Piazza Beccaria, quale tutela per le scoperte archeologiche?

Il consigliere Sabatini: "Necessaria rapida e non invasiva indagine". La replica del Comune

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
17 Febbraio 2026 15:31
Piazza Beccaria, quale tutela per le scoperte archeologiche?

“Si apprende da notizie stampa (testata ‘Nove da Firenze’ con riprese aeree di Jacopo Bianchi) di un nuovo “imprevedibile” ritrovamento di reperti archeologici, presumibilmente medioevali, verificatosi durante gli scavi in piazza Beccaria. Tutto a poche decine di metri dall’analogo evento che da dicembre ha riempito i notiziari e i dibattiti politici". Lo dichiara il consigliere di Lista Civica Eike Schmidt Massimo Sabatini, che prosegue:

"Appare perlomeno strano che, dopo un primo importante ritrovamento, nessuno abbia pensato di compiere una rapida e non invasiva indagine con moderne apparecchiature, come ad esempio il “georadar” - peraltro recentemente utilizzato in piazza Salvemini -, al fine di prevenire nuovi blocchi e ritardi dei lavori, in un’area che può senza dubbio qualificarsi come “zona archeologica” con i conseguenti specifici e rigidi vincoli sanciti dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (DLgs nr. 42/2004).

Al momento non è dato sapere se del ritrovamento sia stata data comunicazione formale alle autorità statali precipuamente preposte alla tutela come previsto dall’art. 90 del citato CBCP (Soprintendenza, Comando/Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale).

Approfondimenti

Giova però puntualizzare che, come dovrebbe essere ormai noto alle parti interessate, tutti i beni ed i reperti rivenuti nel sottosuolo - sottolinea Sabatini - appartengono allo Stato e pertanto, oltre alla procedibilità d’ufficio, in caso di danneggiamento, dispersione od uso non compatibile/consono, si potrebbero configurare i reati penali previsti e puniti dal titolo VIII bis del vigente Codice Penale, e nel caso specifico dall’art. 518duodecies.

Certo è che, viste anche le altisonanti dichiarazioni di pochi giorni fa sul “premio” da parte dell’amministrazione comunale a favore delle ditte per recuperare i ritardi, un nuovo “imprevedibile” ritrovamento potrebbe dare adito ad ulteriori ritardi. Ritardi che sarebbero poi da ri-recuperare e premiare, la qual cosa può far ben nascere più di qualche dubbio e perplessità”, conclude il consigliere comunale. 

LA PRECISAZIONE DI PALAZZO VECCHIO - “I nuovi ritrovamenti nel cantiere di piazza Beccaria riguardano resti post medievali già oggetto di parziale demolizione che non rivestono particolare interesse come confermato dai funzionari della Soprintendenza in un sopralluogo avvenuto oggi”. È quanto precisano gli uffici comunali in merito alle dichiarazioni del consigliere comunale Massimo Sabatini su ulteriori reperti archeologici rinvenuti durante i lavori della linea tranviaria per Bagno a Ripoli e i possibili ritardi delle lavorazioni.“Nel cantiere di piazza Beccaria sono state ritrovate strutture attualmente documentate dagli archeologi molto più recenti rispetto al tratto di mura medievali e che non sembrano rivestire particolare interesse.

Le lavorazioni proseguono comunque con l’assistenza archeologica ma non sono previsti problemi per la continuazione dei lavori. Quindi al momento non ci sono ipotesi di nuovi ritardi né tantomeno fattispecie di reati come paventato dal consigliere Sabatini". 

In evidenza