Nuovo Ente Acque Umbro Toscano. Salvadori e Cecchini a Perugia

Il nuovo soggetto, che prenderà il posto dell’Ente Irriguo Umbro Toscano, è stato illustrato stamani a Perugia, nella sede della Regione Umbria


ACQUA —
Tutto pronto per la nascita dell’Ente Acque Umbro Toscane. Il nuovo soggetto, che prenderà il posto dell’Ente Irriguo Umbro Toscano, è stato illustrato stamani a Perugia, nella sede della Regione Umbria. Due gli incontri. Uno con i rappresentanti sindacali del personale dell’Ente Irriguo volto a dare tutte le garanzie al personale che transiterà nel nuovo ente, l’altro di carattere istituzionale.

Vi hanno partecipato gli assessori all’agricoltura delle due Regione interessate, Fernanda Cecchini e Gianni Salvadori, i rappresentanti delle province di Arezzo e Perugia, i sindaci dei comuni interessati (Sansepolcro, Pieve Santo Stefano, Anghiari e Caprese per la Toscana).

Le caratteristiche del nuovo ente, che nascerà ufficialmente il 2 novembre prossimo, con la pubblicazione contemporanea nel bollettino ufficiale della Regione Toscana e in quello della Regione Umbria, della legge di ratifica, subentrerà al vecchio Ente Irriguo Umbro Toscano, oggi commissariato, che era nato nel lontano 1961 ( si chiamava allora Ente per la irrigazione della Valdichiana, delle Valli contermini aretine, del bacino idrografico del Trasimeno e dell’alta valle del Tevere umbro-toscana) e destinato improrogabilmente a cessare il 6 novembre prossimo.

Gli assessori all’agricoltura di Umbria e Toscana si sono detti soddisfatti del frutto di un lungo lavoro che li ha visti impegnati nelle trattative con il Governo, ed in particolare con il Ministero delle politiche agricole e forestali, e con tutti gli enti locali interessati.
Il nuovo Ente Acque Umbro Toscane nasce dopo un’intesa già siglata con il Ministero delle politiche agricole e forestali e un’ulteriore intesa firmata dai presidenti delle Regione Toscana e Umbria. Le delibere di giunta relative sono state già approvate. Ora i rispettivi consigli regionali saranno chiamati ad approvare le leggi di ratifica delle due intese, in modo che entrambe le leggi, che dovranno mnecessatiamente essere identiche, potranno essere pubblicate sui rispettivi bollettini ufficiali il 2 novembre ed entrare in vigore, simultanemante, il giorno successivo.

Dalla diga di Montedoglio all’irrigazione in Valdichiana: opere strategiche per Umbria e Toscana
Il nuovo Ente Acque avrà competenza su una serie di importanti opere. La principale riguarda la diga di Montedoglio e la rete di adduzione che interessa la valle del Tevere Umbra e Toscana, quella che interessa la Valdichiana e le aree del Trasimeno in via di attivazione. Con il completamento delle opere in corso di esecuzione è previsto il completamente per il Trasimeno e l’alimentazione alle aree irrigue della Valdichiana senese (La Regione Toscana ha previsto significativi investimenti per realizzare le reti distributrici di parte della Valdichiana senese ed aretina, unitamente al completamento della Valtiberina).

Oltre a Montedoglio avrà competenza:
- sul serbatoio del Calcione che alimenta e gestisce l’intero schema irriguo della valle del Foenna nei comuni di Sinalunga e Lucignano;
- sul Canale Battagli che alimenta le aree irrigue nei comuni di Montevarchi e San Giovanni Valdarno;
- sul serbatoio del Chiascio per l’alimentazione delle aree della Valle Umbra.
Alla gestione irrigua, inoltre, si è aggiunta anche l’erogazione di acqua per scopi idropotabili ai gestori del servizio idrico integrato (Società Nuove Acque spa, Acquedotto del Fiora spa, Umbria Acque spa e Publiacque spa), con i quali l’Ente ha stipulato alcune convenzioni per la definizione del costo del sevizio e le modalità di fornitura.In particolare:
- dal serbatoio di Montedoglio, i comuni di Arezzo, Monterchi, Civitella val di Chiana, Subbiano e Capolona in Toscana; quelli di Sangiustino e Città di Castello ed Umbertine in Umbria, nonché i comuni di Castiglion Fiorentino, Sansepolcro, Cortona in Toscana e Perugia e quelli del Trasimeno in Umbria (società Ato n. 4 – Ato Valdarno, Ati 1 e 2 – Umbria);
- dal serbatoio del Calcione il comune di Rapolano Terme (Ato n. 6 – Ombrone)
- dal canale Battagli alcuni comuni del Valdarno.
Infine l’Ente gestisce grandi dighe (Montedoglio e Sovara, Foenna e Chiascio) e una traversa (canale Battagli) ed ha in gestione impianti di produzione idroelettrica e opere pubbliche in concessione.

Sarà un ente pubblico economico formato dalle Regioni ma ci sarà anche il Mipaf
Il nuovo Ente Acque, che subentrerà nelle funzioni del vecchio Ente Irriguo, avrà la natura di ente pubblico economico, sarà dotato di personalità giuridica, di autonomia amministrativa e gestionale, e di patrimonio proprio costituito dai beni mobili e immobili trasferiti dalla gestione commissariale del vecchio Ente Irriguo, che provvederà anche a trasferire al nuovo soggetto le risorse umane dell’Ente irriguo umbro-toscano. La sede legale e amministrativa sarà sempre ad Arezzo.

Per il nuovo ente è previsto un Consiglio di amministrazione e relativo presidente e il collegio dei revisori. Al vertice della struttura amministrativa sarà prevista la figura di un direttore. IL CdA sarà composto da tre membri di cui uno in rappresentanza della Regione Toscana, uno in rappresentanza della Regione Umbria e uno in rappresentanza del Ministero delle politiche agricole. Anche nel collegio dei revisori siederà un rappresentante del Governo, che sarà il Ministero dello Sviluppo Economico.

Per gli Enti Locali interessati lo Statuto prevederà appositi strumenti di consultazione
Lo Statuto del nuovo Ente prevederà appositi strumenti di consultazione e informazione degli enti locali interessati. E’ prevista anche la formazione di appositi comitati di sorveglianza.

“Abbiamo portato avanti – ha sottolineato l’assessore Gianni Salvadori al termine dell’incontro di Perugia – un lungo lavoro che oggi è pressochè completato ed è per questo che possiamo dirci soddisfatti. Le richieste che le due Regioni, Umbria e Toscana, insieme agli enti locali, avevano avanzato sono state soddisfatte e abbiamo non solo la garanzia che le opere primarie rimangono nel demanio statale, come abbiamo sempre sostenuto, ma anche l’impegno ad intervenire finanziariamente da parte dello Stato, qualora fosse necessario. Ora l’impegno prosegue per far funzionare nel modo migliore il nuovo ente e per portare avanti le opere necessarie all’approvigionamento idrico di tante parti della Toscana e dell’Umbria.

Redazione Nove da Firenze