Plures e il caos delle utility

La bolletta che sale a causa del debito per investimenti

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
13 Agosto 2026 23:50
Plures e il caos delle utility

Per i cittadini e il tessuto produttivo di Firenze e Prato, la "Multiutility" ha smesso di essere un concetto astratto di ingegneria istituzionale per materializzarsi in un’esperienza tangibile: l’impennata della TARI e dei costi dei servizi accessori. Plures era nata con una promessa ambiziosa: ottimizzare la gestione, potenziare l'impiantistica e abbattere le tariffe, allineando finalmente la Toscana ai benchmark di efficienza del Centro-Nord. Eppure, oggi la società si trova nell’occhio del ciclone, stretta tra bilanci opachi e uno scontro frontale sulla sua tenuta finanziaria.

Perché un progetto nato sotto il segno dell’efficienza industriale è scivolato in un cortocircuito di debiti e polemiche sulla governance? Siamo di fronte a una sfida di sviluppo o al lento declino di un modello che ha confuso il mercato con la gestione politica?

La polemica politica di oggi, tra Paolo Bambagioni (Presidente della Commissione Controllo) ed Enrico Conti (Vicepresidente della stessa) oltre la disputa contabile, rivela una crisi di trasparenza istituzionale. Bambagioni ha lanciato un allarme: il debito di gruppo ha sfondato la soglia di 1,1 miliardi di euro. Il dato più inquietante, tuttavia, riguarda l'efficienza operativa: il settore ambientale sta chiudendo in perdita strutturale nonostante un sensibile aumento dei ricavi, un segnale inequivocabile di diseconomie interne che la sola crescita del fatturato non riesce a compensare.

Approfondimenti

Conti difende l’operato della governance, sostenendo che la massa debitoria sia fisiologica in quanto funzionale a sostenere 750 milioni di euro di investimenti strategici. Tuttavia, la "leggibilità" dei conti è diventata il vero campo di battaglia politico, trasformandosi in una forma di asimmetria informativa dove il cittadino-utente non è più in grado di distinguere tra debito "buono" (investimento) e debito "cattivo" (inefficienza).

"Per valutare la sostenibilità del debito non basta guardare al suo valore assoluto. Gli indicatori corretti mostrano che Plures è in linea con i benchmark italiani di gruppi analoghi e, in alcuni casi, presenta valori migliori. Parlare quindi di debito 'fuori controllo' significa fornire una rappresentazione distorta della situazione" dichiara Enrico Conti.

Se la narrazione politica della governance punta sulla solidità, i rilievi tecnici dell'Autorità d'Ambito Toscana Centro squarciano il velo dell'ottimismo istituzionale. Le rivelazioni dell'On. Erica Mazzetti delineano un quadro di "gravi ombre" sollevate dall'organo tecnico di controllo:

  • Bocciatura dei costi: Negli ultimi due anni, l'ATO ha rettificato o bocciato oltre 20 milioni di euro di costi proposti dalla Multiutility, evidenziando uno scollamento tra spese dichiarate e servizi effettivamente validati.
  • Il fallimento della pianificazione: Il piano degli investimenti 2025-2029 è stato giudicato "non validabile".

    Questa non è una formalità burocratica, ma un vulnus tecnico: significa che la società non può garantire la certezza tecnica degli investimenti sbandierati dalla politica.

  • Responsabilità dei soci: Sindaci come Matteo Biffoni a Prato — tra i principali promotori del progetto — e l'amministrazione di Firenze non sono osservatori, ma azionisti di maggioranza. L'On. Mazzetti sottolinea che la loro inerzia nell'esercitare il controllo e l'indirizzo tecnico ha lasciato che la narrazione politica prevalesse sull'audit rigoroso.

L’analisi economica non può prescindere dalla natura della governance. Il progetto originale di Plures prevedeva la quotazione in Borsa, un passaggio che avrebbe imposto standard di trasparenza e accountability tipici dei mercati finanziari. Tuttavia, la prospettiva sembra essere mutata verso una governance lottizzata, dominata da quelle che l'On. Mazzetti definisce "logiche di spartizione partitica".

Il rischio è che la competenza tecnica sia stata sacrificata per mantenere equilibri di corrente, trasformando la Multiutility in un "risiko delle poltrone" dove Prato appare marginalizzata rispetto a Firenze. In questo scenario, l'opacità interna sostituisce la trasparenza del mercato, e la fedeltà politica diventa il criterio guida rispetto alla capacità di gestione industriale. Serve una netta separazione tra indirizzo politico e gestione tecnica per evitare che l'azienda diventi un carrozzone autoreferenziale.

"Se si deciderà per un rinnovo, questo dovrà avvenire sulla base di competenza e di un progetto industriale vero e, soprattutto, condiviso. Non possiamo permetterci scelte dettate da equilibri incomprensibili per cittadini e imprese." afferma Paolo Bambagioni.

Sulle tariffe assistiamo a un rimpallo di responsabilità tra livelli istituzionali. Bambagioni accusa la società di aver servito un "regalo di fine anno" ingiustificato sotto forma di rincari, mentre il settore ambiente continua a produrre perdite. Conti, di contro, sposta il baricentro dell'analisi sull'inflazione e sull'aumento dei costi di produzione (energia, materie prime), lamentando l'assenza di interventi calmieratori da parte del Governo centrale.

Tuttavia, un'analisi tecnica suggerisce che l'inflazione non può essere l'unico alibi. Se i ricavi aumentano ma la marginalità crolla, il problema risiede nella struttura dei costi operativi. Senza una revisione profonda dei processi industriali, l'incertezza documentale continuerà a tradursi in tariffe più alte per cittadini e imprese, con la politica locale e nazionale impegnata a scaricarsi vicendevolmente la colpa mentre il servizio perde competitività.

La crisi di Plures non è solo una questione di bilanci, ma di visione. La Toscana necessita di un soggetto industriale capace di gestire i servizi essenziali con logiche di efficienza e trasparenza, non come un'estensione degli uffici di partito. La necessità di una discontinuità, invocata dalle opposizioni, non riguarda solo i nomi nei consigli di amministrazione, ma il metodo: rimettere i dati tecnici e i piani industriali validabili al di sopra della retorica politica.

Notizie correlate
In evidenza