Tari, nuovo aumento a Firenze

Lista Schmidt: "La scusante non possono essere i rincari in generale. C’è la precisa volontà di non scegliere"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
02 Aprile 2025 17:41
Tari, nuovo aumento a Firenze

“Il punto dolente di Firenze, in particolare, ma di tutta la Toscana in generale resta la gestione dei rifiuti, i cui costi sempre più esorbitanti ricadono sempre e comunque sulle spalle di cittadini e imprese, drenando risorse e riducendo la competitività”. Lo affermano, in una nota congiunta, i consiglieri comunali Eike Schmidt, Paolo Bambagioni e Massimo Sabatini.

“Ricordiamo nel 2024 un assessore, Andrea Giorgio “contento per aver contenuto” l’aumento della Tari al 3% nel 2023, era già cresciuta del 2,4 sull’anno precedente. Quest’anno a Firenze aumenta del 5%, ma la scusante non possono essere i rincari in generale. C’è la precisa volontà di non scegliere, rendendo il nostro territorio strutturalmente dipendente dalle discariche e dall’export di rifiuti”.

I consiglieri comunali di minoranza sostengono che “la stessa operazione multiutility resti monca mancando del tutto un piano di sviluppo industriale e un piano impianti, che noi chiediamo da tempo senza alcun riscontro”.

“Senza impianti ogni sforzo sulla differenziata rischia di essere vano”, concludono Schmidt, Sabatini e Bambagioni. 

APPROFONDIMENTO 

“È una notizia molto preoccupante quella dell’aumento Tari soprattutto perché arriva dopo la vendita - tenuta sotto silenzio fino a quando non l’abbiamo rivelata come minoranze - delle quote pregiate di Toscana Energia”.

A dirlo è il consigliere comunale di minoranza della Lista civica Eike Schmidt Paolo Bambagioni, che sottolinea: “Grazie a miei approfondimenti, sono riuscito a ricostruire che gli aumenti - si parla di un 5% in più a Firenze contro il più 3% dell'anno passato - avrebbero potuto essere ancor più alti in seguito a una revisione straordinaria della tariffa Tari”.

“Sempre da quanto ricostruito – prosegue –, in assenza di questa “revisione”, nel bilancio di Alia per l’anno in corso mancheranno diversi milioni, forse 20. Come da disposizioni di Arera, gli incrementi annui non possono essere superiori al 6% circa e gli incrementi in più vengono spalmati sugli anni successivi, in attesa che il gestore, gestendo bene, recuperi. Ma ciò non avviene mai e, infatti, inanelliamo aumenti dopo aumenti”.

“Tutti questi aumenti, inoltre, non si traducono – evidenzia l'ex sindaco di Signa – né in un miglioramento della qualità del servizio, mentre però gli utili vengono spartiti. Chiederemo conto dei costi di Alia, dalle consulenze agli stipendi dei manager, premi e assunzioni”.

“Sicuramente, oltre alla carenza di impianti, bisogna efficientare la gestione e ridurre i costi operativi fuori controllo anche perché il costo di gestione è passato da 250 milioni nel 2018 a 400 milioni nel 2024. Presidente e Amministratore delegato ci devono delle spiegazioni”, conclude Bambagioni. 

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