Mentre si attendono ancora i dati definitivi, l'elemento politico fondamentale del referendum sulla Giustizia c'è già, un'ora e mezza dopo la chiusura dei seggi: ha vinto il No.
“La straordinaria partecipazione registrata in Toscana – regione con migliore affluenza insieme all’Emilia-Romagna - conferma la forza di una comunità democratica viva, che sceglie di essere protagonista. Nelle piazze, nei circoli e nei luoghi di lavoro abbiamo costruito un confronto autentico, capace di andare oltre le semplificazioni e le narrazioni superficiali. Il risultato di oggi dimostra che quando si investe nella qualità del dibattito pubblico e nella presenza sui territori, i cittadini rispondono con responsabilità e determinazione.
Da qui ripartiamo, con l’obiettivo di continuare a lavorare per una giustizia più equa, efficace e condivisa. È stata sconfitta l’arroganza della destra, che ha voluto politicizzare in ogni modo questo tema. Sono state fermate e respinte anche le pulsioni autoritarie di chi avrebbe voluto rendere il potere giudiziario subalterno all’esecutivo. È un grande segnale per la democrazia nel nostro Paese” dichiara Emiliano Fossi, segretario Pd Toscana.“La vittoria del No al referendum sulla giustizia rappresenta un segnale politico e civico di grande rilievo, che non può essere ridotto a una semplice scelta elettorale.
È il risultato di una partecipazione straordinaria, che ha visto la Toscana distinguersi tra le regioni più attive del Paese, facendo registrare il miglior dato di affluenza insieme all’Emilia-Romagna. