Vicenda Keu: il Centrodestra chiede la commissione d’Inchiesta

FDI: “A chi si riferisce Ledo Gori quando parla di ‘politici intoccabili’?”. FI: "Tutelare distretto industriale”

Nicola
Nicola Novelli
28 aprile 2021 22:16
Vicenda Keu: il Centrodestra chiede la commissione d’Inchiesta

Firenze, 28 aprile 2021- Il settore conciario realizza circa il 35% della produzione nazionale di pelli ed il 98% della produzione nazionale di cuoio da suola. Nel distretto sono presenti circa 600 aziende tra concerie e lavorazioni conto terzi, con 8.000 addetti, e la produzione rappresenta il 15% dell'intero PIL toscano, con 2.8 miliardi di euro.

Ma dalla settimana scorsa si parla solo di legami che secondo gli investigatori vi sarebbero tra imprese, mondo politico e cosche della 'Ndrangheta nella nostra regione.

E il Presidente Giani si trincera dietro risposte di circostanza durante la comunicazione della Giunta regionale sull'inchiesta Keu. Anche sulla vicenda di Ledo Gori, Giani ha evitato dettagliate spiegazioni, limitandosi ad annunciare l'avvio dell'iter per la revoca dall'incarico di Capo di Gabinetto.

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“Ci sono due questioni che oggi aveva il dovere di affrontare: in Toscana esistono 'centri di potere' che scelgono assessori e dirigenti della Regione? E poi, esistono 'centri di potere' che scrivono le leggi, consegnando emendamenti a politici che li presentano senza neppure sapere cosa vi sia scritto? L’inchiesta della DIA apre due scenari molto diversi tra loro: una sulle infiltrazioni mafiose in Toscana, l’altro sui presunti rapporti tra politica e ‘centri di potere’.

Sul primo, sarà ovviamente la Magistratura a stabilire se in Toscana esistono o meno degli assassini che, per qualche euro di guadagno, hanno scelto di avvelenare la nostra terra, condannando a morte 3 o forse 4 generazioni di toscani. Sull’esistenza o meno di ‘centri di potere’ in grado di condizionare la politica, però, toccava a Giani rispondere, ma non lo ha fatto”. È quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Francesco Torselli.

“Il Presidente e il Pd potevano limitarsi a rispondere alle nostre domande con due semplicissimi ‘NO’ e fugare ogni dubbio, invece hanno preferito non rispondere. Noi vogliamo sapere a chi si riferisse Gori quando, sulla stampa, dopo aver ricevuto la lettera che lo sollevava dall'incarico, ha puntato il dito contro ‘i politici intoccabili’ che esisterebbero in Toscana. Chi sono questi intoccabili?”

“Infine - conclude Torselli - ci sentiamo in dovere di dire al presidente Giani e il Pd che stanno sbagliando. Anziché rispondere, hanno preferito trincerarsi dietro la solita frase fatta: ‘abbiamo già fatto tutto quello che è necessario fare’. Affermazione che tanto ricorda l’iconica espressione del Marchese del Grillo: ‘Perché io so' io, e voi non siete un …’. La stessa frase che avevano utilizzato, due settimane fa, per bocciare la proposta di Fratelli d’Italia d'istituire una Commissione Antimafia, esattamente 24 ore prima che partissero i primi arresti dell’inchiesta ‘KEU’”.

“Dopo che il Presidente Eugenio Giani ha condiviso in Aula la necessità di potenziare il personale e le dotazioni Arpat, per la terza volta consecutiva il PD vota contro ad un nostro atto che chiedeva proprio questo. Per il PD le premesse non inquadravano la reale situazione. Prendiamo atto che il senso di autocritica non appartiene alla forza politica che da oltre 50 anni, in varie forme, governa ininterrottamente la Regione Toscana. Quello che è certo è che qualche problema in Arpat ci sarà se in 10 anni l’ente ha perso 150 unità operative e se il numero di monitoraggi ambientali sono drasticamente crollati” Così Irene Galletti, Presidente del Gruppo Movimento 5 Stelle Toscana.

"Quello che sta accadendo in Toscana in questi giorni non può lasciarci indifferenti, a maggior ragione visto che parte dell'inchiesta coinvolge proprio questa Assemblea regionale. Noi siamo garantisti da sempre, fino al terzo grado di giudizio. Giustamente la magistratura fa le sue indagini, ma noi chiediamo che queste siano veloci in modo da appurare tutte le responsabilità, se ve ne sono. Allo stesso tempo chiediamo che l'inchiesta 'Keu' della Procura di Firenze e della Dda non danneggi un settore come quello del conciario toscano, che rappresenta un bastione economico e occupazionale per la nostra regione, oltre che uno dei fiori all'occhiello della produzione di qualità nel settore moda e arredamento italiani". Lo ha detto, in un passaggio del suo intervento in aula, il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella.

