Firenze, 1 Luglio 2026 - Manca poco all’apertura ufficiale, ma i saldi estivi sono già cominciati. Sì, sulla carta partono sabato 4 luglio in Toscana e in quasi tutta Italia, tranne Trento e Bolzano. Nella realtà? Un italiano su tre ha già fatto shopping scontato.
A dirlo è l’indagine Ipsos per Fismo Confesercenti, in vista dei saldi 2026. Risultato: il 36% ha anticipato i tempi.
Chi corre prima
Al Sud e nelle Isole si parte prima: il 42% ha già comprato. Nel Nord-Est siamo al 40%, mentre Nord-Ovest e Centro restano più indietro, rispettivamente 28% e 32%. A guidare la corsa sono gli under 35: quasi 1 su 2 ha approfittato delle promo anticipate, contro il 31% degli over 35. Tra uomini e donne poca differenza: 38% contro 35%.
Per Marco Rossi, presidente Fismo Confesercenti Toscana, è il segnale che “il sistema va rivisto”.
I negozi sotto pressione
Il conto degli ultimi anni è pesante. Dal 2019 al 2025 hanno chiuso oltre 18mila negozi di abbigliamento e calzature in Italia, -13,5%. Persi circa 17mila posti di lavoro. E le famiglie spendono meno in moda: dal 7% al 3,7% dei consumi totali. I piccoli indipendenti resistono, ma pesano oggi per il 20-25% del mercato. Negli anni Ottanta erano oltre il 75%.
“Le vendite di fine stagione dovrebbero valere il 25-30% del fatturato annuo di un negozio di moda. Ma tra promozioni continue e ribassi anticipati, questa fetta si è assottigliata”, spiega Rossi. L’ultima stagione non ha aiutato: “Tra meteo ballerino e consumi fermi, in alcune zone della Toscana i fatturati sono scesi del 15-20%. Tanti commercianti aspettano i saldi per tirare il fiato, alleggerire il magazzino e accontentare i clienti”.
Regole da cambiare, petizione in corso
Il divieto di promo nei 30 giorni prima dei saldi, in teoria, c’è. In pratica no, soprattutto online dove gli sconti non conoscono calendari. Per questo Fismo Confesercenti ha lanciato una petizione nazionale, firmabile con SPID o CIE sulla piattaforma della Camera. Obiettivo: 3mila firme già raccolte.
Cosa chiede il settore moda: riportare i saldi a fine luglio per l’estate e fine gennaio per l’inverno, regole chiare per tutte le promozioni, e più tutele per i negozi fisici contro la concorrenza sleale delle grandi piattaforme.
“Servono regole uguali per tutti e garantire il pluralismo distributivo”, conclude Rossi. “Perché dietro ogni saracinesca che si abbassa, c’è una comunità che rischia di sparire”.
La petizione è su http://www.fismo.confesercenti.it