Un operaio di 61 anni di origine srilankese ha perso la vita nella tarda serata di ieri in un incidente sul lavoro in una ditta di Capalle, a Campi Bisenzio.
L’uomo stava movimentando materiale nel piazzale di via Nenni quando, per cause ancora da accertare, sarebbe sceso dal muletto ed è stato travolto dal ribaltamento di un pallet carico di sacchi. Inutili i soccorsi del 118.
Sul posto anche carabinieri, vigili del fuoco e tecnici dell’Asl Toscana Centro che dovranno chiarire la dinamica. È il secondo incidente mortale in Toscana in pochi giorni, dopo la morte di Aldo Gullotti, 44 anni, a Carrara. Resta centrale il tema della sicurezza sul lavoro e della prevenzione.
IL DOLORE CAPP PLAST - “Siamo sconvolti per la tragedia accaduta. Sono in corso le verifiche da parte dell'autorità giudiziaria per ricostruire la dinamica dell'incidente: al momento non è possibile aggiungere altro. Ora possiamo solo stringerci intorno alla famiglia, ai suoi cari e a tutti i colleghi che hanno condiviso con lui il percorso professionale e umano. Un uomo che da tempo lavorava con noi, che era parte integrante del nostro staff. Siamo costernati. Desideriamo ricordarlo per il suo impegno, la sua professionalità e il contributo che ha offerto ogni giorno con dedizione.In 66 anni di attività non era mai accaduto nulla di simile.
Una tragedia ancora più difficile da accettare perché siamo da sempre in prima linea sui corsi e sulla formazione per la sicurezza sul lavoro: una volta l'anno chiudiamo gli stabilimenti di Prato e Capalle per dare a tutti la possibilità di partecipare al Safety Day. Una tragedia che ci colpisce nel profondo”. Questo il commento della direzione aziendale di Capp Plast a seguito dell'incidente mortale.
IL CORDOGLIO DEL COMUNE - L’Amministrazione Comunale di Campi Bisenzio esprime profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’operaio che ha perso la vita questa notte sul luogo di lavoro.
“Esprimo, a nome mio e dell’Amministrazione Comunale, la più sincera vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone che oggi piangono questa perdita - ha dichiarato il Sindaco Andrea Tagliaferri. Morire sul lavoro non può e non deve essere considerato un fatto inevitabile. Si va a lavorare per vivere, non per morire. Oggi, 8 agosto, ricorre anche l’anniversario della tragedia di Marcinelle, nella quale persero la vita 262 minatori, 136 italiani. A settant’anni di distanza, quella memoria ci ricorda che la sicurezza e la dignità del lavoro devono essere una priorità concreta. Servono più prevenzione, più controlli e politiche del lavoro capaci di mettere al centro la persona, contrastando precarietà e condizioni di lavoro che possono aumentare i rischi. Una morte sul lavoro non è una fatalità. Ogni vita persa ci impone di fare di più, perchè nessuno debba uscire di casa per andare a lavoro senza la certezza di potervi fare ritorno”
L’Amministrazione Comunale seguirà gli sviluppi degli accertamenti in corso, nella certezza che debbano essere chiarite fino in fondo le cause dell’accaduto.
Domani, alle ore 9:00, è previsto un momento di raccoglimento presso la ditta CAPP PLAST, per esprimere insieme il dolore e la vicinanza dell'intera comunità.
CGIL Firenze e Filctem CGIL Firenze "esprimono profondo cordoglio per la morte del lavoratore avvenuta nella tarda serata di ieri in un’azienda nel comune di Campi Bisenzio. Alla famiglia, alle persone care e ai colleghi del lavoratore vanno la nostra vicinanza e le nostre condoglianze.
Al dolore si uniscono rabbia e sgomento per l’ennesima vita spezzata mentre si lavora.
Chiediamo che sia fatta chiarezza sulla dinamica dell’accaduto.
Non possiamo rassegnarci a considerare gli infortuni e le morti sul lavoro come una tragica fatalità. Di lavoro si deve vivere, non morire. Ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta per tutti e ci ricorda quanto sia ancora necessario fare sul terreno della prevenzione e della sicurezza.
Diciamo sempre in generale che servono più controlli, più prevenzione, più formazione e una maggiore attenzione all’organizzazione del lavoro e ai rischi presenti in ogni attività. La sicurezza non può mai essere subordinata ai tempi della produzione o considerata un costo: deve essere la priorità assoluta in ogni luogo di lavoro".
CGIL Firenze e Filctem CGIL Firenze continueranno a battersi affinché la tutela della salute e della vita di chi lavora venga prima di tutto.
LE PAROLE DI GIANI - “Non possiamo rassegnarci e non ci rassegneremo”. Dopo un nuovo incidente sul lavoro in cui è morto stamani in un’azienda di Capalle a Campi Bisenzio nel fiorentino un uomo di 61 anni, travolto da un pallet di fianco al muletto su cui stava lavorando, il presidente della Toscana Eugenio Giani ribadisce come “la sicurezza e la salute sul lavoro siano una priorità della giunta regionale” e che “controlli, diffusione di buone pratiche (che ci sono) e formazione sono le leve su cui agire e continuare ad agite, tutti insieme”.
“In questi anni le azioni messe in campo, dai controlli all’educazione ad una cultura della sicurezza, non sono mancate – evidenzia -. Ogni incidente mortale suona come una sconfitta collettiva: di lavoro non si può morire. Aspettiamo che le autorità preposte chiariscano la dinamica dell’incidente. Dobbiamo comunque fare ancora di più, per aggredire la piaga degli infortuni e delle morti sul lavoro”.
Nel piano per i prossimi cinque anni, dal 2026 al 2030, approvato da poche settimane la Regione continuerà a mantenere alto il numero di controlli e ispezioni, con obiettivi superiori a quelli stabiliti a livello nazionale. Proseguirà l’attività che riguarda formazione e informazione, perché “serve una maggiore e più diffusa cultura della sicurezza”. E lavorerà perché emergano buone pratiche e si diffondano, assistendo le imprese nel rendere i luoghi di lavoro più sicuri.
“Oggi però – si sofferma il presidente Giani – è anche il momento del dolore e voglio quindi far arrivare il mio cordoglio personale e quello dell’intera giunta alla famiglia di Kumara Gedera, il lavoratore originario della Sri Lanka e residente a Prato morto stamani”.
MCL - "Si è fatto appena in tempo a riportare nella sua terra di origine, la Sicilia, l'operaio schiacciato da una lastra di marmo a Carrara, che la lista dei morti sul lavoro si e' nuovamente allungata, stavolta a Campi, vittima un lavoratore extracomunitario.Dal 1 gennaio ad oggi la Toscana registra 29 infortuni mortali. Un dato pesantissimo e inaccettabile sul quale tutte le istituzioni e gli enti competenti, nessuno escluso dovrebbero fare un esame di coscenza e chiedersi se fanno davvero tutto il possibile e il necessario in tema di sicurezza, prevenzione e controlli.E' il momento di mettere da parte le solite parole di circostanza e le affermazioni retoriche e vuote tipo: "mai più morti sul lavoro" dopo ogni morto. Intanto la scia di sangue, inesorabile, continua". Così la Presidenza Regionaledel Movimento Cristiano Lavoratori.