Vittoria del Como al Franchi: la prima volta di Mattia Liberali

Densità, rifinitura e controllo emotivo: l'impronta di Fàbregas

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
18 Ottobre 2026 20:08
Conferenza stampa di mister Paolo Vanoli dopo Fiorentina - Como

Ci sono partite che non si limitano a distribuire punti in classifica, ma funzionano come specchi tattici ed emotivi, capaci di riflettere con esattezza la traiettoria di una squadra. L'1-3 con cui il Como di Cesc Fàbregas ha conquistato lo Stadio Artemio Franchi contro la Fiorentina nella settima giornata di Serie A Enilive appartiene senza dubbio a questa categoria. Non si è trattato soltanto di un successo di prestigio su uno dei campi più complessi del campionato, ma di una vera e propria dimostrazione di maturità geometrica e gestione dei momenti.

Di fronte alla struttura difensiva disegnata da Paolo Vanoli, la formazione lariana ha interpretato la gara con grande lucidità, alternando un palleggio ragionato ad aggressioni feroci negli spazi intermedi. Ma quanto c’è di contingente in questo successo e quanto, invece, racconta di una squadra ormai pronta a sostenere scenari fino a poco tempo fa inimmaginabili?

L'esordio da titolare in Serie A per un classe 2007 comporta inevitabilmente un margine di rischio emotivo. Fàbregas, tuttavia, non concede maglie da titolare per semplice accreditamento giovanile, ma per pura funzionalizzazione tattica. Schierato sulla trequarti per scombinare i riferimenti della mediana di Vanoli — apparsa spesso in affanno nelle marcature di Ndour e Fagioli —, Mattia Liberali ha interpretato la gara con impressionante disinvoltura.

Approfondimenti

La rete del vantaggio arrivata al 32’ è la sintesi perfetta della sua lettura del gioco: uno smarcamento preventivo nello spazio tra la linea di centrocampo e la coppia centrale composta da Dragusin e Pongračić, una ricezione orientata con il primo controllo e la conclusione a superare De Gea. Più che la marcatura in sé, ad attrarre l'attenzione è stata la costante capacità di Liberali di offrire una linea di passaggio pulita ai palleggiatori lombardi (Caqueret, Milla, Da Cunha), dimostrando come la fiducia di Fàbregas basi le proprie radici su principi di gioco ormai assimilati.

Appena quattro minuti dopo la rete di Liberali, al 36’, il Como ha raddoppiato sublimando un altro dogma del proprio allenatore: la risalita del campo attraverso le corsie esterne e la saturazione dell'area di rigore. Alex Valle ha disegnato dalla corsia di sinistra un cross dal tempo di volo perfetto, impattato con i tempi giusti di testa da Nico Paz. Una traiettoria forte e angolata su cui De Gea non ha potuto intervenire, coronando l'ennesima giocata di alta scuola del fantasista argentino.

Nemmeno la disattenzione difensiva al 42’, che ha permesso a Marin Pongračić di accorciare le distanze sugli sviluppi di una palla inattiva prima dell'intervallo, ha scalfito la tenuta psicologica dei lariani. Nella ripresa, anziché subire il ritorno d'inerzia della Fiorentina, il Como ha congelato il possesso per poi colpire con cinismo al 56’. Tasos Douvikas, abile ad aggredire la profondità e a sfruttare i corridoi verticali aperti dal movimento a rientrare degli esterni, ha firmato il suo quinto centro stagionale con la freddezza della punta di razza. Un gol che ha chiuso preventivamente i conti, confermando una grande fluidità di manovra e di gestione dei ritmi.

Nel calcio contemporaneo, la capacità di mantenere alti i livelli di prestazione passa inevitabilmente attraverso l'affidabilità della panchina. All'83’ la sfida del Franchi ha offerto un momento significativo anche in ottica di gestione dell'organico: Fàbregas ha richiamato in panchina l'autore del primo gol Liberali per concedere l'esordio assoluto in maglia BiancoBlu al difensore franco-congolese Willy Kambwala.

L'ingresso del centrale non è stato un semplice cambio conservativo per proteggere il doppio vantaggio nel finale, ma il segnale di una rosa che continua ad allargare le proprie opzioni tattiche. Inserire un difensore dotato di fisicità e passo per contenere i tentativi finali dei padroni di casa ha permesso al Como di mantenere la linea difensiva aggressiva fino al triplice fischio di Di Bello, testimoniando la bontà di un gruppo costruito per reggere l'impatto di impegni ravvicinati.

La vittoria di Firenze assume contorni ancora più indicativi se rapportata al calendario della formazione lombarda. Mercoledì 21 ottobre, infatti, le luci dello stadio Giuseppe Sinigaglia si accenderanno per ospitare la 3ª giornata del girone unico di UEFA Champions League contro il Manchester United.

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