Dehors e lavori a Firenze, il caso è aperto

Confcommercio: “Chiediamo deroghe per le attività lungo i cantieri della tramvia. Serve un confronto con il Comune”

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
14 Settembre 2026 12:18
Dehors e lavori a Firenze, il caso è aperto

Il nuovo regolamento sui dehors a Firenze sta facendo emergere criticità che Confcommercio aveva già segnalato durante il confronto con l'Amministrazione comunale. «Avevamo espresso perplessità molto precise su alcune delle nuove norme – racconta il presidente dell'associazione di categoria Aldo Cursanotemevamo che un eccesso di vincoli potesse trasformarsi in un ulteriore elemento di penalizzazione per le attività commerciali. Oggi quelle preoccupazioni trovano una conferma concreta. Come dicevo già allora, abbiamo esperienza sufficiente da non aver bisogno di toccare il fuoco per sapere che poi ci si brucia».

Il problema è particolarmente evidente per le attività che si trovano lungo il tracciato della tramvia. Tanti gli imprenditori che hanno realizzato o adeguato i propri dehors appena uno o due anni fa, sostenendo investimenti importanti e ottenendo le relative autorizzazioni comunali. «Queste attività hanno già subito pesanti disagi e danni economici a causa dei cantieri della tramvia – incalza il direttore della Confcommercio fiorentina Franco MarinoniIn diversi casi i dehors sono stati modificati, ridotti o rifatti proprio in conseguenza dei lavori. Non possiamo ora chiedere agli stessi imprenditori di sostenere nuovi costi per adeguare strutture realizzate poco tempo fa sulla base di autorizzazioni rilasciate dalla stessa Amministrazione».

Per questo motivo, Confcommercio chiede al Comune di aprire rapidamente un tavolo di confronto per esaminare le situazioni più problematiche e individuare soluzioni flessibili.

Per l'associazione di piazza Annigoni serve particolare attenzione per le attività collocate nelle aree esterne al perimetro UNESCO e lungo il tracciato della tramvia, dove le condizioni sono state ulteriormente aggravate dai lavori in corso. Ma anche per numerose attività all'interno dell'area UNESCO, dove attraversamenti pedonali, condomini o altri vincoli rendono difficile rispettare alcune delle nuove prescrizioni.

«Chiediamo buon senso e la possibilità di applicare deroghe nei casi in cui sia evidente che il rispetto della nuova disciplina comporterebbe costi sproporzionati o penalizzazioni per imprese che hanno già investito– sottolinea il presidente Aldo Cursano - Non chiediamo di cancellare le regole, ma di applicarle tenendo conto dei casi concreti».

Secondo il presidente di Confcommercio, il tema dei dehors va inserito in una riflessione più ampia sulle politiche di sostegno al commercio cittadino. «Oggi dobbiamo aiutare le attività economiche, non gravarle con nuovi costi – spiega Cursano –. Da più parti si invoca una fiscalità più attenta alle esigenze delle imprese che continuano a investire nella città creando ricchezza ed occupazione. In questo quadro, i dehors dovrebbero essere strumenti di sostegno e di lavoro, non un ulteriore aggravio economico».

Anche il costo dell'occupazione di suolo pubblico, secondo Cursano, merita una riflessione: «Quest'estate abbiamo avuto temperature tali da rendere in molti casi praticamente inutilizzabile lo spazio esterno per buona parte della giornata. Eppure le imprese hanno continuato a sostenerne i costi. Se davvero vogliamo mantenere vivo il commercio, dobbiamo chiederci se questo sia il momento di aumentare ulteriormente la pressione economica sulle attività».

Secondo il direttore Franco Marinoni, «Firenze ha bisogno di attività di vicinato aperte e di imprese che investono e contribuiscono alla vitalità della città. Per questo chiediamo all'Amministrazione di aprire un confronto sui dehors e di valutare deroghe e soluzioni specifiche dove le condizioni lo richiedano. Siamo pronti a collaborare per trovare soluzioni che tengano insieme le esigenze della città, le regole e la sostenibilità economica delle imprese, evitando nuovi costi per chi ha già adeguato i dehors dopo i cantieri della tramvia».

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