Cassa integrazione e misure anticrisi, parte la verifica

Il primo semestre 2009 ha registrato un'impennata dei lavoratori in mobilità, aumentati dell'86,8% (6.581 in più). A livel lo provinciale, l'aumento è stato più marcato a Siena, Massa Carrara, Firenze.

Redazione Nove da Firenze
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02 settembre 2009 18:05
Cassa integrazione e misure anticrisi, parte la verifica

"La crisi economica che sta facendo sentire i suoi effetti anche in Toscana non appare ancora in via di risoluzione e la preoccupazione per i mesi che ci aspettano sono forti e diffuse. Per questo occorre proseguire sulla strada della stretta collaborazione con le parti sociali e le istituzioni per prepararsi a fronteggiare al meglio le sfide che ancora ci aspettano. Registriamo l'apprezzamento manifestato dalle parti sociali e dalle istituzioni per il lavoro fatto e partiamo con una attenta verifica".

Così l'assessore al lavoro della Regione Toscana, Gianfranco Simoncini, ha sintetizzato i motivi dell'incontro di oggi con la commissione regionale tripartita, nella quale siedono istituzioni e parti sociali di tutta la Toscana. All'ordine del giorno la verifica dell'efficacia degli strumenti messi in campo per sostenere l'occupazione e il reddito dei lavoratori delle aziende colpite dalla crisi. Un percorso di verifica che, su proposta dell'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini, si snoderà nei territori per capire cosa e come si muove nelle diverse realtà, per poi confluire in un nuovo tavolo regionale dal quale scaturiranno decisioni operative ed eventuali modifiche dei provvedimenti già presi, nel caso se ne sia verificata la scarsa efficacia o difficoltà nell'utilizzazione.

Strettissimi i tempi: 17 e 18 settembre le riunioni delle tre aree vaste toscane e 29 settembre l'incontro finale del tavolo regionale. Nel frattempo, prendendo atto di un problema da più parti sottolineato, l'assessore Simoncini chiederà al governo nazionale una modifica delle norme sulla Cassa integrazione in deroga che ne renda possibile l'applicazione anche ai lavoratori a termine che non si vedono rinnovare il contratto dopo la sua naturale scadenza. In molti casi questi lavoratori sono stati e sono le prime vittime delle crisi aziendali ma, ad oggi, non possono accedere ad alcun ammortizzatore sociale.

L'assessore Simoncini, che nei giorni scorsi aveva rinnovato una pressante richiesta al governo di ulteriori risorse per fare fronte alle richieste di cassa integrazione di qui a fine anno, ha reso noto di essere stato convocato a Roma per mercoledì 16 settembre. Le partite aperte con il governo A livello regionale gli strumenti al centro della verifica sono soprattutto tre: Cassa integrazione in deroga, il contributo di 1.650 euro per il sostegno di redditi e mutui a favore di coloro che non hanno accesso ad altri ammortizzatori sociali, gli incentivi ai contratti di solidarietà.

Cassa integrazione in deroga: La macchina messa in moto dalla Regione all'inizio di luglio per la concessione degli ammortizzatori sta funzionando bene. Delle 900 domande ammesse al pagamento dalla regione, 400 sono già state liquidate mentre per le resta nti 500 si aspetta il completamento da parte delle aziende. I tempi di autorizzazione da parte della Regione non superano i 7 giorni. Le domande da maggio sono state 3.200, per circa 11.500 lavoratori coinvolti. Ancora qualche ritardo è legato alla quota di domande gestita dalla direzione regionale del lavoro (ministero) nei mesi precedenti al passaggio della competenza alla Regione, che si sta però smaltendo anche grazie al potenziamento degli uffici con personale regionale.

