Qualità dell'aria a Firenze, meno male c'è la tramvia

ISDE e Medici per l’Ambiente: proseguire lo sviluppo di tramvia e mobilità ciclistica. I dati

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
14 Settembre 2026 14:21
Qualità dell'aria a Firenze, meno male c'è la tramvia

Firenze, 14 settembre 2026 – La qualità dell’aria a Firenze richiede un impegno ancora più deciso da parte dell’Amministrazione comunale. È quanto chiedono ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente e ISDE Firenze in una lettera indirizzata alla sindaca Sara Funaro e, per conoscenza, al presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze, Pietro Dattolo.

La lettera fa il punto sui dati raccolti nell’ambito di “Cambiamo Aria”, lo studio promosso da ISDE, Kyoto Club e Clean Cities che analizza nelle principali città italiane le concentrazioni di PM10, PM2,5, NO₂ e ozono, mettendole a confronto non soltanto con la normativa oggi vigente, ma anche con i nuovi standard della Direttiva europea 2024/2881, che entreranno pienamente in vigore nel 2030, e con le più rigorose Linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

NO₂, a viale Lavagnini superato il valore OMS per 159 giorni su 242

Il dato che desta maggiore preoccupazione riguarda il biossido di azoto (NO₂), inquinante strettamente legato alle emissioni prodotte dal traffico e, in particolare, dai veicoli alimentati con combustibili fossili.

Nei primi otto mesi del 2026, alla stazione di Firenze Gramsci-Lavagnini, sono stati registrati 18 giorni di superamento del limite giornaliero previsto dalla nuova Direttiva europea, raggiungendo così già nei primi otto mesi dell’anno il numero massimo di superamenti consentiti nell’arco di dodici mesi.

Ancora più marcata è la distanza dalle indicazioni sanitarie dell’OMS: il valore giornaliero raccomandato per l’NO₂ è stato superato a Gramsci-Lavagnini per 159 giorni su 242, vale a dire circa due giorni su tre. Anche alla stazione di fondo urbano di Firenze Bassi si registrano 20 giorni oltre il riferimento OMS.

PM2,5 sotto i nuovi limiti europei, ma ancora lontano dalle indicazioni OMS

Per PM10 e PM2,5, i valori rilevati risultano nei limiti previsti dalla nuova Direttiva europea. La situazione cambia però se il confronto viene effettuato con le Linee guida dell’OMS, elaborate sulla base delle evidenze relative alla protezione della salute.

In particolare, per il PM2,5, costituito da particelle tanto piccole da poter penetrare profondamente nell’apparato respiratorio e associate a rilevanti effetti cardiovascolari e respiratori, i valori indicati dall’OMS vengono ampiamente superati. Nei dati riportati nella lettera, nel 2026 risultano 32 superamenti a Firenze Bassi e 43 a Firenze Gramsci-Lavagnini del valore giornaliero OMS.

Ozono, già superato il valore obiettivo europeo

Critica anche la situazione dell’ozono, inquinante secondario tipicamente estivo la cui formazione è favorita dall’intensa radiazione solare e dalle alte temperature.

Nei primi otto mesi del 2026 il valore obiettivo della nuova Direttiva europea – massimo 18 giorni oltre 120 µg/m³ – risulta già superato sia alla stazione di Firenze-Settignano, con 31 giorni, sia a Signa, con 34 giorni. Rispetto al riferimento OMS di 100 µg/m³, i giorni di superamento salgono rispettivamente a 55 e 58.

«Ridurre l’esposizione significa proteggere la salute»

ISDE ricorda che la letteratura scientifica internazionale documenta un’associazione tra esposizione agli inquinanti atmosferici e aumento della mortalità prematura e delle patologie cardiovascolari, respiratorie, oncologiche, metaboliche e neurologiche.

La questione assume ulteriore rilevanza alla luce del recepimento della Direttiva europea 2024/2881: lo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto scorso è ora l’Atto del Governo n. 435. Nel nuovo quadro normativo acquista maggiore importanza proprio la riduzione dell’esposizione complessiva della popolazione agli inquinanti, principio che, secondo ISDE, deve tradursi fin da ora nelle politiche locali.

«Ogni riduzione dell’esposizione all’inquinamento atmosferico può tradursi in benefici per la salute. La prevenzione deve cominciare oggi, soprattutto per proteggere bambini, anziani, persone con patologie croniche e tutti coloro che vivono nelle aree maggiormente esposte», sottolineano Roberto Romizi, presidente di ISDE Italia, e Franco Bergesio, presidente di ISDE Firenze.

Tramvia e mobilità attiva non bastano: «Occorre ridurre la motorizzazione privata»

ISDE riconosce l’importanza delle politiche già intraprese dal Comune e invita l’Amministrazione a continuare con decisione lo sviluppo della rete tranviaria e delle infrastrutture per la mobilità ciclistica e pedonale. Ma, secondo i Medici per l’Ambiente, queste azioni da sole non sono sufficienti.

Occorre intervenire direttamente sulla motorizzazione privata. Per questo ISDE richiama lo Scudo Verde e chiede che allo strumento «siano date gambe», procedendo con i divieti inizialmente previsti per limitare la circolazione dei veicoli appartenenti alle classi Euro più inquinanti.

L’intervento sulla mobilità deve essere accompagnato da altre politiche strutturali: miglioramento dell’efficienza energetica e ambientale del riscaldamento degli edifici e potenziamento del verde urbano.

L’obiettivo, concludono ISDE Italia e ISDE Firenze, deve essere quello di avvicinare progressivamente Firenze non soltanto ai limiti di legge, ma ai livelli di qualità dell’aria indicati dalla scienza come necessari per tutelare la salute, prestando particolare attenzione alle fasce più fragili e alle popolazioni che vivono in condizioni sociali ed economiche svantaggiate. 

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