Temperature oltre i 30°C dentro le sale e 35°C negli esterni. È scontro sul microclima nei musei civici fiorentini. Da una parte Fp Cgil e Uil Fp Firenze lanciano l’allarme e chiedono chiusure in caso di allerta rossa. Dall’altra il Comune replica: “Misure già attive da fine maggio a Palazzo Vecchio”.
La denuncia dei sindacati: “Condizioni insostenibili” FP CGIL Firenze e FP UIL Firenze segnalano una situazione “fortemente preoccupante” nei musei civici, tra cui Palazzo Vecchio, Santa Maria Novella e Forte Belvedere. A risentirne, dicono, sono dipendenti comunali, della Fondazione MUSE e della Cooperativa Rear.Secondo i sindacati, custodi, addetti all’accoglienza, vigilanza ed educatori museali lavorano “per molte ore in condizioni climatiche estremamente gravose”.
A Palazzo Vecchio i raffrescatori industriali acquistati “sono molto rumorosi e praticamente inutili” perché l’aria calda non viene espulsa.
Non è stata realizzata nemmeno la soluzione con elementi lignei per tenere le finestre socchiuse.
La situazione peggiora a Santa Maria Novella e Forte Belvedere, dove “non sono stati installati neppure i ventilatori” e all’esterno si toccano i 35°C. Anche l’acqua fresca richiesta dai rappresentanti non verrebbe fornita.
Il rischio, avvertono, non è solo disagio: “Disidratazione, malori, cali di attenzione e aumento del rischio di infortuni”.
Lo scorso anno “diversi lavoratori sono stati portati in ospedale e in un giorno sono state chiamate cinque ambulanze”. Per i sindacati il Comune deve rispettare il http://D.Lgs. 81/2008 sul microclima.
La richiesta: musei sicuri o, in alternativa, “chiusure temporanee dei musei non climatizzati in caso di allerta rossa e sospensione di tutte le visite guidate e delle attività all’aperto”.
La replica del Comune: “Provvedimenti già operativi”
Poche ore dopo arriva la risposta del Comune di Firenze. Gli uffici precisano che a Palazzo Vecchio sono già attive “una serie di misure” previste da una determina del soprintendente Carlo Francini, operativa da fine maggio 2026 per il codice rosso caldo.Le misure tecniche: posizionamento di apparecchi raffrescatori nelle postazioni più esposte. “Non si tratta di apparecchi per la climatizzazione ma offrono un beneficio agli operatori nelle vicinanze, sono più efficaci dei ventilatori”. I tecnici stanno lavorando per “favorire l’espulsione dell’aria calda”.
Le misure organizzative: aerazione dei locali anticipata alle 6:00, attivazione dei rinfrescatori da inizio turno con chiusura degli ambienti, pause ravvicinate e flessibilità oraria nelle ondate di calore.
Le chiusure parziali: sempre con codice rosso, a Palazzo Vecchio non sono visitabili il Mezzanino, lo Studiolo e la Terrazza di Saturno.
Il Comune ammette che servono soluzioni strutturali, “ma con i vincoli presenti per gli edifici storici si tratta di un lavoro complesso”. L’obiettivo dichiarato è “prevenire problematiche e rischi” per lavoratori e utenti.