Sharing mobility: dal 1° aprile stop ai monopattini a noleggio

La giunta dice no a nuove proroghe. Funaro: “La priorità è la sicurezza stradale”. Assosharing: “Decisione miope"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
22 Novembre 2025 18:23
Sharing mobility: dal 1° aprile stop ai monopattini a noleggio

Dal 1° aprile i monopattini in sharing a Firenze andranno in pensione. Dopo due proroghe, a fine mese si conclude la fase di sperimentazione e per l’Amministrazione comunale il risultato è tale da non proseguire con il servizio in modo strutturato. Alla base della decisione, formalizzata da una delibera della giunta comunale, a firma dell’Assessore alla Mobilità Andrea Giorgio, il cambiamento della normativa nazionale e alcune criticità per quanto riguarda la gestione del servizio. “Come Amministrazione stiamo lavorando molto sul tema della sicurezza stradale, che per noi è sempre stata una priorità, ed usiamo tutti mezzi che abbiamo per garantirla" ha detto la sindaca Sara Funaro.

"Dopo le normative nazionali sull'obbligo del casco e nell’impossibilità di assicurare la disponibilità anche a fronte dei controlli della Polizia municipale secondo quanto previsto dalla legge, abbiano deciso di fermare lo sharing dei monopattini. Il nostro obiettivo è quello di perseguire un uso sicuro e responsabile dei mezzi”.

“La mobilità in sharing è una scelta centrale per la nostra città, e i numeri dei noleggi ci dimostrano quanto sia una scelta importante e apprezzata da fiorentini e city user. Purtroppo, le modifiche al codice della strada, con gli obblighi introdotti, rendono meno semplice per gli operatori mettere a disposizione tutto quello che serve per utilizzare i mezzi rispettando la legge, - ha detto l’assessore alla mobilità Andrea Giorgio - così come è evidente che ci sia un uso spesso non conforme al codice dei monopattini, sia in marcia che in sosta con mezzi spesso parcheggiati male o che circolano in controsenso o sui marciapiedi. Abbiamo deciso di non proseguire la sperimentazione per questo, ma aumenteremo il numero di biciclette del servizio bike-sharing e chiederemo un rinnovamento dei mezzi all’operatore, oltre ad impegnarci per renderle ancora più accessibili come fatto per gli abbonati al TPL che hanno avuto accesso a incentivi dedicati a loro”.

"Lunedì rivolgerò una domanda di attualità all'Assessore Giorgio. Sono solo ragioni di sicurezza e di decoro? Oppure c'è dell'altro sotto?" si chiede Alessandro Draghi (FdI) vicepresidente del Consiglio comunale.

La sperimentazione dei monopattini in sharing è iniziata nel 2020 ed è stata prorogata per circa un anno fino al 30 novembre 2025. In vista del termine della proroga, è stata effettuata una analisi del servizio da cui è emersa una serie di problematiche che al momento pregiudicano la continuazione del servizio.

Prima di tutto il cambiamento della normativa nazionale che, nel 2024, ha introdotto l’obbligo del casco per i conducenti indipendentemente dall’età (oltre al contrassegno di riconoscimento del veicolo, la copertura assicurativa e il divieto di uscire dai centri urbani), anche se ancora oggi alcuni aspetti sono in attesa di ulteriore definizione mediante decreti ministeriali di prossima pubblicazione. L’obbligo del casco per tutti ha introdotto un elemento di oggettiva difficoltà nella gestione del servizio da parte degli operatori che hanno mostrato difficoltà ad assicurare la presenza e la disponibilità effettiva del casco a bordo dei veicoli.

La stessa tipologia dello sharing a flusso libero, quindi senza punti di prelievo e riconsegna controllata dei mezzi, rende molto problematico garantire il rispetto dell’obbligo del casco anche a fronte dei controlli della Polizia Municipale. Per questo si viene a creare una situazione di potenziale violazione sistematica del Codice della Strada non accettabile per la sicurezza urbana e per quella stradale. A questo si aggiungono le criticità legate allo scorretto utilizzo degli utenti, sia rispetto all’utilizzo in due persone, al rispetto dei sensi di marcia, e soprattutto in materia di sosta.

