Due facce. Due tempi distanti anni luce. Alla fine, tre punti. Ossigeno, certo, e un pizzico di fiducia verso un futuro prossimo che porta al Franchi la Madre di Tutte le Partite, già, proprio l’Odiata Signora di Tutti i Furti, e poi tre o quattro scontri in apparenza più alla portata (anche se di battermi con il Cagliari di questi tempi ne farei volentieri proprio a meno). Un pizzico di fiducia, purché siano chiare alcune cosette.
Primo, che comunque siano andate le cose hai beccato due gollazzi anche questa volta, da cui deduci altre cosette: che hai un portiere assolutamente incapace di schiodarsi dai pali, due volte contro Laurienté che sarà veloce ma sul primo – colpevolissima anche la fuga all’indietro di Dragusin, oggetto ancora da capire fino in fondo – era nettamente in vantaggio lui, e sul secondo magari se gli si parava davanti con un balzello ci sta che potesse beccare la pallonata, benché veemente, o su un guantone o magari anche nel muso salvando la porta e il resto.
Secondo, è vero che ne hai messi dentro quattro, ma nel sacco della difesa a questo punto forse peggiore di tutta Europa. Benché, va riconosciuto, con qualche bel gesto: la piroetta da punta vera – finalmente – di Pellegrino, il gran piatto a giro di Njie che pare averci preso finalmente gusto, il colpo di biliardo di Mastantuono, il rapinoso tap-in di baby Valdepeñas dopo un bel contropiede quasi sul triplice fischio.
E qui di cosette da chiarire, e su cui “qualcuno” – eh sì mister Vanoli, dico anzi diciamo perché alla fine è assai condiviso, diciamo proprio a lei – dovrà meditare per benino, se ne spalancano diverse altre. Perché la Fiorentina al Mapei ha vissuto due vite opposte. Primo tempo inguardabile, imbarazzante, con il solito avvio pretenzioso, Mastantuono che accarezza un palo poi stop. Buio, il Sassuolo che vince tutti i duelli, il Sassuolo che riesce a triangolare mentre i viola si incaponiscono con le giochesse inutili e leziose nella strettissima boscaglia fitta di maglie neroverdi, e paiono la brutta copia di tutte le brutte Fiorentine viste in campo in questo anno e mezzo: giro palla sonnolento, idee zero o anche meno, passaggini comfort da due-tre metri e possibilmente laterali, richieste a De Gea del solito lancione al solito preda dei difensori avversari, fasce dietro spesso sguarnite, insomma un disastro.
Beccando un gol da sciagurati, con il solito Fagioli che perde un pallone velenosissimo a centrocampo (intendiamoci, riuscirà un paio di volte anche all’invocatissimo Oulaï nell’ultima mezz’ora…), difesa sbandata, di De Gea piantato come un palo s’è detto. Fortuna che nel recupero c’è un flipperaccio, Njie la mette in mezzo e Pellegrino si ricorda finalmente che mestiere fa, e vai al tè caldo con il pari. Poco meritato, ma in saccoccia.
C’è da chiarire che Fagioli non regge il centrocampo da solo, specie se gli allenatori avversi gli piazzano l’uomo addosso – c’era Salvatore Esposito, nella fattispecie – che gli nasconde sempre le linee di passaggio. E lui si ritrova inerte, con Brescianini che si danna ma tantissimo alla fine non combina salvo però portare spesso palla fino alle linee nemiche, e Ndour che… boh, a volte lo vedi in grande spolvero, poi capita la sera in cui i limiti li mostra tutti ma proprio tutti. Lento, macchinoso, spreciso, anche se in questa specialità non è il solo, la Fiorentina vanta medie di errori individuali da fare invidia agli amatori Uisp, e la serata del Mapei ci mette l’accento maligno.
E quindi, che voglio dire? Che entra il tarantolato Oulaï, e là in mezzo qualcosa si muove, in recupero e soprattutto in dinamismo, benché il cambio di Njie per Gnonto grandi effetti non li porti, anzi. Ma poco dopo, quando già Laurienté ti aveva mollato un altro ceffone sverniciando Jimenez e De Gea, la mossa azzeccata: il “Pote” Gonçalves. Inutile fare, il portoghese è di un altro pianeta, per intelligenza e precisione di palleggio e fondamentali gli si avvicina il solo Mastantuono, in questa squadra.
Eh, guarda caso, già. Un assist al bacio per il baby argentino in piena area, una ripartenza astuta e rapida per consentire a Ndour di riguadagnare qualche punto con l’assist a Baby Valde in mezzo all’area piccola. Allora, domanda: ma perché Gonçalves, e comunque anche Oulaï, devono partire sempre panchinari, e già si sentono sussurri e grida sulle voglie di andarsene altrove già a gennaio per giocare?
C’è tra breve un’altra sosta. C’è quindi uno spazio per lavorare bene sul famoso 4-2-3-1, e perché no su un bel 3-5-2, certo con gente da sacrificare, pazienza, tutti devono guadagnarsi la pagnotta e anche il posto in squadra. Obiezione, vostro onore: ma così si alleggerisce il centrocampo e si mette più pressione alla difesa. Obiezione respinta, avvocato: come si è visto, c’è chi – Oulaï, appunto – è capace di proteggere; c’è chi – Gonçalves, appunto – è capace di stare davanti ai centrocampisti puri, allargare e allungare le maglie delle difese, creare spazi per gli esterni e la punta.
Che potrà essere anche Beto, quando la smetterà di sparare alle stelle, o birillare i difensori a otto metri dalla porta. Quanto alla difesa da proteggere, c’è un’altra soluzione: mercato di gennaio. Per rimediare gli errori fatti. Dice: ma non si trova gran che, a gennaio. Hai voglia, si trova, si trova. Basta sapere cercare. E mettere mano a tasca, ovvio.
SASSUOLO (4-3-3): Turati; Walukiewicz (77' Cinquegrano), Idzes, Cande, Doig (77' Obrador); Sulemana (46' Bakola), Matic, Adzic (59' Bowie); Berardi, Esposito (89' Kulla), Laurienté. A disp.: Satalino, Caleta-Car, Van Der Brempt, Dominguez, Odenthal Lipani, Muric, Pieragnolo, Pierini. All. Aquilani.
FIORENTINA (4-3-2-1): De Gea; Jiménez, Dragușin, Viery, Joao Mario; Ndour, Fagioli (63' Oulaï), Brescianini (77' Gonçalves); Mastantuono (89' Valdepeñas), Njie (63' Gnonto); Pellegrino (77' Beto). A disp.: Dodo, Lezzerini, Christensen, Croci, Beldenti, Cianciulli. All. Vanoli.
ARBITRO: Matteo Marcenaro (Genova); assit. Dei Giudici – Bianchini; quarto uff. Ayroldi; Var Aureliano – Pezzuto
MARCATORI: 25’ e 67’ Laurienté, 45’+2 Pellegrino, 50’ Njie, 79’ Mastantuono, 93’ Valdepeñas
NOTE: ammoniti Sulemana, Dragusin, Njie, Kulla, Gnonto. Angoli 5-3 Sassuolo