Salone Mediterraneo degli oli: proteggere l'origine per salvaguardare la salute
Domani degustazioni di prodotti toscani per una giornata di festa e solidarietà

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
23 aprile 2006 21:24
Salone Mediterraneo degli oli: proteggere l'origine per salvaguardare la salute<BR>Domani degustazioni di prodotti toscani per una giornata di festa e solidarietà

SALERNO- Arrivavano da quasi tutta Italia gli oli extravergine di oliva DOP presentati in questi giorni a Salerno, in occasione del Salone Mediterraneo degli oli di qualità, organizzato dalla Regione Campania al locale Centro agroalimentare. Tre giorni di eventi dedicati ai sapori e al turismo per inaugurare il Mese dell'Olio DOP in Campania, che si concluderà a Sorrento con l'annuale consegna del premio Sirena d'oro.

Nella foto uno stand del Salone di Salerno

Il marchio Denominazione di origine protetta è istituito dall'Unione Europea per garentire la genuninità, la provenienza, l'elevata qualità chimico-fisica e organolettica e la tipicità dell'olio.

Il marchio è attribuito solo a oli di pregio, prodotti in zone fortemente vocate alla coltivazione, dalle quali prendono il nome e traggono le loro caratteristiche. Per poter utilizzare il marchio è necessario sottoporre il processo produttivo a una serie di controlli rigorosi, che certifichino la conformità al disciplinare di produzione. L'attività di controllo è svolta da autorità autorizzare da del Ministro delle Politiche agricole.
Gli oli extravergini DOP sono caratterizzati così da un forte legame territoriale perché l'intero ciclo produttivo dalla coltivazione delle olive all'imbottigliamento dell'olio, viene svolto all'interno di un'area geografica ben delimitata e non riproducibile al di fuori di essa.
"E' necessario trasformare la quantità in qualità" spiega Enrico Lupi, presidente dell'Associazione Nazionale Città dell'Olio, che definisce il conseguimento della Denominazione come obiettivo da perseguire per tutte le aree di produzione, in particolare quelle del Sud dove si concentra la gran parte della produzione italiana.

E' il caso della Puglia, che detiene il primato quantitativo sia olivicolo che oleario, realizzando circa un ottavo della produzione mondiale di olio di oliva, un quinto di quella europea e due quinti di quella del nostro paese.
La questione della qualità dell'olio extravergine non ha ha che fare soltanto con aspetti di gusto, o di commercializzazione. L'olio di oliva è uno dei pilastri della nostra tradizione alimentare sintetizzata con il nome di Dieta mediterranea. In un'epoca in cui sono a rischio le nostre antiche abitudini alimentari, schiacciate dalle sollecitazioni della pubblicità dell'industria multinazionale, che spingono verso costumi perdenti dal punto di vista nutrizionale (carenza di fibre, eccesso di lipidi, tipo fast-food) l'allarme assume dimensione socio-sanitaria.
I più esposti a queste modificazioni sono i giovani, sempre ricettivi alla sollecitazione di modelli proposti attraverso l'abuso commerciale dei mezzi di comunicazione.

Nei bambini, stimolati da una dieta ipercalorica, l'aumento delle cellule deputate alla conservazione delle riserve energetiche (adipociti), rischia di produrre conseguenze permanenti.
L'olio extravergine di oliva quale principale fonti di grassi svolge un ruolo chiave nella prevenzione dei fattori di rischio di malettie cardioascolari e anche in alcune forme di tumore. Perciò deve continuare ad essere la fonte privilegiata di acidi grassi, con un consumo quotidiano e alternativo ai grassi di origine animale (burro e strutto) o vegetale.
Tra i componenti minori dell'olio di oliva, i polifenoli, ad esempio, inibiscono nell'organismo unamo la formazione dei radicali liberi, responsabili, danneggiando la struttura cellulare, dell'invecchiamento, o dell'insorgenza di tumori.

L'uso di olio extravergine di oliva dunque non ha semplicemente a che fare, come affermano spesso certe riviste, o programmi TV, con il rifornimento delle sostanza da bruciare, come se il corpo umano fosse un motore meccanico che necessita carburante. L'olio di oliva è nella piramide alimentare un elemento fondamentale per la riproduzione delle nostre cellule e del DNA stesso.

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Domani a Firenze via Condotta si animerà con sei gazebo addobbati con composizioni floreali di giaggiolo e con dodici tavoli decorati con rilievi fatti a mano che si ispirano ad alcuni motivi del Rinascimento, utilizzati per la somministrazione di vini rossi offerti dal Consorzio dell'Impruneta, salumi, formaggi e piatti tipici della Toscana.

"Condotta Wine" torna anche il 24 aprile proponendosi come un appuntamento stabile del panorama fiorentino, promuovendo i prodotti tipici locali e lunedì, dalle 15,00 alle 20,00 sarà possibile degustare alcune prelibatezze del territorio, in una delle strade commercialmente e storicamente più caratteristiche, ricca di botteghe a produzione artigianale locale. L'iniziativa, promossa dall'assessorato al turismo ed alle attività produttive, è organizzata dal "Comitato della Condotta", col contributo di Banca Toscana, la collaborazione di Confesercenti e ha anche una finalità di solidarietà.

Infatti la degustazione dei vini toscani sarà possibile con l'acquisto di un calice e di un porta bicchiere ed il ricavato sarà devoluto in beneficenza a Greenpeace. Lungo via Condotta, agli ingressi (segnalati da due stendardi con il giglio di Firenze) e in alcuni punti più suggestivi della strada, sarà allestita una galleria d'arte allegorica con 8 sagome di 2 metri di altezza, che riproducono figure di alcuni quadri celebri, dal Cinquecento fino ai giorni nostri. Animeranno via Condotta anche una ventina di comparse in costumi rinascimentali.

Inoltre, poiché il 29 aprile al Piazzale Michelangelo sarà inaugurato il giardino dell'iris (aperto fino al 21 maggio) e quest'anno ricorre proprio il 50° anniversario della nascita del concorso internazionale dell'iris, l'associazione sarà presente il 24 aprile in via Condotta con un proprio spazio per la divulgazione e promozione del "fiore tipico" di Firenze, il giaggiolo, oltre agli esclusivi cioccolatini all'iris creati per farli degustare ai giudici del concorso ma ora anche commercializzati e messi a disposizione del grande pubblico.

Nicola Novelli

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