Mobilità a Firenze: il futuro dello sharing diventa un rebus legale

Bird fa ricorso contro la decisione dell'Amministrazione comunale

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
27 Gennaio 2026 23:48
Mobilità a Firenze: il futuro dello sharing diventa un rebus legale

Firenze ha a lungo coltivato l'ambizione di proiettarsi come il laboratorio europeo della "mobilità dolce", un ecosistema dove l'efficienza dei trasporti si sposa con il rispetto di un patrimonio artistico unico al mondo. Eppure, questa immagine di avanguardia sostenibile sta oggi collidendo con una realtà fatta di carte bollate e cortocircuiti amministrativi. Mentre i cittadini e i turisti cercano soluzioni agili per muoversi tra i vicoli del centro, Palazzo Vecchio si trova impantanato in uno scontro legale e politico che solleva una domanda inevitabile: la gestione della mobilità fiorentina sta davvero guardando al futuro o è vittima di un'incertezza regolatoria?

Il 27 gennaio 2026 segna una data spartiacque: Bird, leader internazionale della micro-mobilità, ha notificato il ricorso al TAR contro la sospensione del servizio monopattini. Non si tratta di una semplice divergenza di vedute, ma della denuncia di una "miopia programmatoria" che poggia su errori tecnici grossolani. Il Comune ha infatti giustificato il provvedimento definendo il servizio come "free floating" (a flusso libero), ignorando sistematicamente che l'operatività a Firenze è vincolata a postazioni fisse, come concordato con l'amministrazione stessa.

Questa distinzione non è un mero esercizio di semantica. Mentre il "free floating" è spesso associato al disordine urbano e al degrado dei marciapiedi, il sistema a postazioni fisse garantisce decoro e pianificazione. Punire un operatore attribuendogli una modalità operativa che esso stesso ha superato per rispettare i patti con la città è un paradosso burocratico che mina la credibilità internazionale di Firenze.

“Il provvedimento di Palazzo Vecchio contiene veri e propri errori di qualificazione del servizio – sottolinea Bird – basti alla definizione come ‘free floating’, quando è noto e documentato che l’operatività a Firenze si basa su postazioni fisse, in linea con quanto richiesto e concordato con l’amministrazione comunale. Negli ultimi anni abbiamo garantito un’offerta di mobilità dolce all’altezza delle migliori esperienze europee: ci auguriamo che la sostenibilità non sia una formula vuota per Palazzo Vecchio.

In un contrasto che rasenta l'ironia politica, mentre si frena la micro-mobilità, si aprono le porte della ZTL al car sharing. Il consigliere Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) ha sollevato il velo su una decisione che rischia di congestionare definitivamente il cuore della città: il passaggio dalle attuali "poche decine" di unità a un potenziale afflusso di 1.000 veicoli privati (seppur condivisi) nel centro storico. Le criticità di questa scelta sono molteplici:

  • Pressione insostenibile sui residenti: L'immissione di una flotta così massiccia sottrae spazi vitali alla sosta residenziale, già in condizioni critiche.
  • Incertezza per gli investitori: Il Comune si riserva il diritto unilaterale di revocare l'accesso alla ZTL se la situazione dovesse degenerare, creando un clima di instabilità che scoraggia qualsiasi piano industriale serio.
  • Contraddizione strategica: L'amministrazione ha dichiarato di procedere alle concessioni solo per le biciclette per "non incentivare l'arrivo di nuove auto", ma contemporaneamente autorizza l'ingresso massiccio di veicoli a quattro ruote nelle zone protette.

L'assenza di una visione strategica coerente emerge con forza nel "testacoda" normativo tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026. Nei documenti di programmazione di dicembre 2025, la linea era chiara: sì ai monopattini, stop agli scooter elettrici. Tuttavia, ad aprile 2026, lo scenario è stato ribaltato senza una reale spiegazione tecnica: i monopattini vengono banditi dal 1° aprile, mentre gli scooter ottengono il via libera. Questo cambio di rotta repentino non solo confonde l'utente finale, ma distrugge la fiducia degli operatori economici che avevano basato i propri investimenti su linee guida radicalmente diverse. La mancanza di una traiettoria lineare trasforma Firenze da laboratorio di innovazione a terreno di scontro elettorale e burocratico."Di certo c'è solo che la confusione regna sovrana!" dichiara Dmitrij Palagi.

L'ultima frontiera del conflitto riguarda l'accesso delle auto elettriche in sharing alle corsie preferenziali. Se l'obiettivo di incentivare l'elettrico è condivisibile, lo strumento scelto appare profondamente errato per la tenuta del sistema di mobilità collettiva.Le corsie preferenziali non sono un "bonus" per privati, ma l'arteria vitale del Trasporto Pubblico Locale, sia di linea che non di linea (come i taxi). L'apertura a centinaia di mezzi in sharing rischia di paralizzare la fluidità dei bus e, soprattutto, di rallentare i mezzi di emergenza. In una città dalla trama urbana medievale e complessa, saturare le poche corsie protette significa compromettere l'intero ecosistema della mobilità pubblica.

Da una parte la rivendicazione di operatori come Bird, che portano in dote standard europei e una visione di sostenibilità pratica; dall'altra una politica comunale che sembra aver smarrito la propria "bussola" strategica, muovendosi per strappi e correzioni unilaterali. Il contrasto tra l'ostilità verso la micro-mobilità e l'apertura della ZTL alle auto (seppur in sharing) delinea un quadro di incoerenza. Firenze riuscirà a ritrovare l'equilibrio tra innovazione e burocrazia, garantendo certezze a chi investe e servizi efficienti a chi la vive?

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