"Nel distretto conciario toscano - ha ricordato Stella - è un ambito che, già in passato, è stato oggetto di indagini che però non hanno poi portato allo svolgimento di procedimenti. Per questo bisogna prestare la massima attenzione ed evitare che un'inchiesta, ancora lontana dall'essere arrivata in giudizio, danneggi un comprensorio tra i più fiorenti d'Italia".

"Non sottovalutiamo affatto il quadro emerso dalle indagini e riportato dalla stampa - ha aggiunto il capogruppo di Forza Italia - Per questi motivi, non legati soltanto alla comunicazione di oggi, abbiamo chiesto, così come previsto dalla Statuto e dal Regolamento del Consiglio Regionale, con le firme di tutti i Consiglieri di Centrodestra, una commissione d’Inchiesta sulle infiltrazioni mafiose in Regione Toscana, ed auspichiamo che l'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale dia, in tempi rapidissimi, il via libera alla costituzione della commissione. Oggi questa diventa la vostra responsabilità, membri dell’Ufficio di Presidenza. Occorre chiarezza e l'unica maniera è l'istituzione di una commissione d'inchiesta".

“La Toscana isola felice dipinta per anni dal Pd non esiste più”. Lo afferma il Gruppo lega in Consiglio Regionale a margine del dibattito sulle comunicazioni sull’Inchiesta Keu. “La Toscana Felix dell’ex Governatore Rossi – sostengono dal Carroccio - si sta sfaldando come un gigante d’argilla ed il povero Presidente Giani sembra “Paperino” che prova a tappare affannosamente tutte le falle dell’acqua. Da un lato il Covid, che ha dimostrato tutta la debolezza del sistema sanitario regionale, dall’altra una Procura fisicamente lontana che da Catanzaro sta scoprendo il vaso di Pandora. Certe intercettazioni emerse, se non vogliamo definirle in malafede, quanto meno sono superficiali”.

Preoccupano, notevolmente, ormai, le infiltrazioni mafiose. “Alla luce di quello che è stato presentato nel passato durante la vecchia Legislatura – sostengono i Consiglieri Lega - riguardo alle infiltrazioni mafiose ed a quanto detto dalle varie Fondazioni, a partire di quella Caponnetto, ci domandiamo: che cosa succederà nei prossimi anni? Che cosa accadrà con gli investimenti sulle grandi infrastrutture in Toscana? Se il presidente Giani non ci chiarisce quale sia la posizione politica di questa Giunta, i dubbi resteranno”.

Ci sono poi le risposte non date. “Avevamo posto al presidente Giani – spiegano i Consiglieri- quindici quesiti per noi precipui sull’inchiesta Keu e siamo stati liquidati con una serie di dichiarazioni che non hanno nessun valore, né dal punto di vista amministrativo, né da quello politico. Il Consiglio di oggi doveva servire a fare chiarezza ai cittadini su questo rilevante problema. Il risultato è stato: zero. Non abbiamo avuto risposte significative, né chiarimenti sulle vicende del Capo di gabinetto, né sul dirigente all’Ambiente.

E’ stato un Consiglio con frasi di circostanza – concludono i Consiglieri della Lega- dove è stato detto giustamente no alle mafie ed alle infiltrazioni di ogni tipo di criminalità organizzata, ma dove non sono state date risposte fondamentali dal punto di vista della salute, della tutela ambientale e di un comparto, come quello conciario, che, mai come in questo momento, ha bisogno di risposte certe, chiare e veloci”.

La vicenda presentata dagli organi di stampa, con ampi stralci di intercettazioni e avvisi di garanzia che hanno toccato politici e dirigenti ai massimi livelli ha creato molta preoccupazione nei cittadini toscani, soprattutto per la pericolosità e la quantità dei rifiuti con cui gli inerti sono stati integrati ed usati nella realizzazione della strada regionale 429.” così inizia la Consigliera Regionale Silvia Noferi del Movimento Cinque Stelle nel suo intervento in aula.

Se da una parte comprendo l’opportunità di non parlare di fatti che riguardano persone sotto indagine, altra cosa è evitare di farci capire cos'è accaduto riguardo all’approvazione di un emendamento presentato all’ultimo minuto in aula, scritto in un linguaggio molto tecnico, che immagino sia stato incomprensibile nell’immediato anche agli stessi consiglieri che lo hanno approvato.

