Tramvia 3.2.1., lavori autorizzati anche di notte fino al 30 aprile

SPC: "Presenteremo un'interrogazione urgente. Qual è la data prevista per la fine dei lavori?"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
14 Ottobre 2026 10:56
Tramvia 3.2.1., lavori autorizzati anche di notte fino al 30 aprile

Il Comune di Firenze ha autorizzato l'impresa che sta realizzando la tramvia per Bagno a Ripoli a lavorare in deroga ai limiti di rumore, anche nelle ore notturne, fino al 30 aprile 2027. L'atto è la determinazione dirigenziale 7392 del 2026, del 1 ottobre.

La deroga precedente, rilasciata a febbraio 2025, scadeva il 30 ottobre 2026, data che nel cronoprogramma corrispondeva alla fine dei lavori.

L'impresa ha chiesto la proroga il giorno prima della scadenza, motivandola con interferenze di sottoservizi non censiti nelle cartografie, ritrovamenti archeologici e imprevisti riscontrati durante l'esecuzione delle opere relative ai sottoservizi.

L'autorizzazione riguarda le lavorazioni lungo la linea, il deposito e il nuovo ponte sull'Arno. Non riguarda il Ponte da Verrazzano, per il quale, secondo quanto comunicato dal Comune, i lavori dovrebbero partire a gennaio e servirà un'autorizzazione a parte.

Sul tema dei tempi e dei costi è intervenuto anche l'accordo del 2 febbraio tra Comune e concessionario, che prevede un premio di accelerazione di 4.641.448,95 euro, oltre Iva, per circa 5,1 milioni complessivi, impegnati dal Comune a marzo con determinazione 1446 del 2026. L'accordo legava il premio a due traguardi, chiusura dei lavori dell'acquedotto entro il 31 gennaio e della linea entro il 30 ottobre, con recupero previsto in caso di mancato raggiungimento del secondo traguardo per cause imputabili esclusivamente al concessionario. L'accordo prevede inoltre la possibilità di 75 giorni di proroga valutati dal Collegio consultivo tecnico.

Le dichiarazioni di Sinistra Progetto Comune

Sul tema sono intervenuti Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune, Lorenzo Palandri di Sinistra Progetto Comune Quartiere 2 e Lorenzo Fantoni di Sinistra Progetto Comune Quartiere 3:

"Il 1 ottobre il Comune ha autorizzato l'impresa che costruisce la tramvia per Bagno a Ripoli a lavorare in deroga ai limiti di rumore, anche di notte, fino al 30 aprile 2027 (determinazione dirigenziale 7392/2026). La deroga precedente era del febbraio 2025 e scadeva il 30 ottobre 2026, il giorno in cui secondo il cronoprogramma i lavori dovevano essere finiti.

L'impresa ha chiesto la proroga il giorno prima: ha spiegato che non riuscirà a chiudere nei tempi a causa di interferenze di sottoservizi non censiti nelle cartografie, di ritrovamenti archeologici e di imprevisti riscontrati durante l'esecuzione delle opere relative ai sottoservizi. L'autorizzazione riguarda le lavorazioni lungo la linea, il deposito e il nuovo ponte sull'Arno. Il Ponte da Verrazzano non è citato: i lavori su quel ponte, che secondo il Comune partiranno a gennaio, avranno bisogno di un passaggio a parte. 

Una deroga non è un cronoprogramma, e speriamo che i cantieri si chiudano prima: resta il fatto che è l'impresa stessa a chiedere tempo fino ad aprile, mentre l'Assessore continua a parlare di fine 2026.

Sulla data di fine lavori ci sono anche dei soldi pubblici in gioco. L'accordo firmato il 2 febbraio fra Comune e concessionario prevede un premio di accelerazione di 4.641.448,95 euro, da pagare in anticipo. In cambio i lavori per l'acquedotto dovevano chiudersi entro il 31 gennaio e quelli della linea entro il 30 ottobre. A marzo il Comune ha impegnato la somma, poco più di 5,1 milioni con l'Iva (determinazione 1446/2026), usando fondi della Regione perché i due Ministeri interpellati non avevano risposto: l'accordo prevede che il premio venga recuperato se il secondo traguardo non viene raggiunto per cause imputabili esclusivamente al Concessionario.

Il 30 ottobre passerà senza che i lavori siano conclusi, e lo riconosce ormai anche l'Amministrazione. Bisogna quindi sapere se quel premio è già stato pagato e se il Comune intende recuperarlo, tenendo conto che le ragioni scritte dall'impresa per avere la deroga sono le stesse che potrebbero servirle a sostenere che il ritardo non dipende solo da lei.Lungo i viali e in piazza Beccaria chi abita e chi lavora convive con il cantiere da mesi, e dovrà continuare a farlo, anche di notte. Diversi commercianti chiedono da settimane una data certa, e alcuni hanno annunciato un'azione legale per i danni.

Hanno il diritto di sapere come stanno le cose dall'Amministrazione, sul piano politico.Lo rendiamo esplicito, ringraziamo tutti gli uffici e tutte le persone che lavorano, in nessun modo ci sono critiche a loro. Vogliamo che chi governa la Città scelga una modalità diversa di comunicazione, che provi a essere più sistematica e meno legata agli annunci.

Presenteremo un'interrogazione urgente. Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di dire qual è oggi la data prevista per la fine dei lavori, se il premio intermedio è stato pagato e se verrà recuperato, e se il Collegio consultivo tecnico si è già espresso sui 75 giorni di proroga che l'accordo di febbraio rende possibili. Chiediamo anche che l'accordo venga discusso in Commissione e in Quartiere 2: riguarda quasi cento milioni di riserve e non è mai passato dal Consiglio. Non serve dividere la Città tra favorevoli e contrari di un'opera pubblica, occorre fare in modo che tutte le articolazioni della politica possano concorrere per i risultati più avanzati possibili".

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