Via Pier Capponi: 13 alloggi per persone in condizioni di marginalità

Funaro: “Una casa e un percorso individuale di dignità e autonomia”. Paulesu: "Progetto innovativo". Lavori in corso

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
08 Gennaio 2026 15:52
Via Pier Capponi: 13 alloggi per persone in condizioni di marginalità

Una struttura di cohousing con 13 alloggi, spazi e servizi comuni destinata a persone che vivono in condizioni di grave emarginazione. Qui potranno non solo trovare una soluzione abitativa ma anche costruire le basi di un progetto di emancipazione dalle difficoltà. È quello che prenderà forma in via Pier Capponi in un immobile di proprietà comunale.

I lavori sono in corso, sono stati svolti interventi di demolizione e bonifica e successivamente di riqualificazione degli ambienti con rifacimento del tetto e degli impianti; dalla Giunta ha avuto via libera anche un ulteriore tranche di lavori di abbattimento di barriere architettoniche e di adeguamento dell’impianto ascensore. Costo complessivo 1 milione di euro, di cui la metà derivanti da risorse PNRR. Il progetto abitativo seguirà i principi dell’Housing First, una modalità innovativa nel contrasto alla marginalità che, rispetto alle tradizionali strutture, prende il via dall’immediata accoglienza, associata ad un percorso più ampio che ruota intorno a un progetto personalizzato, condiviso con i beneficiari e teso alla promozione della loro autonomia e della loro inclusione sociale. Qui in via Pier Capponi hanno svolto un sopralluogo la sindaca Sara Funaro e l’assessore al Welfare Nicola Paulesu.

Non è l’unica struttura rivolta a questo obiettivo, lavori sono in corso anche in altro immobile comunale, in via dell’Anconella, in cui verranno ricavati in questo caso 3 appartamenti con spazi e servizi comuni, intervento finanziato con risorse PNRR per 500mila euro.

“Questo è un progetto a cui teniamo particolarmente, è il primo Housing first di proprietà comunale in città, 13 appartamenti con 25 posti a cui si aggiungeranno altri alloggi in via dell’Anconella di questa tipologia. – sottolinea la sindaca Funaro – Diamo risposte sociali e abitative a una fascia di popolazione con fragilità importanti, nell’ambito della marginalità, persone che hanno bisogno di esser seguite con attenzione e con progetti strutturati. Il nostro obiettivo è dare risposte adeguate a problematiche complesse.

Lo vediamo ogni giorno uscendo nelle strade, nelle strutture di accoglienza. Per questo vogliamo mettere in campo sempre più risposte e sempre più all’avanguardia. L’ Housing first è un progetto che punta non solo a una sistemazione abitativa ma anche a un percorso di uscita dalle difficoltà, verso la dignità e l’autonomia. Ed è una risposta importante, è quanto un’amministrazione deve provare a fare, costruire opportunità concrete perché le persone possano finalmente riuscire a voltare pagine e trovare la loro strada”.

“Si tratta di un progetto innovativo e di una soluzione che integra le strutture tradizionali, all’interno di un modello di presa in carico che tiene conto della vulnerabilità dei cittadini con una lettura dei bisogni integrata sociale e sanitaria – aggiunge l’assessore al Welfare Nicola Paulesu – Su questo tema l’impegno dell’amministrazione è molto forte e negli anni ha preso forma un ampio sistema di servizi che, partendo dal monitoraggio continuo del territorio attraverso il lavoro delle unità di strada, offre diverse risposte alle persone in condizioni di marginalità, dalla prima accoglienza a risposte di seconda soglia più strutturate. Questo progetto va ad arricchire con un’ulteriore opportunità la filiera dei servizi per le fasce della popolazione più fragili della nostra città”

Il progetto integra l’attuale sistema delle strutture di contrasto alla marginalità, partendo dall’immediata accoglienza in un contesto innovativo, per realizzare percorsi di accompagnamento personalizzati verso l’autonomia. Sarà rivolto a persone che vivono situazioni di difficoltà, già in carico e seguite dai Servizi sociali professionali, non in grado quindi di accedere autonomamente a una sistemazione abitativa. Equipe multidisciplinari verificheranno i requisiti di ogni persona per valutare l’inserimento e costruire progetti di emancipazione. La formula è appunto quella del co-housing, quindi monolocali con alcuni servizi in comune come cucina, lavanderia e spazio di socializzazione. La capienza ipotizzabile degli appartamenti, destinati sia a singoli che a coppie o più persone, si stima possa arrivare a 35 persone complessivamente tra via Capponi e via dell’Anconella.

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