Antonella Lumini, scrittrice fiorentina, ha recentemente ricevuto un importante premio a Napoli. Di cosa si tratta?
Si tratta del “Premio Letterario delle Quattro Libertà”, istituito dall’Associazione Amerigo - con evidente riferimento ad Amerigo Vespucci - che ha sede a Roma, presso l’Ambasciata Americana, ed ha lo scopo di partecipare a scambi culturali e professionali internazionali promossi dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America. Il premio, già alla sua XI edizione, mira a valorizzare opere letterarie, saggi, romanzi, che si ispirino, anche indirettamente, alle 4 Libertà: di Opinione, di Religione, Libertà dal Bisogno, Libertà dalla Paura, citate dal Presidente degli Stati Uniti d’America Franklin Delano Roosevelt, nel suo celebre discorso tenuto al Congresso il 6 gennaio del 1941 e presenti nella Costituzione americana.
La cerimonia della premiazione è avvenuta a Napoli, presso il Museo Gaetano Filangieri, alla presenza del Console Generale degli Stati Uniti d’America Terrence Flynn, del direttore del Museo Paolo Jorio, del presidente dell’Associazione Edoardo Imperiale, dei coordinatori dell’Associazione Michele Ricceri e Diego Guida.
Approfondimenti
Quest’anno i premi sono stati assegnati: a Widad Tamimi, per la Libertà di Opinione con Dal Fiume al Mare; a Luigi Ferrajoli, per la Libertà dal Bisogno con Progettare il Futuro per un Costituzionalismo Globale; a Ciro Formisano, per la Libertà dalla Paura con Scacco alla Camorra; al mio libro L’eterno nel tempo, per la Libertà di Religione.
Perché questo riconoscimento è importante?
Perché cerca di riportare al centro dell’attenzione i valori fondativi dell’Occidente, quali appunto la libertà declinata nelle sue varie valenze, in un tempo in cui purtroppo sembra di ritornare indietro. Stanno riemergendo sulla scena delle nostre democrazie in crisi, ideologie di regime e fondamentalismi che, a causa dello smarrimento, la precarietà, la paura, il vuoto che stiamo attraversando, appaiono rassicuranti proponendo un ritorno nostalgico verso poteri forti.
È urgente cercare di far comprendere, soprattutto alle nuove generazioni, così disamorate verso la politica, che la libertà conquistata non è mai scontata e che va salvaguardata e sostenuta con impegno civile e morale.
Quanti libri ha scritto e perché scrivere libri al giorno d'oggi?
Ho scritto almeno una decina di libri, tutti rivolti verso la spiritualità, la ricerca interiore, cammini di verità che pongano al centro il silenzio, la contemplazione, la meditazione. Nonostante l’era tecnologica, l’imperversare dei social, credo che il libro rimanga ancora il supporto per eccellenza capace di trasmettere memorie e quindi di consegnare cultura da una generazione all’altra.
Solo attraverso la trasmissione si può parlare di tradizione ed è proprio questa trasmissione che oggi è più a rischio. Ma perdere la memoria è come perdere la radice e questo produce decadenza, dà origine al mondo tragico, senza speranza.
Lei è la fondatrice e l'anima di Pustinia Italia. Ce ne può parlare?
Pustinia significa deserto in lingua russa e corrisponde a una vocazione al silenzio tipica della tradizione cristiana ortodossa. Non ha bisogno di essere istituzionalizzata, basta la benedizione di un prete per mettersi in cammino. Il fulcro è il rapporto diretto con Dio che si sviluppa nell’intimità del solo a Solo e che richiede solitudine. Silenzio e solitudine non come status permanente, ma come esperienza essenziale da vivere e che pertanto richiede un tempo che si ponga in disparte rispetto al rumore del mondo.
Da diversi anni, incontrando in varie città d’Italia, persone sensibili a questo bisogno, abbiamo fondato l’Associazione Pustinia Italia, con la finalità di promuovere eventi che aiutino e sostengano coloro che si sentono chiamati a esperienze di questo tipo. Una piccola realtà al cui centro c’è l’amicizia e il sincero desiderio di relazioni autentiche che favoriscano la maturazione umana, il ritorno alla spiritualità, la scoperta dell’amore.
Ultima domanda: dove sta andando questo mondo e cosa possiamo fare per renderlo migliore?
Accettare di guardare nella verità, il che significa liberarsi dal dominio dell’inganno e delle seduzioni dilaganti, mettersi a nudo nelle nostre fragilità e paure. Questo favorisce lo scavo interiore, dà la scossa per risvegliarsi, guardare con altri occhi e vedere la bellezza, lasciarsi pervadere dalla meraviglia che richiama costantemente il miracolo della creazione e il mistero della vita.