Firenze, 29.6.2026 - L'assemblea dei soci di Plures, costituitasi con la presenza di 53 soci rappresentanti il 97,29% del capitale sociale, ha approvato oggi il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 e la rendicontazione consolidata di sostenibilità.
Al momento della votazione erano presenti 49 soci pari al 95,51% del capitale. Il documento di bilancio è stato approvato con il voto favorevole di soci rappresentanti l'89,96% del capitale sociale (43 soci), mentre 4 soci,rappresentanti il 3,91% del capitale, hanno votato contro e 2 soci, rappresentanti l'1,64%, si sono astenuti.
Il documento, approvato dal consiglio di amministrazione nelle scorse settimane e corredato della documentazione prevista dalla normativa, conferma il percorso di crescita industriale della multiutility, caratterizzato dal rafforzamento del gruppo, dall'incremento degli investimenti e dallo sviluppo delle attività nei settori ambiente, energia e ciclo idrico.
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Nel 2025 Plures ha registrato ricavi pari a oltre 2,2 miliardi di euro, un margine operativo lordo (EBITDA) di 405,8 milioni di euro, un utile netto consolidato di 67,3 milioni di euro e investimenti operativi per 547 milioni di euro, confermando la solidità economica e patrimoniale del gruppo e la capacità di sostenere un significativo piano di sviluppo industriale. Nella stessa sede, l’assemblea dei soci ha deliberato la distribuzione di 34,4 milioni di euro di dividendi.
Al momento del voto erano presenti 50 soci pari al 90,6% del capitale sociale. La proposta è stata approvata con il voto favorevole di soci rappresentanti il 76,68% del capitale sociale (35 soci), mentre hanno votato contro soci rappresentanti il 10,45% del capitale (10 soci) e si sono astenuti soci rappresentanti il 3,46% del capitale sociale (5 soci). Lo scorso anno votarono a favore della distribuzione dei dividendi 29 soci (pari al 57,04% del capitale) e 12 soci votarono contro (pari al 10,77% del capitale).
L'assemblea ha inoltre deliberato la proroga degli attuali organi sociali, rinviando a una successiva assemblea dei soci, da svolgersi entro il 30 settembre, le determinazioni relative al rinnovo delle cariche.
"Non basta più distribuire il dividendo. Dentro Alia-Plures cresce il fronte del dissenso e anche chi ha votato, per ora, a favore sicuramente non si ritrova in questa gestione, contraddistinta dal caso del doppio bilancio, dai debiti, dagli aumenti Tari, dal blocco degli impianti. Anche la breve proroga dei vertici indica due cose da non sottovalutare: che non si andrà al rinnovo degli attuali – Irace – e che non si hanno le idee chiare per il futuro" Così Paolo Bambagioni, consigliere comunale della Lista civica Eike Schmidt e presidente della Commissione Controllo del Comune di Firenze.
"La nostra interrogazione, depositata il 23 giugno, chiedeva alla Sindaca e alla Giunta quale posizione il Comune avrebbe assunto proprio su questo voto. L'assemblea si è tenuta, il Comune di Firenze (primo socio con il 36,8%) era presente e ha lasciato passare la distribuzione. Al Consiglio comunale, invece, non è stato detto nulla: nessun passaggio preventivo, nessuna informazione, nessuna risposta -dichaira Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune- Il dato che più colpisce è la spaccatura tra i soci. Il bilancio è stato approvato dall'89,96% del capitale, ma la distribuzione del dividendo ha raccolto molto meno consenso: il 76,68% a favore, con 10 Comuni soci contrari (10,45%) e 5 astenuti (3,46%). In termini di capitale, quasi un quarto dei soci pubblici non ha sostenuto la distribuzione. È un segnale che pesa: anche tra chi ha approvato i conti, molti non hanno voluto avallare la scelta di distribuire patrimonio.
Ed è proprio da dove arrivano quei soldi il punto politico. Il dividendo è identico a quello dell'anno scorso (34,4 milioni) ma nel bilancio riproposto non ci risulta sia più coperto dall'utile dell'esercizio: viene pagato attingendo a riserve accumulate e alla riserva sovrapprezzo azioni, cioè distribuendo patrimonio pregresso. E questo mentre il bilancio consolidato peggiora e la TARI continua a salire per la cittadinanza.
Va chiarito anche quale numero si sta leggendo. La cifra rilanciata da stampa e agenzie ("utile a 67,3 milioni") è il dato adjusted, calcolato al netto delle poste non ricorrenti. Il risultato di bilancio effettivo (reported) attribuibile al Gruppo, nella versione approvata oggi, è 20,3 milioni: meno di un terzo. È sui numeri reali, non su quelli "rettificati" per i comunicati, che andrebbe misurata la solidità di una società che gestisce servizi pubblici essenziali.
L'assemblea ha prorogato gli attuali organi sociali, rimandando il rinnovo delle cariche a una nuova assemblea entro il 30 settembre, ufficialmente per le elezioni amministrative che riguardano alcuni Comuni soci. Lo stesso è avvenuto in Estra, partecipata da Plures, con proroga al 30 luglio. La governance resta congelata mentre avanza la fusione Plures–Estra: proprio quella "prevista evoluzione dell'assetto societario" che il Collegio Sindacale ha indicato tra le ragioni del rifacimento del bilancio. Un'operazione di questa portata sta maturando senza che i Consigli comunali dei soci ne discutano nel merito".