Non può bastare che si evidenzi oggi, che quell’emendamento non ha trovato nessuna applicazione in nessun procedimento, perché questo è un puro caso; se non interveniva la magistratura quella normativa avrebbe potuto trovare applicazione. Nemmeno basta anche, se è doveroso, che venga immediatamente cancellato con un atto legislativo proposto dalla Giunta, perché è il minimo sindacale.

Quello che la vicenda dovrebbe insegnare è che non si può abbassare la guardia, perché il trattamento dei rifiuti è un mondo in cui la malavita sguazza e fa affari, ma soprattutto, che i gruppi di interesse quando finanziano le campagne elettorali forse non lo fanno perché convinti dai buoni ideali, ma perché si aspettano un atteggiamento compiacente da chi avrà vinta la partita. Non ci vuole molto a capirlo.

Non basta e non ci si deve adeguare a questo, perché la questione morale, dai tempi in cui Berlinguer rilasciò la famosa intervista a Scalfari (era il 28 luglio 1981) non è stata risolta, anzi, e le parole di allora sembrano essere quanto mai attuali: “I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela […] Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune…”

Al di là delle generiche e copiose dimostrazioni di osservanza della legalità citate nella relazione del Presidente Giani, si deduce che la teoria è conosciuta, altra cosa è metterla in pratica.

Per questo la dirigenza politica di questa Regione dovrebbe impegnarsi per dare una svolta epocale a quanto fatto finora, dimostrando con i fatti che quanto scritto nel programma di mandato lo stanno mettendo in pratica soprattutto la parte della tutela ambientale, della gestione e il trattamento dei rifiuti, il citato Green Deal Toscano, perché durante la mia attività di consigliera regionale in questo primo scorcio di legislatura, più volte mi sono trovata di fronte a situazioni inspiegabili e non in linea con il programma di mandato di Eugenio Giani e della sua coalizione.

Ne sono testimonianza le diverse proposte di mozione che ho presentato, molte delle quali sono ancora in attesa di una calendarizzazione, che in molti casi riguardano proprio la necessità di maggiori controlli su discariche e siti inquinati.

Per dimostrare che credono davvero in quello che hanno scritto nel programma di mandato dovrebbero cominciare potenziando le risorse e il personale di ARPAT, redigere un nuovo piano regionale sui rifiuti, perché in questi mesi abbiamo visto solo deroghe e ampliamenti di discariche che dovevano essere chiuse da tempo; vorremmo vederli impegnati nel velocizzare le bonifiche dei siti inquinati, vaste aree che sono dappertutto in Toscana e da anni, se non decenni, aspettano di essere trattate, e magari nella redazione di una legge regionale che regolamenti le emissioni di sostanze odorigene come proposto anche da una mia mozione.

Con l’occasione oggi abbiamo chiesto come mai l’assessore Monni ha negato senza alcuna motivazione al Comune di Pietrasanta, la revisione dell’AIA per la discarica di Cava Fornace, non prendendo neppure in considerazione le molteplici segnalazioni e contestazioni di ARPAT che ha notificato a più riprese la presenza di fattori inquinanti. Vorremmo sapere il nome di quel dirigente della direzione ambiente che ha continuato per 7 mesi a sostenere che la pec con la richiesta del Comune di Pietrasanta non era arrivata.

Abbiamo chiesto anche di sapere come mai l’assessore Monni non prende in seria considerazione le segnalazioni del Sindaco di San Giovanni Valdarno a riguardo della discarica di Podere Rota, quando la sollecita sull’inquinamento della falda da tetracloruri, come richiestole anche dal rapporto di 48 pagine di Arpat che l’assessore sembra non aver letto.

Gli esempi potrebbero continuare a lungo, dalle autorizzazioni concesse alla Distilleria Deta di Tavarnelle per smaltire le vinacce provenienti da fuori regione tramite incenerimento e pochi controlli, all’inquinamento senza alcuna forma di depurazione della multinazionale Solvay che in 100 anni ha cambiato la morfologia della costa a Rosignano, all’inceneritore di Montale ecc. ecc.

Alla luce delle recenti vicende giudiziarie che hanno portato le forze dell’ordine negli uffici della Regione non possiamo più fare finta di nulla e soprassedere sperando che l’Amministrazione prima o poi intervenga.” conclude la Consigliera Silvia Noferi.

Le priorità da cui la Giunta dovrebbe cominciare è sicuramente leggere i rapporti allarmati che le varie sedi di ARPAT inviano all’Assessorato all’Ambiente” sentenzia la Consigliera del Movimento 5 Stelle.

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