Torna la Stagione Concertistica 2026/2027 degli Amici della Musica di Firenze, guidata dalla direzione artistica del M° Andrea Lucchesini.
Sabato 17 ottobre, alle ore 16.00, al Teatro della Pergola, ad inaugurare il cartellone sarà Giovanni Sollima. Violoncellista di fama internazionale, è il compositore italiano più eseguito al mondo ed è noto per le sue imprese musicali incredibili, come aver suonato nel deserto del Sahara, sott’acqua o con un violoncello di ghiaccio.
Sul palco con lui ci saranno l’ensemble barocco Il Pomo d’Oro e Vanni Moretto, che con Sollima condivide l’ideazione dell’originalissimo programma proposto: un confronto tra il compositore italiano settecentesco Francesco Zappa e il cantante, chitarrista e compositore Frank Zappa, eclettica icona del rock, completato da brani di Giovanni Sollima e Vanni Moretto.
La Stagione Concertistica è realizzata con il contributo dei sostenitori istituzionali Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Firenze, del Main Supporter Fondazione CR Firenze e dei sostenitori Fondazione Carlo Marchi, Unicoop Firenze, Intrapresa s.r.l., Fondazione Pro Musica.
Correva l’anno 1983. Frank Zappa era al culmine della notorietà. Molti, sia nel mondo della musica accademica, che in quello del pop, lo collocavano nell’Olimpo dei più grandi musicisti viventi. Era dunque logico dovesse apparire tra i compositori citati nel New Grove Dictionary of Music, o almeno, così lui pensava dovesse essere. Dato che il luogo più vicino a casa, ovvero a Los Angeles, dove trovare sicuramente una copia del New Grove da consultare era la Biblioteca dell’università di Berkeley, Frank un giorno chiese al suo collaboratore David Ocker, che si trovava nei paraggi, di riportargli quello che scrivevano sotto la voce “Zappa”.
Ocker trovò poche righe sotto “Francesco Zappa”, e fu subito chiaro che la voce non parlava di Frank, ma di un compositore milanese della metà del ‘700. Dopo il disappunto iniziale, Frank decise di documentarsi meglio sul suo omonimo e cominciò a raccogliere materiale (vecchie edizioni e copie di manoscritti). Fu così che, senza volerlo, divenne uno dei pionieri della ricerca sulla musica milanese del XVIII secolo. Ma, di più, ebbe un vero e proprio moto di identificazione con l’antico collega e nel giro di un anno pubblicò un album, dal titolo “Francesco Zappa”, che conteneva alcune delle sue opere trascritte per Synklavier.
Ha commentato Vanni Moretto: “Quando, nel 2007, mi immersi nello studio di Francesco Zappa, scoprii, dopo un rapido giro sul web, che il suo nome rimandava nella maggior parte dei link all’album di Frank Zappa, e, nei rimanenti, a blog o pagine personali in cui si affermava la sua inesistenza storica: per la maggior parte dei musicofili Francesco Zappa era un’invenzione di Frank Zappa! Ebbi immediatamente l’idea di un assurdo gioco di ruoli: e se Francesco avesse avuto la possibilità di ricambiare la scortesia fattagli da Frank, entrando in possesso dei manoscritti delle sue opere più famose, e cercando di trascriverle per l’orchestra che aveva a disposizione (archi con corde di budello, corni naturali, oboi classici e clavicembalo…)? Avevo appena terminato la revisione di sei Sinfonie di Francesco Zappa e mi sentivo talmente vicino a quel mondo, da sentire forte la tentazione di indossare l’abito del Francesco milanese, facendomi interprete si una sua assurda volontà postuma.
Poi è arrivato l’incontro con Giovanni Sollima (in realtà non il primo incontro, perché già ci conoscevamo dal ’91) e, vista la sua straordinaria conoscenza dello stile di Frank, gli abbiamo chiesto di essere dei nostri”.
Le parole di Giovanni Sollima: “Ho sempre ascoltato con enorme fame e sete la musica di Frank Zappa, che inizialmente arrivava da gente più grande di me, non avevo idea del personaggio. Ma l'avrei seguito, comprato tutti i suoi dischi, letto le interviste e - successivamente - fatto conoscenza con la sua incredibile produzione sinfonica o "contemporanea" In seguito avrei eseguito alcune sonate per violoncello di Francesco Zappa che, proprio grazie a "Frank", è uscito
dall'oblio. Il disco del 1984 consiste in una serie di lavori del suo "omonimo", eseguiti da Frank sul Synclavier, quindi restituendoci un documento a tratti straniante e algidamente misterioso".
Domenica 18 ottobre invece, alle ore 19.00, Roberto Prosseda porta sul palco del Teatro Niccolini il pedal piano: pianoforte doppio, dotato di una pedaliera simile all'organo collegata ad un secondo pianoforte, fu uno strumento già caro a Mozart e Schumann ma poi caduto in disuso all’inizio del Novecento, fino al rilancio di Prosseda. In programma musiche di Bach, Gounod, Liszt, Mozart e Schumann.
Prosseda, nato a Latina nel 1975, è uno dei musicisti italiani più attivi e poliedrici nel panorama internazionale. Ha guadagnato notorietà mondiale grazie ai suoi dischi Decca dedicati alla musica pianistica di Felix Mendelssohn, che ha inciso integralmente in 10 CD (2005 – 2014), pubblicati in un unico cofanetto nel 2017 (“Mendelssohn Complete Piano Works”).
Negli ultimi venti anni Roberto Prosseda ha suonato regolarmente con alcune delle più importanti orchestre del mondo, tra cui London Philharmonic, New Japan Philharmonic, Moscow State Philharmonic, Santa Cecilia, Filarmonica della Scala, Bruxelles Philharmonic, Residentie Orkest, Netherlands Symphony, Berliner Symphoniker, Staatskapelle Weimar, Calgary Philharmonic, Royal Liverpool Philharmonic, Leipzig Gewandhaus. Con la Gewandhaus Orchester diretta da Riccardo Chailly ha inciso il Concerto inedito in mi minore di Mendelssohn, pubblicato dalla Decca nel settembre 2009. In Italia è ospite regolare dei maggiori Enti concertistici. Per RAI5 ha realizzato il ciclo di lezioni-concerto “Dentro La Musica”, coinvolgendo anche alcuni dei suoi migliori studenti nelle puntata dedicate alla musica pianistica italiana. Il suo libro “Il Pianoforte”, una guida all’ascolto del repertorio pianistico, è stato pubblicato da Curci nel 2013.
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