Truffa aggravata agli anziani a Firenze, due arresti

Sì fingevano poliziotti e rubavano gioielli

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
08 Luglio 2026 18:45
Truffa aggravata agli anziani a Firenze,  due arresti

FIRENZE – La Polizia di Stato ha arrestato in flagranza di reato una coppia di cittadini italiani, di 26 e 49 anni, con l’accusa di truffa aggravata, possesso di documenti di identificazione falsi e possesso di segni distintivi contraffatti.

L’intervento è scattato dopo le indagini della Squadra Mobile della Questura di Firenze su una truffa consumata nei giorni scorsi. Gli agenti hanno individuato l’auto probabilmente usata per raggiungere l’abitazione della vittima e l’hanno rintracciata, regolarmente parcheggiata in centro, durante mirati servizi di controllo del territorio.

I poliziotti hanno poi notato due uomini salire a bordo e li hanno seguiti. Il veicolo si è fermato in via Pisana. I due sono entrati in un’abitazione e, all’uscita, sono stati fermati immediatamente.

Addosso avevano diversi monili per un valore complessivo di circa 12.000 euro, poi riconsegnati ai legittimi proprietari. Avevano con sé anche documenti di identità con nomi falsi ma con le loro fotografie e tesserini di riconoscimento con il logo della Polizia di Stato.

Secondo la ricostruzione, la vittima, una donna italiana di 79 anni, era stata contattata telefonicamente da un finto poliziotto della Questura di Firenze. L’uomo le aveva riferito di una rapina in una gioielleria e che i rapinatori erano fuggiti a bordo di un’auto con targhe a lei intestate.

Aveva poi avvisato sia la donna che il figlio presente in casa che due agenti, di cui forniva nomi e matricole, si sarebbero presentati a casa per confrontare i gioielli posseduti dalla famiglia con quelli oggetto del furto.

Poco dopo i due arrestati, qualificandosi come poliziotti e ripetendo i dati comunicati al telefono, si sono presentati nell’abitazione e si sono fatti consegnare tutti i gioielli.

Ignoravano però che i “veri” agenti della Questura di via Zara li stavano aspettando fuori.

Entrambi, già con precedenti anche specifici, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria sono stati portati nel carcere di Sollicciano. 

Al termine dell’udienza di convalida il giudice ha disposto per loro la custodia cautelare in carcere.

Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare se la stessa coppia sia coinvolta in un altro episodio di truffa avvenuto nei giorni scorsi.

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