'Disallineamento contabile tra Comune e Plures', è bufera

Bambagioni, presidente della Commissione Controllo, in assenza di risposte farà un esposto formale alla Corte dei Conti

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
03 novembre 2026 16:38
'Disallineamento contabile tra Comune e Plures', è bufera

Un disallineamento contabile da circa 30 milioni di euro tra Comune di Firenze e la partecipata Plures S.p.A., un'istanza rimasta senza riscontro e un termine di sette giorni prima della trasmissione di un esposto alla Corte dei Conti e all'Anac.

È il contenuto dell’atto formale sottoscritto oggi da Paolo Bambagioni, presidente della Commissione Controllo del Comune di Firenze, inviato alla sindaca Sara Funaro, al direttore dell'Ufficio del Sindaco Massimo Achilli, alla vicesindaca e presidente di Ato Toscana Centro Paola Galgani, al sindaco di Prato e vicepresidente di Ato Matteo Biffoni, all'assessore alle Partecipate Giovanni Bettarini, al direttore delle Partecipate Enrico Maria Peruzzi, al presidente del Collegio dei Revisori Andrea Bonechi e ai vertici di Plures S.p.A.

L’atto costituisce integrazione e sollecito urgente della precedente nota del 22 settembre scorso, rimasta ad oggi senza riscontro, ed è adottato alla luce di conforme parere legale acquisito.

Approfondimenti

I dati ufficiali alla base della nota di Bambagioni:

I numeri sono tratti dalla Relazione sulla gestione - Rendiconto 2025 del Comune di Firenze, Vol. 3, pag. 187, Prospetto Plures S.p.A.:

- Crediti del Comune verso la Società: 40.019,68 euro nella contabilità dell'Ente a fronte di 2.244.800,18 euro nella contabilità della Società. 

Differenza: -2.204.780,50 euro;

- Debiti del Comune verso la Società:

11.659.309,69 euro nella contabilità dell'Ente a fronte di 40.999.397,75 euro nella contabilità della Società.

Differenza: -29.340.088,06 euro.

Le stesse schede motivano analiticamente le discordanze. 

Per i debiti, alla lett. b) è indicato testualmente: “(-) 31.236.711,67 euro quali somme indicate dalla Società a credito verso il Comune ma che non sono presenti nei P.E.F. approvati da parte di A.T.O e che troveranno collocazione nei P.E.F. futuri”.

È questo, per quanto risulta dagli atti, il nucleo centrale della discrasia. Una posta che acquisisce ulteriore rilevanza alla luce del recente ricorso al Tar presentato da Plures avverso Ato Toscana Centro.

Il richiamo normativo:

Come richiamato a pag. 157 del medesimo Rendiconto, l'art. 11, comma 6, lett. j), D.Lgs. 118/2011 impone che la relazione allegata al rendiconto illustri gli esiti della verifica dei crediti e debiti reciproci, ne evidenzi analiticamente le discordanze con motivazione, con asseverazione dei rispettivi organi di revisione, e che “in tal caso l'ente assume senza indugio, e comunque non oltre il termine dell'esercizio finanziario in corso, i provvedimenti necessari ai fini della riconciliazione”.

Adempimento che, secondo giurisprudenza contabile costante, costituisce presidio essenziale di attendibilità del rendiconto e di salvaguardia degli equilibri finanziari.La segnalazione, si legge nell'atto, è effettuata "esclusivamente a tutela dell'Ente" e "al fine di prevenire eventuali squilibri futuri e di garantire trasparenza sui rapporti finanziari infragruppo".

L’ultimatum:

Bambagioni chiede riscontro scritto entro e non oltre 7 giorni dal ricevimento:

1) Alla sindaca Funaro e alla Giunta: quali provvedimenti siano stati o si intendano assumere senza indugio entro l'esercizio in corso per la riconciliazione ex art. 11, c.6, lett. j), e di riferire con urgenza in Consiglio comunale sulla reale natura delle somme di 31.236.711,67 euro;

2) Ai Collegi dei Revisori: verifica della completezza della motivazione analitica e dell’asseverazione di cui alla norma citata.

In assenza di riscontro, si procederà a trasmettere la presente quale esposto formale alla Corte dei Conti per le valutazioni di competenza in ordine alla regolarità contabile e alla salvaguardia degli equilibri di bilancio, con trasmissione per conoscenza ad Anac per i profili di trasparenza dei rapporti economici con la partecipata.

LA RISPOSTA 

"In merito al comunicato stampa del presidente della Commissione Controllo, Paolo Bambagioni, su quello che lui definisce disallineamento contabile tra Comune di Firenze e Plures, è necessario fare chiarezza ed evitare che si alimentino allarmismi sulla base di una lettura sbagliata dei dati. La differenza evidenziata, infatti, non corrisponde a un debito già riconosciuto ed esigibile a carico dell'Amministrazione comunale".

L'assessore alle Partecipate Giovanni Bettarini risponde al comunicato di Bambagioni e precisa: "I 31,2 milioni indicati da Plures si riferiscono a somme che non sono presenti nei Piani economico-finanziari approvati da ATO Toscana Centro e che, pertanto, non sono ancora state riconosciute nell'ambito del procedimento regolatorio previsto dal metodo tariffario ARERA MTR3 e dal piano economico-finanziario che l'autorità Toscana Centro approva con le tariffe nel periodo di riferimento.

Siamo di fronte a una differenza tra criteri di rilevazione della contabilità societaria, che ricordiamo è soggetta ai principi contabili applicabili (OIC 34 nella fattispecie) e ai controlli del collegio sindacale e della società di revisione, e della contabilità finanziaria pubblica. Il gestore rileva i ricavi secondo il principio della competenza economica, mentre il Comune può contabilizzare un debito solo in presenza di un'obbligazione giuridicamente perfezionata. Il Comune non può e non deve riconoscere unilateralmente somme che devono essere prima verificate e validate dall'autorità competente".

"Non c'è dunque alcun debito occultato, anzi. Ci sono partite che dovranno essere verificate e riconciliate secondo le procedure previste e sulla base delle determinazioni di ATO.

L'Amministrazione comunale agisce nel rispetto delle norme, degli atti e delle proprie responsabilità contabili. Quanto agli ultimatum, vorrei ricordare al consigliere Bambagioni che il Comune non si governa con le scadenze dettate attraverso comunicati stampa. Le istituzioni hanno procedure, competenze e responsabilità precise, che vanno rispettate. Non accettiamo che una questione tecnica e amministrativa venga trasformata in un caso politico o in uno strumento di allarme. Siamo sempre disponibili a fornire chiarimenti nelle sedi opportune, ma non prendiamo lezioni sul rispetto delle regole né accettiamo pressioni o ultimatum. Il nostro unico riferimento resta la correttezza amministrativa e l'interesse dei cittadini fiorentini".

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