​Il caso Napoli dopo il pareggio al Franchi

Allegri rischia l'esonero? C'è un calendario di verifica contro Frosinone, Venezia e l'Europa

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
22 Settembre 2026 14:31
​Il caso Napoli dopo il pareggio al Franchi

L’estate napoletana era stata battezzata sotto il segno di una restaurazione ambiziosa. L’arrivo di Massimiliano Allegri, il tecnico del pragmatismo per eccellenza, sembrava il tassello mancante per consolidare un ciclo che ha già regalato al club due scudetti in quattro stagioni. Eppure, a un solo mese dal calcio d'inizio ufficiale, quell’entusiasmo è diventato inquietudine. Una squadra costruita per dominare che si ritrova con una sola vittoria nelle ultime cinque uscite tra campionato e Champions League. Quello che doveva essere il ritorno trionfale di un tecnico in cerca di riscatto si è trasformato, nei numeri, nel peggior avvio di stagione dell’ultimo decennio all'ombra del Vesuvio.

Il record di Allegri è impietoso: tre sconfitte in sei partite ufficiali. L'ultimo pareggio ottenuto a Firenze non ha rappresentato un punto di ripartenza, bensì la certificazione tecnica. Al Franchi il nervosismo che ha attraversato la panchina è esploso in un post-partita carico di tensione, quando il tecnico toscano non ha nascosto la propria frustrazione.

Questa instabilità è un contrappasso amaro per chi, come Allegri, aveva scelto Napoli per cancellare le scorie del divorzio milanista. Ma i numeri sono solo il sintomo di una patologia più profonda, le cui radici affondano in un’estate di scelte mancate e silenzi sul mercato.

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Se i risultati sono deficitari, le cause vanno ricercate in una gestione della campagna acquisti definibile, con benevola diplomazia, come "sottotono". Allegri è costretto a fare affidamento su giocatori che la società aveva considerato superflui, mandandoli in prestito soltanto pochi mesi fa.

Il progetto appare sabotato fin dalle fondamenta: un allenatore celebre per la sua capacità di gestire campioni si ritrova a operare con un organico che non è stato rinforzato. Senza innesti di qualità, il Napoli di Allegri è una macchina potente a cui è stato tolto il carburante, costringendo il tecnico a un equilibrismo che svilisce la sua filosofia di gioco.

Nel momento in cui il lavoro quotidiano a Castel Volturno sarebbe la medicina per salvare una panchina che scotta, il calendario impone un drenaggio di risorse senza precedenti. Allegri perderà ben dieci calciatori, quasi l'intero undici titolare, proprio alla vigilia di un ciclo di partite senza appello. Non è solo una sosta; è un esodo che priva lo staff tecnico della materia prima necessaria per correggere gli errori.

Il contingente dei partenti riflette l'importanza dei pezzi che mancheranno al mosaico azzurro:

  • Kevin De Bruyne sarà il perno del Belgio in una Nations League massacrante contro Italia, Francia e Turchia (dal 25 settembre al 5 ottobre). Accanto a lui, Stanislav Lobotka affronterà un tour de force con la Slovacchia contro Moldova, Slovenia, Kazakhstan e Isole Fær Øer. Anche Billy Gilmour è atteso da un calendario fitto con la Scozia tra Slovenia, Svizzera e Macedonia del Nord.
  • La retroguardia perde Giovanni Di Lorenzo e il giovane Vergara, impegnati con l'Italia contro Belgio, Turchia e Francia.

    Sulla fascia sinistra, Mathias Olivera affronterà una trasferta transcontinentale per le amichevoli dell'Uruguay contro Giappone, Corea del Sud e India. Tra i pali, Milinkovic-Savic difenderà la porta della Serbia contro Grecia, Olanda e Germania.

  • Rasmus Hojlund guiderà l'attacco della Danimarca contro Norvegia, Galles e Portogallo, mentre Noa Lang sarà impegnato con l'Olanda. Infine, il giovane Favasuli cercherà gloria con l'Italia U21 nelle qualificazioni europee contro Armenia e Polonia.

Al rientro da questo svuotamento forzato, Allegri non avrà più margini di manovra. Il calendario lo attende al varco con sfide che hanno il sapore del giudizio universale. In campionato, il Napoli dovrà vedersela con le neopromosse Venezia e, soprattutto, Frosinone. Quest'ultima, vera rivelazione delle prime cinque giornate, non rappresenta più una semplice pratica da sbrigare, ma una minaccia letale per un allenatore in bilico.

Ancora più tesa è la situazione in campo internazionale. Dopo il traumatico KO dell'esordio contro l'Arsenal, le sfide contro Villarreal e Bodo/Glimt diventano snodi obbligati. Non vincere significherebbe non solo compromettere il cammino europeo, ma probabilmente scrivere la parola fine sull'esperienza napoletana di Allegri.

Il Napoli si trova oggi di fronte a un bivio che interroga la sua identità. Il progetto nato per garantire continuità ai successi recenti rischia di naufragare prima ancora di aver spiegato le vele, vittima di mercato e gestione che sembrano aver smarrito la bussola. Il campo, al rientro dalla sosta, non accetterà più scuse. Per Massimiliano Allegri, il tempo della riflessione è finito; comincia quello della sopravvivenza.

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