La Toscana si conferma ancora una volta crocevia fondamentale per i grandi dialoghi internazionali sul valore dei diritti umani, della pace e della giustizia sociale. La presenza e le parole di Shirin Ebadi hanno segnato profondamente il dibattito civile e culturale della regione. Dai prestigiosi spazi di Firenze, in occasione del Festival Nazionale dell'Economia Civile a Palazzo Vecchio, fino alle risonanze culturali a Pietrasanta durante la presentazione del libro Figlie di Eva, il pensiero della pacifista iraniana offre una testimonianza di straordinaria lucidità e coraggio contro ogni forma di oppressione, guerra e teocrazia.
Chi è Shirin Ebadi
- Avvocata e attivista iraniana per i diritti umani.
- Prima donna magistrato in Iran e prima donna musulmana a ricevere il Premio Nobel per la Pace (2003).
- In esilio forzato nel Regno Unito dal 2009, da dove prosegue la sua battaglia politica e civile a tutela di donne, bambini e rifugiati.
Il Laboratorio Mediterraneo: La correlazione tra pace e sviluppo
Nel corso del suo intervento a Palazzo Vecchio, a conclusione del panel "Laboratorio Mediterraneo per l'Economia Civile e la Pace", Shirin Ebadi ha posto l'accento sul legame indissolubile che intercorre tra la stabilità globale, la tutela della vita e la tenuta dei sistemi economici. In un contesto di economia sociale provato dai conflitti contemporanei. In questo quadro, la Premio Nobel ha inserito una profonda invocazione alla speranza: un richiamo affinché le società si allontanino dall'idea della guerra e mantengano viva la fiducia che gli alberi possano tornare a crescere e un altro sole possa sorgere su una terra pacificata.
La visione sul regime iraniano
A margine del laboratorio, Shirin Ebadi ha offerto un'analisi estremamente netta sulla situazione interna dell'Iran, soffermandosi sulle prospettive di mutamento politico ed economico del Paese e chiarendo senza esitazioni le sorti del regime di Teheran:
"Se anche si arrivasse ad un accordo con gli Usa, il regime iraniano non durerà perché l'80% della popolazione iraniana non vuole più vivere sotto la dittatura e tornerà a ribellarsi: il regime è destinato a cadere per mano del popolo iraniano."
L'indebolimento del sistema teocratico è imputabile, secondo l'attivista, a fattori strutturali ben precisi: sul piano militare e strategico, il regime non ha più difesa aerea e molti dei suoi vertici sono stati eliminati; sul piano economico, le sanzioni internazionali hanno messo il Paese in ginocchio, rendendo la popolazione molto povera, ma impoverendo allo stesso tempo anche il regime stesso.
A coronamento della sua presenza nel capoluogo toscano, la sindaca di Firenze Sara Funaro ha consegnato a Shirin Ebadi il Sigillo della Pace, massima onorificenza cittadina conferita a personalità che si sono distinte nella difesa della democrazia e dei diritti fondamentali. La cerimonia ha rievocato la grande tradizione della diplomazia culturale fiorentina, ricollegandosi direttamente all'eredità storica dei dialoghi sul Mediterraneo di Giorgio La Pira.
Dalla solenne cornice di Palazzo Vecchio al fervore culturale della Versilia, l'eco delle parole di Shirin Ebadi trova risonanza anche in Versilia. Il pensiero di Shirin Ebadi farà infatti da filo conduttore al dibattito in Versilia per la presentazione del volume Figlie di Eva. La battaglia delle donne per la Vita e la Libertà in Iran, Afghanistan e Stati Uniti, scritto dalla giornalista di SkyTg24 Liliana Faccioli Pintozzi.
L'incontro si terrà domenica 4 agosto alle ore 21,30 al Giardino Barsanti (nel Chiostro di Sant'Agostino a Pietrasanta). La presentazione, a ingresso libero, si svolge nell'ambito della rassegna Il Giardino Segreto, organizzata dalla Fondazione Versiliana e dal Comune di Pietrasanta.
Insieme all'autrice Liliana Faccioli Pintozzi, l'Ambasciatrice d'Italia a Kabul – pietrasantina di nascita – Natalia Quintavalle e il moderatore Domenico Lombardi.
L'autrice ha preso in prestito le parole pronunciate dal Premio Nobel per la Pace 2003 per identificare la radice comune delle lotte femminili nei diversi scenari globali: "Cosa accomuna le proteste in Afghanistan, Iran e Stati Uniti? Che la natura della discriminazione è sempre basata sul genere sessuale".
L'autrice ha espresso la necessità civile del suo lavoro spiegando la urgenza di "parlare con le donne seppellite sotto il burqa che ogni giorno negoziano per sprazzi di una accettabile quotidianità", raccogliendo le storie delle "ragazze che togliendosi un velo affermano il loro diritto a scegliere, e così facendo fanno tremare un Regime che ha scelto come pietra angolare la loro sottomissione", fino a documentare l'involuzione della condizione femminile negli Stati Uniti.
La testimonianza consegnata da Shirin Ebadi alle comunità toscane rappresenta un richiamo universale alla responsabilità democratica e alla solidarietà attiva. Il suo messaggio invita la società civile a non cedere mai alla rassegnazione di fronte alle guerre, alle autocrazie e alle violazioni dei diritti umani.