In occasione della Giornata mondiale del sonno, venerdì 13 marzo, il Centro di Medicina del sonno dell’IRCCS Don Gnocchi di Firenze apre le porte ai cittadini con una giornata di screening gratuiti, dedicati alla prevenzione, alla diagnosi precoce e all’orientamento clinico sui principali disturbi del sonno.
I consulti a cura della dottoressa Barbara Binazzi, specialista in malattie dell’apparato respiratorio ed esperta in medicina del sonno, si svolgeranno presso il Centro di Medicina del sonno dell’IRCCS Don Gnocchi di Firenze (Via di Scandicci, 269, 50143) dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 16:00, previa prenotazione telefonica al numero 055 7393 393.
In Italia dormire bene è sempre più difficile: il disturbo del sonno più frequente è sicuramente l’insonnia in forma cronica o transitoria (nel nostro Paese sono circa 12 milioni le persone che soffrono di questo disturbo); il più frequente disturbo respiratorio nel sonno sono le apnee ostruttive, che ritroviamo in metà della popolazione adulta di sesso maschile e circa un quarto di quella femminile. Nel 30-50% dei casi i due disturbi sono associati.
Sul fronte della durata del riposo, i dati più recenti indicano che il 30% degli italiani dorme meno di sei ore per notte, una soglia considerata insufficiente per il mantenimento di una buona salute psicofisica. Molti riferiscono, inoltre, un sonno frammentato o di scarsa qualità.
La dottoressa Barbara Binazzi commenta: “Dormire poco o male in modo continuativo non è mai da sottovalutare. La carenza di sonno è associata a un aumento del rischio cardiovascolare, del rischio metabolico, a disturbi dell’umore, a deficit cognitivi e a una riduzione significativa della qualità della vita. Durante la giornata di screening, verranno valutati i principali campanelli d’allarme: difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni frequenti, sonnolenza diurna, stanchezza persistente, russamento e sospette apnee notturne.”
I consigli per dormire meglio
Accanto alla diagnosi precoce, la prevenzione resta fondamentale. Gli specialisti del Centro di Medicina del sonno dell’IRCCS Don Gnocchi di Firenze ricordano alcune regole di igiene del sonno, semplici ma efficaci:
- mantenere orari regolari per sonno e risveglio
- evitare sonnellini serali e limitare quelli diurni
- non consumare pasti abbondanti o ricchi di zuccheri nelle ore serali
- ridurre caffeina, alcol e fumo prima di coricarsi
- evitare attività fisica intensa e schermi luminosi prima di dormire
- garantire un ambiente di riposo buio, silenzioso e con temperatura adeguata
L’IRCCS Don Gnocchi di Firenze è riconosciuto Centro di Medicina del sonno pneumologico di I livello dall’Accademia Italiana di Medicina del Sonno (AIMS) da dicembre 2024.
Fondazione Don Gnocchi
La Fondazione Don Gnocchi è un’organizzazione non profit impegnata nella riabilitazione, nella cura e nella ricerca scientifica in ambito riabilitativo, riconosciuta IRCCS – Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, nel 1991 per il Centro “S. Maria Nascente” di Milano e nel 2000 per il Centro “Don Gnocchi” di Firenze. Fondata nel 1949, oggi opera in ambito sanitario-riabilitativo e sociosanitario offrendo, grazie a oltre 6.200 operatori, prestazioni ambulatoriali e di ricovero in 25 centri residenziali, distribuiti in nove regioni, con 3.762 posti-letto accreditati in regime di ricovero o day hospital e 28 ambulatori territoriali.
La Fondazione Don Gnocchi sostiene da sempre l’importanza del connubio tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e servizi clinico-assistenziali e promuove un’attività di ricerca traslazionale e trasversale a tutti i suoi Centri in Italia.
ALIMENTAZIONE E SONNO
Per anni la narrazione collettiva ha imposto il "numero magico" delle otto ore di sonno come unico standard di benessere. Tuttavia, la ricerca scientifica internazionale sta scardinando questo paradigma. Un imponente studio della UK Biobank, condotto su mezzo milione di individui, ha dimostrato che non esiste una durata del sonno universale valida per tutti, ma che la differenza la fanno la regolarità e la qualità del riposo. Parallelamente, esperti come Giorgio Gilestro, neurobiologo all'Imperial College di Londra, denunciano il fenomeno dello "sleep terrorism”: quell'allarmismo mediatico e digitale che trasforma il sonno in una sfida numerica, generando un'ansia da prestazione (ortosomnia) che finisce paradossalmente per sabotare il riposo stesso.
In occasione della Giornata Mondiale del Sonno (13 marzo), l'attenzione si sposta dunque dalla quantità alla biochimica del riposo, che inizia proprio a tavola.
L'ALIMENTAZIONE COME REGOLATORE DEL RITMO CIRCADIANO
Quando si parla di alimentazione e sonno, è importante fare una distinzione fondamentale: non esistono alimenti "che fanno dormire”, ma scelte alimentari che aiutano a non interferire con il naturale funzionamento del riposo notturno e in parte a conciliarlo. "Il sonno è un processo complesso, regolato principalmente da fattori ormonali e neurologici. Gli alimenti non inducono il sonno, ma posono contribuire a creare le condizioni affinchè il corpo non venga ostacolato nel suo naturale percorso verso il riposo”, spiega Michelangelo Giampietro, medico specialista in medicina dello sport e in scienza dell'alimentazione.
