Nel 2013, 5 i Referendum in Toscana per la fusione tra comuni

Sono 16 i comuni toscani che decidono di chiedere ai cittadini un parere sulla fusione. “Così nascono comunità fondate sulla vera partecipazione” commenta Riccardo Nocentini, responsabile Anci Toscana delle Unioni di Comuni


COMUNI TOSCANI — Firenze. Potrebbe salire a 16 il numero di comuni toscani che nel 2013 andranno a Referendum consultivo, come previsto dalla LR 62/2007 “Disciplina dei referendum regionali previsti dalla Costituzione e dallo Statuto” e, in seguito, dalla LR 68/2011 “Norme sul sistema delle Autonomie locali” (art.62 comma 2), nel 2013, in una sorta di election day con le elezioni politiche della prossima primavera, per decidere se fondersi o meno, dando vita a una vera e propria rivoluzione istituzionale.

I primi a parlare di fusione sono stati i comuni del Valdarno fiorentino Figline e Incisa, e adesso la Regione ha dato parere favorevole per la consultazione anche alle fusioni tra Castelfranco di Sopra e Pian di Scò nell’aretino, Vergemoli e Fabbriche di Vallico in provincia di Lucca e ad 8 comuni elbani, ovvero Marciana, Marciana Marina, Campo nell’Elba, Capoliveri, Portoferraio, Porto Azzurro, Rio nell’Elba e Rio Marina. Quest’ultimo, però, commissariato dal maggio 2012 in seguito alle dimissioni del sindaco Paola Mancuso, deve ancora sciogliere il nodo di eventuali elezioni amministrative. Inoltre, in attesa di delibera per l’approvazione della consultazione, ci sono altri due comuni: Montemignaio e Castel San Niccolò, in provincia di Arezzo, che potrebbero aggiungersi agli altri per cui la Regione ha già deliberato.

L’iter per la fusione consiste nell’approvazione della proposta di legge regionale da parte della Giunta, cui farà seguito la consultazione e, in caso di esito favorevole alla fusione, sempre la Regione dovrà istituire, con una legge regionale, i nuovi comuni.

Un cambiamento significativo per i comuni interessati e per l’intero sistema istituzionale toscano, già da tempo impegnato nella promozione delle iniziative, prime tra tutte Unioni e Gestioni associate, volte alla riorganizzazione e alla maggiore efficienza nell’erogazione dei servizi.

“Com’è emerso anche nel corso dell’ultima Assemblea annuale di ANCI, le fusioni iniziano a essere una prospettiva sempre più concreta”, sostiene il sindaco di Figline Valdarno e Responsabile Unione di Comuni Anci Toscana Riccardo Nocentini, che aggiunge: “Fino a pochi anni questo era fa era impensabile. La sfida delle fusioni è quella, in un momento di difficoltà, di scegliere la via della crescita mantenendo e migliorando i servizi e generando risparmi. Ma soprattutto – continua Nocentini – la fusione tra due amministrazioni rappresenta un’opportunità per costruire una comunità nuova, fondata sulla partecipazione. Una partecipazione – conclude il sindaco – che peraltro trova la sua istituzionalizzazione attraverso il referendum e che, proprio per questo, non potrà che accompagnare la vita del nuovo comune tutti i giorni”.

Redazione Nove da Firenze