Cortei: a Firenze e Pisa solidarietà del sindacato ai poliziotti

Pianese (Coisp): "Nessuna aggressione verso studenti inermi ma una risposta necessaria dello Stato". Fsp querela

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
28 febbraio 2024 15:22
Cortei: a Firenze e Pisa solidarietà del sindacato ai poliziotti

“Nel corso delle migliaia di manifestazioni di piazza che si sono svolte negli ultimi sedici mesi ci sono stati quasi 200 feriti tra le Forze dell’Ordine; meno della metà tra i manifestanti, che non erano certo lì a rappresentare pacificamente le proprie idee. Dovrebbe bastare questo dato a far riflettere chi, per interessi politici ed elettorali, attacca le Forze dell’Ordine diffondendo l’idea che sia legittimo e giustificabile aggredire anche fisicamente un poliziotto”. Così il segretario generale del Sindacato di Polizia Coisp, Domenico Pianese, che ha incontrato gli agenti del Reparto Mobile di Firenze e della Questura di Pisa per portare loro la solidarietà del Sindacato.

“Venerdì scorso, a Pisa, non c’è stata un’aggressione dei poliziotti nei confronti di studenti inermi, ma una risposta necessaria dello Stato alla pretesa di alcune centinaia di manifestanti di oltrepassare con la forza un dispositivo di sicurezza posto a difesa di obiettivi sensibili e zone interdette, legittimamente, dall’Autorità di Pubblica Sicurezza. Se questo è sbagliato - prosegue -, ci venga detto allora in maniera chiara da coloro che ci attaccano qual è il momento in cui, durante la nostra attività, dovremmo farci da parte.

Appena iniziano a sputarci addosso oppure quando iniziano a offenderci e minacciarci? Quando ci prendono a calci, ci strattonano, o quando ci spingono per superare il presidio di sicurezza cui siamo stati posti? E dobbiamo farlo sempre, in ogni circostanza, o solo a seconda di chi manifesta? In questo Paese si ritiene normale che un ragazzo non ascolti le prescrizioni e i ripetuti inviti dell’Autorità di Pubblica Sicurezza e addirittura inveisca contro poliziotti e carabinieri con epiteti irripetibili, calci, pugni e sputi? Non rivendichiamo l’impunità per eventuali errori commessi dai colleghi, ma i processi di piazza contro chi indossa una divisa e lavora per tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica sono inaccettabili.

Siamo certi che tutti i cittadini perbene siano dalla parte delle Forze di Polizia, come testimoniano le centinaia di attestazioni che stiamo ricevendo anche in questi ultimi giorni”, conclude.

Intanto, la Fsp Polizia di Stato ha dato mandato all’avvocato Pierilario Troccolo per sporgere querela contro Angelo d’Orsi che, intervenendo a Quarta Repubblica a proposito di quanto avvenuto in occasione delle manifestazioni pro Palestina di Pisa e Firenze, ha fatto esternazioni sugli appartenenti alla Polizia di Stato.

“Parole gravissime – replica ora Valter Mazzetti segretario generale – che riteniamo altamente calunniose, e lesive della dignità personale e professionale dei colleghi in servizio in quelle occasioni, ma anche di tutti gli altri, e che attraverso insinuazioni inaccettabili e scorrette gettano discredito sull’intera Polizia di Stato”.

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D’Orsi ha affermato, fra l’altro, “… quando io vedo anche queste scene (riferendosi agli scontri di Pisa), quando vedo il poliziotto che manganella con il piacere di farlo, due cose mi vengono in mente. Uno, che in quel manganello c’è una sorta di rivalsa sociale verso lo studente, quasi di invidia: tu sei un privilegiato, stai studiando, io sto qui a farmi massacrare... La seconda è che tanto sovente quei poliziotti, e me lo dicevano nelle interviste che facevo tra il 1969 e il 1972, hanno assunto delle droghe, delle sostanze, per reggere, e questo però gli fa perdere anche i freni inibitori”.

“Oggi poi – incalza Mazzetti - non possiamo nascondere lo sdegno verso la consigliera regionale toscana del M5S Silvia Noferi che in sede istituzionale, e con un candore incredibile, ha affermato a proposito dei colleghi ‘avranno pure preso degli sputi ma io dico che forse se li sono anche meritati’. La consigliera dovrebbe dimettersi, perché per noi si è dimostrata non all’altezza di rivestire un incarico istituzionale”.

“I messaggi trasmessi da persone come D’Orsi e Noferi – conclude Mazzetti -, intrisi d’odio, di disprezzo, di ogni mancanza di rispetto sotto tutti i profili possibili, sono alla base della maggior parte dei problemi di ordine e sicurezza, e certamente delle aggressioni che il personale in divisa continuamente subisce”.

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