 (10), la Roma nel 1955/56 (10), il Milan nel 1992/93 e nel 1999/00 (11) e l'Inter nel 2004/05 (13).

Inoltre, le quattro partite casalinghe fin qui disputate sono coincise con altrettante vittorie e ben 15 reti realizzate: negli ultimi 50 anni soltanto Roma (nel 1990/91 con 16 e nel 2016/17 con 17), Juventus (nel 2014/15 con 17) e Sampdoria (nel 2017/18 con 16) sono riuscite a vincere ciascuna delle prime cinque gare interne stagionali in Serie A realizzando più reti. Oltre alla devastante efficienza offensiva — i nerazzurri segnano un gol dall'interno dell'area ogni 15,7 palloni giocati negli ultimi 16 metri, quarto dato del torneo —, a impressionare è la tenuta mentale. L'Inter ha già conquistato 10 punti da situazioni di svantaggio nelle prime sette giornate, eguagliando il record nell'era dei tre punti a vittoria appartenente alla Juventus 2013/14 e all'Inter 2021/22. Un gruppo reattivo e cooperativo, capace di mandare a segno già 10 marcatori diversi (co-primato insieme alla Lazio).

In copertina nel momento d'oro nerazzurro c'è indiscutibilmente Marcus "Tikus" Thuram. L'attaccante francese è andato a segno in ciascuna delle ultime sei presenze casalinghe in Serie A, dimostrando una continuità realizzativa impressionante sul prato del Meazza.

Nell'era dei tre punti a vittoria, soltanto due attaccanti nella storia dell'Inter sono riusciti a far registrare una striscia di almeno sette gare interne consecutive a segno: Romelu Lukaku nel 2021 (7) e Christian Vieri nel 2003 (autore di una serie arrivata a quota 11). Inoltre, Thuram vanta il miglior rapporto tra minuti giocati e reti realizzate tra i giocatori con più di un gol all'attivo nel torneo, garantendo una marcatura ogni 64,5 minuti (al pari di Ange-Yoan Bonny).

La Fiorentina guidata da Paolo Vanoli subentrato a Fabio Grosso dopo tre sconfitte nelle prime tre giornate, vive una situazione tattica singolare. I viola occupano il 18° posto con 4 punti e registrano la peggior difesa del campionato alla settima giornata con 17 gol subiti. Tuttavia, le metriche avanzate raccontano una squadra dalle enormi potenzialità in fase di costruzione.

La formazione si posiziona infatti nel 92° percentile per efficacia in contropiede e nel 69° percentile per fase offensiva generale, avendo toccato 236 palloni nell'area avversaria (secondo miglior dato della Serie A a pari merito con Roma e Como, dietro solo ai 283 dell'Inter). Ciononostante, il 33° percentile nei gol segnati (8 totali) e il 27° percentile nella fase difensiva evidenziano le profonde crepe strutturali della squadra. La Fiorentina concede troppi varchi nella fascia centrale, fatica a fare filtro davanti alla difesa e va sistematicamente in sofferenza sulle verticalizzazioni avversarie — come evidenziato in occasione della seconda rete incassata contro il Genoa o della terza contro il Como — soffrendo la lettura delle letture e i posizionamenti in transizione negativa, emblematico nel gol subito da Nico Paz nell'ultimo turno.

Per convertire la mole di gioco creata nell'area avversaria e superare i problemi di finalizzazione, Vanoli ha individuato il proprio motore tattico nella corsia di destra. Le sovrapposizioni e la costante proiezione offensiva del terzino spagnolo Alex Jimenez si combinano con la qualità pura di Franco Mastantuono, creando una catena capace di generare la costante superiorità numerica, conclusioni e cross pericolosi (tra cui il gol di Jimenez contro il Napoli e il cross deviato da Vasquez a Marassi).

Il punto di riferimento assoluto della trequarti resta proprio Mastantuono. Il mancino argentino classe 2007, arrivato in prestito dal Real Madrid, agisce da centro-destra per rientrare sul suo piede preferito: è il capocannoniere dei viola con 3 reti (firmate con la tripletta decisiva a Venezia) ed è il giocatore della rosa che ha tentato più conclusioni in assoluto (27 tiri in 7 presenze).

L'impatto tecnico e la centralità del giovane talento argentino nello scacchiere viola sono stati ribaditi con chiarezza da Paolo Vanoli: "Dimostra sempre responsabilità in campo. E’ l’unico calciatore che può dare i tempi alla squadra, soprattutto quando lo raddoppiano."

In vista del match di San Siro, il quadro delle indisponibilità e della designazione arbitrale recita:

  • Inter: Assente Luis Henrique, fermato da un risentimento all'adduttore lungo della coscia sinistra.
  • Fiorentina: Non disponibili Atta (alle prese con un problema fisico) e Ranieri.
  • Arbitro del match: Maurizio Mariani della sezione di Aprilia (coadiuvato dagli assistenti Alassio e Rossi, IV Ufficiale Zufferli, VAR Fabbri e AVAR Santoro).

Nonostante le difficoltà di classifica e il peso dell'impegno esterno, Paolo Vanoli sprona la squadra a cercare l'impresa a Milano puntando sulla personalità: "Serve la partita perfetta, ma nulla è impossibile, bisogna giocare però sempre con la voglia di fare qualcosa di importante. In ogni campo."

Il lunch match di San Siro mette in palio punti pesantissimi per gli obiettivi di entrambe le formazioni: da una parte l'Inter vuole confermare il primato in classifica e proseguire una marcia casalinga dal ritmo storico; dall'altra la Fiorentina cerca la svolta stagionale per tradurre finalmente in risultati concreti il grande volume di gioco offensivo prodotto.

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