Social freezing: sì della Toscana

Approvata la legge per la preservazione della fertilità per fini sociali

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
23 Settembre 2026 17:39
Social freezing: sì della Toscana

Firenze – Il social freezing è la crioconservazione (congelamento) degli ovociti femminili eseguita per motivi personali o sociali, e non per urgenti necessità mediche.

Un intenso e partecipato dibattito ha caratterizzato il confronto in Aula sulla proposta di legge inerente le ‘Disposizioni in materia di preservazioni della fertilità per fini sociali’, per poi arrivare al voto: 22 consiglieri a favore (Avs, Cr, M5S e Pd), 12 contrari (FdI e FI), 1 astenuto (la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi), 1 che non partecipa al voto (la consigliera del Movimento 5 Stelle Irene Galletti).

L’aula di palazzo del Pegaso si è invece espressa all’unanimità su un ordine del giorno, illustrato da Luca Minucci (FdI) che impegna il Presidente e la Giunta regionale a promuovere un programma regionale di informazione in materia di fertilità e salute riproduttiva, da attuarsi attraverso le aziende sanitarie locali nell’ambito delle attività dei consultori e delle azioni di educazione alla salute previste dalla programmazione regionale in materia di prevenzione; a definire con apposito atto deliberativo le modalità di attuazione del programma, assicurandone l'omogeneità sul territorio regionale ed a trasmettere annualmente al Consiglio regionale gli esiti del programma, con particolare riferimento ai livelli di adesione e alle attività realizzate.

Come specificato da Vannucci: “siamo favorevoli a questo ordine del giorno, sui temi che riguardano la vita delle persone ci siamo sempre”.

Ad aprire le dichiarazioni di voto sulla proposta di legge, la presidente di Fratelli d’Italia, Chiara La Porta, che ha ribadito di non voler certo lasciare le donne a casa – lei stessa per il ruolo che ricopre ne è la dimostrazione – ma anche di non volersi far dettare la linea da seguire né da Avs né da affermazioni di altre consigliere. La Porta ha quindi invitato ad affrontare il problema della denatalità, che è “atavico e vitale nella nostra nazione e di cui non ha colpa il Governo Meloni”. E “questa legge non può porre un freno a tale problema”, anzi, “con la possibilità di donazione di ovuli, aprite ad un mercato nero”. Infine, secondo la consigliera, “è necessario creare condizioni per l’oggi, senza illudere le donne di poter essere mamme domani”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’intervento di Marco Stella (FI) che, dopo aver invitato la maggioranza a non strumentalizzare i diritti, ha dichiarato – come la stessa La Porta - di aver apprezzato molto l’intervento della Presidente Saccardi: “Se chi ha una determinata esperienza di governo regionale, anche come assessore alla sanità, ci dice che questa legge non serve, perché dietro c’è un problema di organizzazione ed elementi di criticità, mi conferma ancora una volta che siamo di fronte ad una maggioranza divisa”. “Presidente mi permetto di dissentire – ha concluso rivolgendosi alla Saccardi – il suo è più un voto contrario che un’astensione, sappia che per Lei c’è sempre posto in Forza Italia”.

Diametralmente opposte le dichiarazioni di voto di Lorenzo Falchi (Avs), Andrea Vannucci (Pd) e Federico Eligi (Cr).

Il capogruppo di Avs, invitando a non considerare “pericoloso” qualche diritto in più, ha parlato dell’importanza della legge proprio nel poter offrire “elementi di libertà”, senza la presunzione di risolvere o contrastare il fenomeno della denatalità, ma offrendo “una soluzione, in maniera gratuita, per chi si trova in determinate condizioni economiche”. Falchi ha concluso il proprio intervento dichiarando soddisfazione nel garantire questo “importante segnale, anche se su un argomento del genere la platea poteva essere più ampia, poiché in commissione avevo percepito una condivisione diversa”.

Stessa posizione anche per il presidente della commissione Sanità, Vannucci: “la Regione Toscana, attraverso gli strumenti che l’ordinamento consente, promuove innovazione ed opportunità per i cittadini, attraverso il confronto con i professionisti; sta a noi interpretare la società in cui viviamo, per poter rispondere alle nuove esigenze, e siccome siamo abituati a lavorare con cognizione di causa, la clausola valutativa ci permetterà di poter riflettere”. “Noi siamo privilegiati proprio perché abbiamo la possibilità di fare qualcosa di concreto per la gente – ha sottolineato – ringrazio tutti per il bel dibattito, ma siamo chiamati ad esprimersi sulla legge non sul dibattito”. E non nascondendo un po’ di emozione: “ricordo che il cuore della legge è l’equità e peraltro non sono neppure allergico a creare nuovi diritti”, ha concluso Vannucci.

Ma come ha sottolineato Eligi: “non dobbiamo fare l’errore di inserire questa materia nella dialettica tra destra e sinistra; abbiamo colto un segnale che ci viene dalla comunità, con la natalità che si sta spingendo sempre più avanti, e questa legge va interpretata come l’inizio di un percorso da studiare insieme, per accompagnare e sostenere chi desidera diventare genitore”. “La Regione Puglia ha approvato una legge apposita, il Lazio ha affrontato questa tematica con una delibera” ha ricordato il consigliere, ammonendo tutti a non farne una questione ideologica.

Respinti invece gli emendamenti alla proposta di legge, presentati da Fratelli d’Italia, riguardanti la promozione della salute riproduttiva; la conservazione degli ovuli finalizzati alla stessa donna che si era sottoposta a procedura di social freezing; la possibilità di poter abbassare la soglia dell’età per il congelamento degli ovuli; nonché di elevare la soglia del finanziamento per chi opta per tale procedura. 

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