Dovrà migliorare, ha sottolineato l'assessore, la compilazione delle domande da parte di aziende e parti sociali, ancora troppo spesso incomplete o inesatte. L'assessore ha messo in risalto questo fatto che comporta un allungamento dei tempi nel dare risposta ai diritti dei lavoratori. In base al trend registrato fino ad oggi (media di 43 domande al giorno), sono attese, da qui alla fine dell'anno, ulteriori 4.500 domande per un impegno finanziario pari a circa 77 milioni di euro. Per fronteggiare queste previsioni l'assessore ha chiesto al sottosegretario al lavoro Pasquale Viespoli, un'integrazione del finanziamento nazionale per 65 milioni di euro, cui si aggiungeranno altri 12 milioni, stanziati dalla Regione attingendo alle risorse del Fondo sociale europeo. Contributo 1.650 euro: Le domande di contributo sono state circa 800 (da maggio a fine agosto), di cui 162 approvate e circa 500 in fase di istruttoria o in attesa di documentazione integrativa.

"Troppo presto per valutarne appieno l'efficacia – dice l'assessore - anche perché per accedere al contributo si deve essere iscritti da tre mesi alle liste e chi è stato licenziato nelle ultime settimane ancora non può fare domanda, ma la potrà fare al compimento dei tre mesi. Qualche modifica può essere fatta, ma aspettiamo fine ottobre per avere un quadro più preciso". Intanto l'analisi dettagliata mostra che, se fra le motivazioni del mancato accoglimento c'è, nel 15% dei casi, la mancanza dei requisiti relativi all'impresa in cui si è lavorato e nel 10% un reddito Isee superiore ai limiti previsti (portati già da 12 a 15 milioni annui), un'altra buona fetta (il 13%) ha un periodo di disoccupazione inferiore ai tre mesi richiesti o un periodo di lavoro effettivo inferiore a 180 giorni.

"Nel frattempo – avverte Simoncini - abbiamo comunque studiato possibili modifiche. Per esempio potremmo aggiungere fra le categorie i dipendenti di studi professionali o coloro che hanno avuto 180 giorni di lavoro ma non tutti con lo stesso datore". Contratti di solidarietà: Anche gli incentivi ai contratti di solidarietà sono sotttoposti a verifica. Le parti sociali ne hanno sottolineato l'utilità, anche se è stato detto che non potranno decollare in tempi brevi perché ancora le imprese ricorrono più facilmente alla cassa integrazione.

Ma nei prossimi mesi potrebbero essere un valido aiuto per mantenere posti di lavoro in vista della ripresa. Qualche dato sul mercato del lavoro Elaborati dal servizio lavoro della Regione e dall'Irpet, gli ultimi dati Istat mostrano segni evidenti di aggravamento della situazione, sia rispetto al trimestre precedente che allo stesso periodo del 2008. Il tasso di disoccupazione passa dal 5,4% (dato trimestre precedente e dello stesso periodo del 2008), con 103.000 persone in cerca di occupazione a fronte delle 89.000 di un anno prima e delle 90.000 del trimestre precedente.

La flessione degli occupati (inferiore alla media del Centro Nord) si concentra prevalentemente nel settore industriale e nel lavoro dipendente in genere. Migliore la tenuta dei servizi e dell'agricoltura. Il primo semestre 2009 ha registrato un'impennata dei lavoratori in mobilità, aumentati dell'86,8% (6.581 in più). A livel lo provinciale, l'aumento è stato più marcato a Siena, Massa Carrara, Firenze. Massa Carrara e Prato sono le province maggiormente sotto pressione, con una incidenza della mobilità sull'intera occupazione dipendente rispettivamente del 2 e dell'1,9%.

A luglio la cassa integrazione straordinaria è aumentata del 244% rispetto allo stesso periodo 2008 (circa 3 milioni di ore al mese). I lavoratori in cassa integrazione sono 21.660, circa il 6,1% dei lavoratori dell'industria. Significativa la riduzione del numero degli avviamenti, calato del 18% nei primi sei mesi del 2009, con 72 mila lavoratori avviati in meno rispetto al 2008. di Barbara Cremoncini Nell'immagine, d'archivio, operai metalmeccanici al lavoro.

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