La Toscana dichiara guerra all'inquinamento da Pfas

Maxi-indagine su scarichi, emissioni, rifiuti attività produttive: approvata delibera

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
14 Aprile 2026 12:55
La Toscana dichiara guerra all'inquinamento da Pfas

La Toscana compie un passo deciso nella lotta all’inquinamento da PFAS, sostanze chimiche utilizzate in numerosi processi industriali e prodotti di uso quotidiano per le loro proprietà idrorepellenti e antiaderenti.

Più in dettaglio, i PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) sono composti chimici sintetici persistenti, noti come "forever chemicals", usati industrialmente dagli anni '50 per rendere i prodotti impermeabili e antiaderenti. Resistenti alla degradazione, si accumulano nell'ambiente e nel corpo umano, rappresentando un rischio per la salute (colesterolo alto, problemi immunitari/tiroidei)

La Giunta regionale, nella seduta del 13 aprile 2026, ha approvato una delibera strategica che avvia un’ampia indagine conoscitiva sulla presenza di queste sostanze nelle principali matrici ambientali – acque, aria e rifiuti – con un focus mirato sui comparti produttivi più rilevanti del territorio: la loro elevata persistenza nell’ambiente e la capacità di accumularsi negli organismi viventi li rende infatti una criticità rilevante per la tutela degli ecosistemi e della salute umana.

“Si tratta di un’azione concreta e innovativa - dichiara l’assessore regionale all’ambiente, David Barontini - che ci permette di rafforzare in modo significativo la nostra capacità di conoscere, prevenire e intervenire su una delle sfide ambientali tra le più complesse dei nostri tempi. Estenderemo il monitoraggio anche ai gestori del servizio idrico integrato, in linea con le più recenti indicazioni europee che evidenziano l’importanza di intercettare gli inquinanti fin dall’ingresso nelle reti fognarie”.

L’obiettivo è chiaro: costruire una mappatura puntuale delle fonti di contaminazione da PFAS, rafforzare i controlli e porre le basi per future misure di riduzione alla fonte. L’indagine analizzerà in modo sistematico scarichi idrici, emissioni in atmosfera e rifiuti, contribuendo a migliorare la qualità delle informazioni disponibili e l’efficacia delle politiche ambientali regionali.

In una prima fase, le attività interesseranno prioritariamente le aziende soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), con particolare attenzione ai settori della depurazione delle acque civili e industriali, gestione e trattamento dei rifiuti, lavorazione del cuoio, industria della carta e del cartone, comparto tessile e altre filiere produttive in cui è noto l’impiego di PFAS.

Il percorso sarà guidato dalla Direzione regionale tutela dell’ambiente ed energia, con il supporto tecnico di ARPAT, che curerà campionamenti, analisi e definizione delle metodiche operative. Le imprese saranno coinvolte in una logica di collaborazione, attraverso un confronto costante con le associazioni di categoria per condividere dati, esperienze e criticità.

Parallelamente, la Regione investirà nel rafforzamento delle capacità analitiche di ARPAT, grazie all’acquisto di nuova strumentazione già finanziata, per garantire controlli sempre più accurati e tempestivi.La delibera riporta, inoltre, i metodi di campionamento e analisi di riferimento per i PFAS, un tassello fondamentale per uniformare le misurazioni e i controlli.

“Questa delibera - sottolinea Barontini - è la prima risposta alla mozione del Consiglio regionale approvata all’unanimità e a prima firma dei consiglieri Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli, che ringrazio per l’attenzione sempre altissima ai temi ambientali e alla tutela delle risorse naturali. E’ un provvedimento – conclude – che pone la Toscana all’avanguardia a livello nazionale, scegliendo la strada della conoscenza e della prevenzione per proteggere cittadini, territorio e futuro delle nostre comunità”.

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