A fronte di queste evidenze è stato deciso di concludere la sperimentazione con la cessazione del servizio il 31 marzo 2026 per dare tempo alle società di completare una serie di procedure e adempimenti necessari per una corretta conclusione delle attività (come la chiusura dei sistemi informatici, dei rapporti in essere con gli utenti e con i fornitori, la rimozione dei mezzi, ecc.).

Questo non preclude che in futuro l’Amministrazione possa valutare nuove forme di sharing più controllate alla luce di un quadro normativo completamente definito e grazie a soluzioni tecnologiche che consentano l’effettivo rispetto dell’utilizzo del casco. Contestualmente allo stop dello sharing dei monopattini verrà potenziato il servizio di bike sharing sia aumentando il numero di biciclette in circolazione che rinnovando la tipologia dei veicoli, specie quelli a pedalata muscolare,. Inoltre, l’Amministrazione adotterà delle iniziative di agevolazione per rivedere le condizioni tariffarie e renderle più accessibili.

Tutto questo anche a fronte del successo del bike sharing che continua a macinare record: nel 2024 i noleggi hanno superato quota 1,5 milioni annui e nei primi mesi del 2025 si è registrato un aumento del 18% rispetto all’anno precedente. Allo studio anche un potenziamento delle altre forme di sharing mobility come quello delle auto e degli scooter.

“Accogliamo con forte stupore e profonda perplessità la decisione del Comune di Firenze di non rinnovare il servizio di monopattini in sharing a partire dal 31 marzo. Una scelta che interrompe bruscamente un lavoro congiunto che, fino a oggi, aveva visto un costante dialogo tra amministrazione e operatori del settore” dichiara Assosharing, commentando la delibera con cui Palazzo Vecchio decide di porre fine alla sperimentazione avviata nel 2020.

“Negli ultimi mesi – prosegue – avevamo collaborato fattivamente con gli uffici per individuare soluzioni concrete alle criticità emerse, comprese quelle legate alle recenti modifiche normative introdotte dalla cosiddetta ‘Legge Salvini’. Di fronte a un oggettivo problema, ci saremmo aspettati un’azione pragmatica e una volontà di affrontarlo, come sta avvenendo in tutte le principali città italiane. Invece, Firenze sceglie l’unica strada che non risolve nulla: alzare le mani”.

Secondo Assosharing, la decisione del Comune rappresenta “un unicum in Italia”: “Nessun’altra città ha scelto di fare un passo indietro e chiudere i servizi di sharing dei monopattini. Nessun’altra città ha rinunciato alla micro-mobilità elettrica condivisa, indispensabile per ridurre traffico ed emissioni. Ovunque, amministrazioni e operatori collaborano: si organizzano campagne per la distribuzione di caschi, incentivi per l’acquisto personale, attività educative sulla sicurezza. Tutte soluzioni che tengono insieme legalità, sostenibilità e innovazione. Firenze, invece, non ha voluto neanche provare a risolvere la questione”.

Ulteriori criticità vengono rilevate sul piano concorrenziale: “Si elimina un intero segmento della mobilità condivisa senza predisporre alcun percorso selettivo o alternativo strutturato, mentre si annuncia un generico potenziamento del bike sharing che, peraltro, non è mai stato rinnovato attraverso procedure competitive. Il risultato è un mercato monco, anticompetitivo e poco trasparente”.

Assosharing sottolinea inoltre l’impatto negativo sugli investimenti: “Una città che si posiziona come hub dell’innovazione non può permettersi scelte così rinunciatarie. Questo stop improvviso preclude nuovi investimenti, frena l’attrattività di Firenze e manda un segnale di scarsa capacità di governo dell’innovazione e delle transizioni urbane”.

“Ribadiamo la piena disponibilità del settore a costruire modelli più controllati, tecnologicamente avanzati e pienamente conformi alla normativa. Ma la direzione scelta dal Comune va esattamente nella direzione opposta: quella della chiusura. È una decisione che impoverisce la città, riduce le opzioni di mobilità sostenibile e rischia di isolarla nel panorama nazionale”.

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