FIRENZE, 2 luglio 2026 - Grande preoccupazione per Cia Toscana dopo il primo caso di peste suina africana (Psa) in Toscana su un animale domestico. Il 26 giugno – come ha fatto sapere la Regione Toscana - è arrivata la conferma della positività al virus sulla carcassa del suino da parte del Cerep, il centro di referenza nazionale per le pesti suine. Il focolaio è stato individuato in un allevamento commerciale nel comune di Comano, in provincia di Massa Carrara. Il caso è emerso nel corso di una visita sanitaria di routine effettuata dai servizi veterinari dell'Asl Toscana Nord Ovest. All'arrivo il veterinario ha riscontrato il decesso di un capo avvenuto poche ore prima e sono stati immediatamente effettuati i prelievi ufficiali e i campioni inviati all’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana. Parallelamente sono subito state messe in atto le procedure previste dalla normativa nazionale ed europea.
“L’auspicio – commenta il presidente Cia Toscana, Valentino Berni – è che la Regione intervenga in tempo rapidi, non facendo aggravare la situazione più di quanto lo sia adesso. Non possiamo permettere di recare ulteriori danni alle aziende ed allevamenti del territorio”.
Cia Toscana ribadisce quanto già evidenziato da Cia Toscana Nord, ovvero la necessità da parte della Regione Toscana “di stanziare un fondo per l’indennizzo delle aziende agricole colpite dalla Peste Suina Africana che permetta loro di superare l'intero periodo in cui sono tenuti
a sospendere le attività e non soltanto un indennizzo per i capi abbattuti”.
Sempre nella stessa giornata – dice la Regione Toscana - si è riunita l’unità di crisi centrale convocata dal Ministero della salute in coordinamento con la struttura commissariale Psa, che ha definito le misure operative per il contenimento e l'eradicazione del focolaio.
Sono già state individuate le zone di protezione e sorveglianza, rafforzate le misure di sorveglianza attiva e passiva e disposte tutte le procedure di controllo sul territorio interessato dal rinvenimento, grazie anche alla collaborazione tra Regione Toscana, Asl, Ministero e commissario straordinario per la peste suina africana.
La peste suina africana non è una zoonosi: non si trasmette cioè all'uomo, ma colpisce esclusivamente i suini, selvatici (cinghiali) e domestici. Non comporta quindi alcun rischio per la salute dei cittadini, mentre è massima l'attenzione per la tutela del patrimonio zootecnico.
Il presidente della Toscana, l'assessorato al diritto alla salute e l'assessorato all'agricoltura stanno seguendo con attenzione l'evoluzione della situazione, in costante raccordo con il commissario straordinario per la peste suina africana e le autorità sanitarie nazionali e locali.
Con una lettera firmata dalla Presidente regionale, Letizia Cesani, indirizzata all’assessore alla sanità Monia Monni, Coldiretti Toscana ha chiesto la convocazione di un tavolo regionale permanente per la gestione delle emergenze epizootiche. La richiesta è stata avanzata da Coldiretti Toscana alla Regione Toscana dopo la conferma, avvenuta pochi giorni fa, del primo caso positivo in suini domestici all’interno di un allevamento commerciale nel comune di Comano (MS).
È successo esattamente quello che temevano i 500 allevatori e agricoltori toscani scesi in piazza a Lucca lo scorso 6 novembre, per invocare un cambio di passo nell’applicazione delle misure di depopolamento dei cinghiali previste dal piano commissariale. Da allora, si è riscontrata un'impennata di ben 8 volte dei casi positivi tra i cinghiali infetti: 397 nella provincia di Lucca e 319 in quella di Massa Carrara. Secondo Coldiretti Toscana si tratta di un segnale inequivocabile: le misure e l’impegno messi in campo fino a oggi dai soggetti preposti alla gestione dell’emergenza si sono rivelati palesemente insufficienti per contrastare la diffusione di un’infezione che sta dilagando con grande velocità nella nostra regione. La posta in gioco è altissima. Sono circa 4.000 gli allevamenti commerciali di suini potenzialmente a rischio in tutta la Toscana, per un valore economico della filiera di circa 100 milioni di euro, a cui si aggiungono i piccoli allevamenti domestici.
Da qui la formale richiesta di costituire e convocare, con la massima sollecitudine, un tavolo regionale permanente per affrontare la diffusione di malattie molto contagiose negli allevamenti: dalla Peste Suina Africana all’afla epizootica. Il tavolo regionale dovrà, nel caso della Peste Suina, affiancare la struttura commissariale nazionale.
"Occorre creare una vera e propria cabina di regia – sottolinea Coldiretti Toscana – in grado di coordinare le attività, le risorse e il personale di tutti i soggetti coinvolti. Serve dare risposte tempestive a un territorio e ad aziende agricole che stanno pagando un prezzo salatissimo in termini sociali, economici e sanitari. Tale tavolo dovrebbe poter contare su una figura tecnica responsabile di tutte le operazioni, in grado di coordinare atti, risorse e personale afferenti a tutti gli assessorati coinvolti. Un modello flessibile che consenta interventi d'urgenza e il chiaro riconoscimento dei ruoli come già richiesto nel corso dell'incontro con la neo eletta Giunta del dicembre scorso presso il Cinema Odeon”.