Un altro grave lutto tra i giornalisti: è morto, dopo una lunga malattia, Paolo Russo, all’età di 69 anni.
Giornalista culturale, anche se è limitativo definirlo così, Russo era stata firma storica, fin dalla nascita, della redazione fiorentina di La Repubblica, ma aveva cominciato all’Avanti per poi passare a La Nazione.
Oltre ad essere giornalista, Russo era un cultore appassionato, un conoscitore profondo, un amante esigentissimo soprattutto di jazz e musica brasiliana, ma con una cultura sconfinata che gli consentiva di ricordare – e contestualizzare – aneddoti e particola di Bruce Springsteen o Paolo Conte, “Il punk o la musica d’autore”, come ha ricordato Elisabetta Berti su Repubblica. I suoi interessi spaziavano fino al cinema, tanto da avere scritto anche per la rivista Cult movie.
Ma era la musica il suo centro di attività: musica di cui è stato protagonista anche come ufficio stampa dei primi Litfiba.
L’Ordine dei giornalisti della Toscana e l’Associazione stampa si stringono a fianco dei familiari, degli amici e dei colleghi e delle colleghe di Paolo che se ne va a pochi giorni di distanza da un’altra colonna delle pagine di cultura e spettacoli del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, Simone Fortuna.
“Con Paolo Russo scompare un giornalista che ha saputo raccontare la musica con passione, competenza e curiosità, diventando nel tempo una voce autorevole della cultura fiorentina e toscana” A ricordare il giornalista, storica firma di Repubblica Firenze è l’assessora alla cultura Cristina Manetti. “Paolo Russo- aggiunge Manetti- per oltre trent’anni ha raccontato rock, jazz, musica d’autore, concerti e grandi artisti, diventando una presenza importante nel panorama culturale fiorentino e toscano accompagnando generazioni di lettori attraverso i cambiamenti della musica e della società.
La sua esperienza, dalla Nazione alla nascita della redazione fiorentina di Repubblica, ha segnato una pagina importante del giornalismo toscano. Ci mancheranno – conclude Manetti- la sua competenza, il suo sguardo e quella passione sincera con cui sapeva raccontare la musica e chi la faceva. Alla famiglia, ai colleghi e agli amici di Paolo Russo rivolgo le mie più sentite condoglianze”.
Da oggi pomeriggio, 28 agosto, alle 14,30 si può salutare Paolo alla saletta del commiato dell’Hospice a San Felice a Ema, e fino a domani 29 agosto 2026, alle 16,30.