Pietre Dure: torna a splendere la Madonna del Sansovino

All'Opificio dal 30 luglio 2026. Rara testimonianza della sperimentazione tecnica dell’artista

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
29 Luglio 2026 17:20
Pietre Dure: torna a splendere la Madonna del Sansovino

Per la rassegna Caring for Art. Restauri in mostra, promossa dall’Opificio delle Pietre Dure per far conoscere il lavoro degli undici settori di restauro dell’Istituto fiorentino con l’esposizione di alcune opere a restauro concluso prima che siano restituite alle proprietà, dal 30 luglio 2026 sarà esposta nel Museo dell’OPD la Madonna col Bambino e due putti, nota come Madonna delle Muneghette, attribuita a Jacopo Sansovino (1486-1570) e conservata presso l’I.R.E. - Istituzioni di Ricovero ed Educazione di Venezia.

Ritrovata negli anni Settanta nel Pensionato delle Muneghette, la scultura rappresenta una rara testimonianza della sperimentazione tecnica dell’artista: realizzata con strati di tela, gesso ed alcune parti in cartapesta eseguite separatamente a calco e poi unite per modellazione diretta, è stata in passato letta come modello ‘in cartapesta’ di una scultura da realizzare in materiale più nobile, mentre gli studi più recenti propendono per interpretarla come opera compiuta eseguita in una tecnica insolita, nata dall’esperienza del Sansovino nella realizzazione di apparati effimeri, più economica e destinata quindi a committenze dalle risorse economiche ridotte.

Giunta al restauro in condizioni molto precarie, con gravi problemi strutturali, deformazioni, mancanze che ne avevano compromesso la leggibilità, l’opera è stata oggetto di un articolato intervento finanziato dalla Fondazione Venetian Heritage condotto dall’Opificio delle Pietre Dure, che ha richiesto il coinvolgimento e la sinergia dei laboratori dei settori “sculture lignee policrome” e “materiali ceramici, plastici e vitrei”, supportati dalle indagini diagnostiche del laboratorio scientifico dell’Istituto.

L’esposizione a restauro appena concluso permette di apprezzare gli esiti di un intervento che ha restituito al gruppo scultoreo la sua forza espressiva, preservandone al contempo le tracce della difficile storia conservativa, grazie ad una pulitura attenta e alla ricostruzione mediante scansione e stampa 3D di elementi mancanti. Questi, reintegrati, hanno consentito di recuperare la corretta inclinazione dell’opera, ora sorretta da un innovativo sistema di sostegno interno.

Jacopo Tatti - sottolinea Emanuela Daffra, Soprintendente dell’OPD - ci offre una interpretazione insieme raffinata e umanissima del tema antico della Madonna con Bambino. Certo, nell’immaginare questa giovane donna dal viso assorto aveva in mente la Vergine realizzata da Donatello per l’altare del Santo a Padova, ma questa, nel trattenere il figliolo, si piega materna a proteggerlo e a guardare i fedeli. Perciò, per restituire questo movimento, è stato fondamentale sostituire il supporto interno e risarcire le parti mancanti alle figure, mentre non si sono integrate le lacune che permettono di leggere la particolare tecnica esecutiva”.

L’opera rimarrà esposta al Museo dell’Opificio fino al 30 settembre 2026.

Dove e quando

Caring for Art. Restauri in mostra – Esposizioni temporanee al Museo dell’OPD

«...volava con le mani e con l'ingegno». Jacopo Sansovino, i materiali poveri, un capolavoro veneziano

Dal 30 luglio al 30 settembre 2026

Museo dell’Opificio delle Pietre Dure

Via degli Alfani 78 - Firenze

Orari di apertura: lunedì-sabato 8.15-14.00

L’accesso è compreso nel costo del biglietto di ingresso al Museo (intero 6,00 €, ridotto 2,00 €).

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