Finanziamenti per 150 milioni di euro in tre anni per rafforzare il sistema moda
Calano utili aziende pratesi tessile-abbigliamento nel 2001

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
04 febbraio 2003 15:44
Finanziamenti per 150 milioni di euro in tre anni per rafforzare il sistema moda<BR>Calano utili aziende pratesi tessile-abbigliamento nel 2001

FIRENZE - Rafforzare la competitività dei sistemi produttivi territoriali della moda attraverso l'attivazione di una serie di interventi che puntano a sostenerne i processi di innovazione, il consolidamento organizzativo e finanziario e a incentivare l'adattabilità della forza lavoro. Questo l'obiettivo del progetto pilota integrato per il sistema moda della Toscana, varato dalla giunta al termine di una intensa fase di concertazione con le parti sociali e le istituzioni interessate. Il progetto comprende tre tipi di azioni (incentivi agli investimenti delle imprese, realizzazione di infrastrutture di carattere materiale e immateriale, interventi di politica attiva del lavoro) e prevede un finanziamento complessivo di 150 milioni di euro per il periodo 2003-2005, 50 milioni di euro l'anno.

Si tratta di risorse quasi esclusivamente regionali o trasferite dallo Stato alla Regione, che si integrano con quelle messe a disposizione dall'Unione Europea per l'Obiettivo 2 e a quelle reperite sul territorio. Tali risorse saranno concentrate prevalentemente sulle politiche strutturali, in linea con la filosofia che tende a rafforzare nel tempo la capacità competitiva delle imprese e dei territori piuttosto che concedere aiuti sporadici e indiscriminati. A beneficiare degli interventi saranno le imprese dei settori tessile e abbigliamento, conciario, cuoio, pelle e calzature, gioielleria e oreficeria.

Dal punto di vista operativo il progetto si articola in 17 azioni, che ruotano attorno a cinque linee di intervento: iniziative di carattere politico, strumenti conoscitivi, interventi diretti alla ristrutturazione finanziaria, politiche strutturali e politiche attive del lavoro.
E' sulle politiche strutturali che si concentrano le azioni più significative, per un ammontare complessivo di 45 milioni e 300 mila euro. La voce più consistente riguarda le iniziative per la competitività delle imprese (39 milioni di euro), che comprende incentivi finanziari per gli investimenti innovativi, sostegno ai campionari innovativi (ricerca estetica, prototipi), incentivi per chi si dota di centrali di produzione energetica da fonti di energia rinnovabili.

Per la promozione economica e l'internazionalizzazione è previsto un investimento di 3 milioni di euro, di cui 2 milioni serviranno per creare un fondo di garanzia per l'internazionalizzazione delle nostre imprese, che potranno utilizzarlo per migliorare la propria penetrazione nei mercati esteri. Le iniziative di sostegno all'accorpamento e alla fusione fra imprese (2 milioni e 800 mila euro) puntano, attraverso aiuti per consulenze e progetti di integrazione e anche attraverso la partecipazione al capitale di rischio, a consolidare sul piano finanziario le piccole e medie imprese toscane.


Di grande rilievo anche le azioni a favore dell'innovazione, cui sono destinati 4 milioni e 500 mila euro che serviranno alla diffusione e al trasferimento dell'innovazione tecnologica, al recupero e alla ristrutturazione per insediamenti di attività di ricerca e terziario avanzato. Per le iniziative di carattere politico, la più rilevante riguarda la definizione di una piattaforma da proporre alla commissione europea per la futura determinazione degli accordi sul commercio internazionale per la tutela delle nostre produzioni sui mercati internazionali.

Fra gli strumenti conoscitivi, prevista anche la realizzazione, in collaborazione con Unioncamere, di un Osservatorio economico dell'artigianato e di una Banca dati della subfornitura.
"Il percorso di lavoro che ha portato alla definizione del progetto - osserva l'assessore alle attività produttive Ambrogio Brenna - è partito nel giugno 2002 e si è ispirato a una logica di integrazione e razionalizzazione degli interventi, affiancandosi, senza sovrpporsi, a tutte le iniziative già esistenti, attuando un coordinamento degli interventi e una loro programmazione nel tempo".

"Se questo piano vuole essere la risposta alla crisi che da tempo attanaglia il settore - prosegue l'assessore - abbiamo fatto in modo che gli interventi prospettati assumessero un significato non estemporaneo, per andare ad agire sui punti deboli del sistema, rafforzandolo non solo con inziative di breve respiro ma con azioni che possano avere effetti anche sul medio e lungo periodo".

Nel 2001 gli utili delle aziende pratesi del tessile-abbigliamento sono diminuiti del 61,6% rispetto al 2000. I redditi operativi sono calati del 27,6% ed il valore aggiunto meno 5%.

Questa la situazione emersa, per quanto riguarda l'esame dei bilanci 2001, dall' ultimo rapporto economico-finanziario del sistema industriale pratese nel 2001, presentato da Camera di Commercio e Unione Industriale di Prato.
Dal rapporto - che ha preso in esame i bilanci 2001 di 311 imprese con 7.633 addetti con un fatturato globale pari a 2.227 milioni di euro - la performance del distretto ha registrato nel 2001 una sostanziale tenuta dei fatturati rispetto all'anno precedente all' interno della quale si evidenzia pero' una leggera flessione del tessile-abbigliamento e l' exploit del comparto meccanotessile che conquista un soddisfacente +9%.

Insieme al forte calo degli utili pero' le grandi aziende meccanotessili, perdono poi sia in reddito operativo (-11,3%) che in utile corrente (-27,2%).

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