Giustizia: Nordio scarica Prato su ampliamento di organico in Procura

Di Sanzo e Furfaro (PD): "Le promesse della destra valgono zero". Il M5S promuove una campagna di raccolta firme

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
01 Aprile 2026 23:50
Giustizia: Nordio scarica Prato su ampliamento di organico in Procura

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha respinto la richiesta del procuratore Luca Tescaroli di rafforzare l'organico della Procura. Una risposta che arriva mentre i fascicoli iscritti superano quota 12.000, le intercettazioni sono quadruplicate in tre anni e le complesse indagini sulla criminalità organizzata crescono senza sosta.

"Le notizie apparse oggi sui giornali sulla Procura di Prato destano fortissima preoccupazione" dicono i parlamentari PD Christian Di Sanzo e Marco Furfaro "Nordio ha detto no a Prato. Lo ha fatto il 12 marzo, con una lettera, come ricostruiscono i giornali, che vale più di mille discorsi. La destra governa da anni con la propaganda. Avevano promesso mari e monti. Oggi ci troviamo con qualcosa che assomiglia a un pesce d'aprile ma che nei fatti, purtroppo, non lo è. Da mesi sul tavolo del ministro c'era una richiesta concreta, documentata, firmata da un procuratore che lavora ogni giorno sulle mafie, sulla criminalità organizzata, sullo sfruttamento del lavoro. La risposta è no".

Da anni i deputati PD denunciano il progressivo deterioramento della giustizia a Prato. Nel gennaio 2024 la Camera approvò un ordine del giorno a prima firma Furfaro che impegnava il governo ad assumere personale amministrativo per il tribunale di Prato e a completare i lavori di ristrutturazione del Palazzo di giustizia. Quell'ordine del giorno è rimasto lettera morta. Non solo, da allora la carenza di organico amministrativo è peggiorata.

"Prato non è una procura qualunque" dice Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente del PD di Prato. "È una procura che lavora sul principale distretto europeo del tessile, sullo sfruttamento dei lavoratori nel sistema del fast fashion, sulla criminalità organizzata italiana e straniera. Tescaroli e i suoi colleghi fanno un lavoro straordinario in condizioni insostenibili. Nordio poteva dare un segnale concreto. Ha scelto di non farlo".

"Dietro la propaganda della destra non c'è nulla" aggiunge Marco Furfaro. "Meloni, Nordio e i parlamentari della destra si riempiono la bocca con parole d'ordine sulla legalità e poi lasciano sola una procura impegnata in prima linea nella lotta alle mafie. È una scelta politica, non una questione tecnica".

"Il governo" concludono Di Sanzo e Furfaro "dovrà spiegare perché Prato è stata abbandonata. Le risposte non sono più rinviabili. Tutto questo si aggiunge alle mancate risposte sugli organici delle forze di polizia e degli ispettori del lavoro, figure fondamentali per supportare il lavoro della procura sul territorio".

I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli promuovono una campagna di raccolta firme per chiedere al Ministro della Giustizia, al Governo, al CSM e a tutti gli organi competenti di intervenire subito e di dotare la provincia di Prato dell’organico di cui ha bisogno.

Nello specifico, si chiede la copertura immediata del posto vacante, l’ampliamento stabile della pianta organica della Procura con almeno due magistrati in più, un piano straordinario per il personale amministrativo del Tribunale di Prato e degli altri uffici giudiziari collegati (compresi NEP e giudice di pace) e l’attivazione urgente di tutti gli strumenti straordinari previsti dall’ordinamento, comprese le piante organiche flessibili distrettuali, previste proprio per gli uffici giudiziari che versano in condizioni critiche di rendimento.

«Gli italiani hanno appena detto No a una riforma che indeboliva l’equilibrio costituzionale della giustizia. Nordio, invece di ascoltare quel messaggio, continua a indebolire nei fatti proprio i territori più esposti e Prato è il caso simbolo. I dati ufficiali del Comune di Prato dicono che al 31 dicembre 2025 la città conta 196.308 residenti, di cui 51.004 stranieri, pari al 25,98% della popolazione. Sono numeri che descrivono una realtà complessa, intensamente attraversata da flussi economici, sociali e migratori, che richiede una presenza forte e credibile dello Stato» spiegano i consiglieri regionali Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli.

«La stessa Procura di Prato, nel proprio Programma annuale delle attività 2025, scrive che la città e la provincia pratese sono segnate da una complessità e da una pericolosità criminale non ancora del tutto conosciute nella loro reale estensione – continuano i consiglieri – e la Procura di Prato ha una pianta organica non sufficiente per un territorio connotato da fenomeni criminali specifici e da una forte pluralità etnica. In questo quadro si inseriscono anche la crisi degli uffici giudiziari e la situazione critica del carcere della Dogaia. Invitiamo i cittadini toscani a firmare questo appello perché le istituzioni preposte intervengano immediatamente».

«La petizione sarà già da stasera sottoscrivibile sulla piattaforma Change.org – concludono – poi organizzeremo eventi sul territorio e lavoreremo affinché sia sostenuta dalle associazioni territoriali e locali che ogni giorno si battono per la difesa della giustizia».

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