Secondo la crononutrizione, la disciplina che studia come l'assunzione del cibo interagisce con i ritmi circadiani (i cicli di circa 24 ore che regolano sonno, fame e metabolismo), una cena inappropriata può comportare un lavoro digestivo che innalza la temperatura corporea, inviando segnali di "veglia" al cervello e sabotando la fase REM.
BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP: LA PROTEINA CHE COLLABORA CON IL RIPOSO
In questo equilibrio delicato, la tipologia delle proteine assunte la sera gioca un ruolo cruciale. La qualità del sonno, infatti, può essere influenzata negativamente da pasti serali troppo abbondanti, ricchi di grassi o eccessivamente proteici, che rallentano la digestione e aumentano il lavoro dell'apparato digerente. Al contrario, una cena ben strutturata punta su volumi contenuti e alimenti poveri di grassi. In tal senso, la Bresaola della Valtellina IGP rappresenta una scelta strategica: infatti, il processo di stagionatura contribuisce a una parziale scomposizione delle proteine (proteolisi), agevolando la digestione e riducendo l'impegno gastrico.
"Una proteina magra e ben digeribile, se consumata nelle giuste quantità e abbinata ai carboidrati, non peggiora la qualità del sonno e non interferisce con i suoi meccanismi”. - sottolinea Giampietro – "La Bresaola della Valtellina IGP è inoltre fonte di proteine ad alto valore biologico e apporta nutrienti essenziali per il sistema nervoso come le vitamine del gruppo B (in particolare la B12), ferro, magnesio, potassio e zinco”.
I 5 CONSIGLI ALIMENTARI PER UN SONNO SENZA INTERFERENZE
Per contrastare gli effetti dello sleep terrorism e favorire una biochimica del riposo efficiente, la ricerca nutrizionale identifica alcuni alimenti chiave capaci di dialogare con il nostro orologio biologico:
- Proteine magre e digeribili: se consumate nelle giuste quantità (0,9-1,0g/kg di peso corporeo desiderabile/giorno) e abbinate ai carboidrati, non sovraccaricano la digestione serale e contribuiscono a non interferire con i meccanismi del sonno. In questo contesto, la Bresaola della Valtellina IGP, naturalmente povera di grassi e ricca di proteine ad alto valore biologico, rappresenta un'opzione leggera e facilmente digeribile.
Il processo di stagionatura favorisce, infatti, una parziale scomposizione delle proteine in peptidi e amminoacidi più semplici, rendendole più assimilabili dall'organismo. Tra questi è presente anche il triptofano, un amminoacido essenziale che agevola la sintesi di serotonina e melatonina, molecole coinvolte nella regolazione del tono dell'umore e del ritmo sonno-veglia.
- Latte e derivati leggeri: Oltre al triptofano, questi alimenti contengono il lattosio, zucchero che facilita il passaggio di questo amminoacido al cervello.
Durante la digestione delle caseine si producono inoltre peptidi bioattivi (β-casomorfine e α,β-lattorfine) che generano un effetto sedativo naturale.
- Legumi, in particolare la soia: Apportano aminoacidi e carboidrati complessi che contribuiscono a non interferire con i meccanismi ormonali. Sono inoltre una buona fonte di fitomelatonina (melatonina vegetale), con la stessa struttura chimica di quella sintetizzata dal regno animale.
- Pesce azzurro: Sgombro e sardine apportano acidi grassi omega-3, noti per il supporto al sistema nervoso.
La presenza di grassi "buoni”, se controllati, non rallenta la digestione e favorisce un equilibrio nutrizionale favorevole.
- Carboidrati complessi: Pane, riso o pasta integrale favoriscono il rilascio di insulina e "aiutano” il triptofano a raggiungere il cervello. Un apporto equilibrato consente di evitare cali glicemici notturni e contribuisce a una digestione graduale.
LA SOLUZIONE PRATICA CONTRO L'ANSIA DA PRESTAZIONE NOTTURNA
In definitiva, per tutelare il riposo dall'ossessione dei dati digitali, la soluzione risiede in una cena semplice ed equilibrata. Un esempio funzionale può essere composto da 40-50gr di Bresaola della Valtellina IGP, una porzione (50gr) di pane integrale, verdure e frutta di stagione e un filo di olio extravergine di oliva. Un pasto completo che non sovraccarica la digestione e asseconda la fisiologia del corpo. Cosa evitare invece? Alcol e bevande nervine, cioè contenenti sostanze stimolanti del sistema nervoso centrale (come caffè, tè, cola ed energy drink), che agiscono come "sabotatori" chimici, interferendo con la fase di addormantamento e la continuità del riposo, alimentando così quel circolo vizioso di stanchezza che nessuna app di monitoraggio del sonno potrà mai risolvere.
I contenuti nutrizionali presentati si riferiscono a una persona sana, senza allergie, intolleranze alimentari o problematiche di salute particolari. Le informazioni hanno scopo puramente informativo e non intendono sostituire il parere di un professionista sanitario. Per esigenze specifiche o condizioni cliniche individuali, è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico o a un nutrizionista qualificato.