Oggi martedì 3 marzo il Comitato Cittadini per Firenze ha formalmente depositato un esposto presso la Procura della Repubblica di Firenze in merito al fenomeno dell’accattonaggio con animali sul territorio comunale.
L’esposto riguarda il benessere animale, il possibile maltrattamento ai sensi dell’art. 544-ter del Codice Penale e la mancata applicazione del regolamento comunale vigente da parte dell’Amministrazione."Il problema - si legge in una nota diffusa dal Comitato - esiste ed è sotto gli occhi di tutti.I cani vengono lasciati per ore e ore alle intemperie, sia in estate sotto il sole che in inverno sotto la pioggia e il freddo. Vengono trasportati quotidianamente con mezzi pubblici dalle periferie fino al centro storico nelle prime ore del mattino e riportati indietro la sera, trattati come strumenti funzionali all’accattonaggio e non come esseri senzienti tutelati dalla legge.Abbiamo segnalazioni e testimonianze che descrivono condizioni di custodia precarie e incompatibili con il benessere animale.Permangono inoltre dubbi sulla provenienza di alcuni di questi animali e sulla regolarità delle procedure di identificazione e registrazione.
Sarà compito dell’Autorità giudiziaria verificare eventuali irregolarità relative a microchip, passaporti europei e certificazioni sanitarie"."Desidero - evidenzia Simone Scavullo Presidente del Comitato - puntualizzare con fermezza un aspetto fondamentale.
La mia battaglia – e quella del Comitato – non è contro le persone in difficoltà.Ho sempre distinto tra chi utilizza sistematicamente gli animali come strumento per l’accattonaggio organizzato e chi, pur vivendo una condizione di grave disagio sociale, considera il proprio cane un compagno di vita e non un mezzo di profitto.Con queste ultime persone lavoriamo ogni giorno: aiutiamo i senza tetto che dormono in strada, forniamo cibo e supporto veterinario ai loro animali, interveniamo nei casi di smarrimento e sosteniamo concretamente chi dimostra un reale legame affettivo con il proprio cane.Chi vive in strada e ama il proprio animale va aiutato.Diverso è il caso di situazioni strutturate e reiterate in cui l’animale viene esposto per ore, trasportato quotidianamente e utilizzato come mezzo per ottenere denaro. In tali circostanze non si parla di povertà, ma di possibile sfruttamento".
Ci sarà un sit-in pubblico sabato 7 marzo dalle ore 11 alle ore 12 in Piazza della Repubblica (angolo via Pellicceria), per chiedere il rispetto delle leggi e la tutela concreta degli animali.