Firenze, 2 aprile 2026 - Le prenotazioni turistiche per Pasqua in Toscana sono in lieve calo rispetto al 2025, ma meno rispetto al resto d'Italia. È il quadro che emerge dalle rilevazioni di Assoturismo Confesercenti Toscana tra i suoi associati. Il contesto toscano sembra soffrire meno rispetto alla media nazionale, pur in un quadro economico e geopolitico complesso.
Secondo l'indagine nazionale del Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, le presenze stimate nel Belpaese sono 14,1 milioni con un lieve calo del -1,3%, duecentomila presenze in meno rispetto all'anno precedente. I turisti stranieri rappresentano il 58,9% del mercato per un totale di 8,3 milioni di pernottamenti (-1,4%), mentre per gli italiani sono 5,8 milioni (-1,2%).
“Le ragioni di questo rallentamento sono da ricercare principalmente nelle persistenti tensioni internazionali, che stanno penalizzando in modo significativo i flussi turistici provenienti dai mercati d'oltreoceano e asiatico - spiega Francesco Giannerini, presidente di Assoturismo Confesercenti Toscana -. Sul fronte del turismo di prossimità europeo, invece, si osserva una migliore tenuta, in particolare da Spagna, Francia e da altri Paesi vicini.
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Sul fronte del mercato interno, pesa negativamente la componente dei costi energetici, che continua a condizionare le scelte e le disponibilità dei viaggiatori italiani. Lo scenario che emerge dai nostri associati indica un segno meno nelle prenotazioni, ma la Toscana dovrebbe mitigare le perdite meglio di altre zone del Paese”.
In base ai dati del Centro Studi Turistici, sono i visitatori stranieri a trainare il turismo di Pasqua. In crescita le provenienze da Austria, Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Svizzera, Rep. Ceca e Ungheria; mentre risultano in flessione le provenienze da USA, Canada, Australia, Gran Bretagna, Cina, Giappone, India e Corea del Sud. Stabili i turisti del Belgio, Brasile, Spagna e Scandinavia.
Le città d’arte si confermano anche in Toscana le mete preferite dai turisti, mentre per le località costiere permane un clima di incertezza, legato in gran parte alle variabili meteorologiche che ancora condizionano le previsioni nel breve termine.
“Per le città d'arte - spiega Giannerini -. nella migliore delle ipotesi puntiamo a pareggiare i numeri dello scorso anno, anche se rimane un obiettivo difficile da raggiungere. Più incerta la situazione per le zone costiere, dove l'incognita meteorologica gioca un ruolo determinante in questa fase. La situazione risente pesantemente delle dinamiche globali, ma la Toscana punta ancora una volta sulla sua forza attrattiva sperando di contenere la flessione”.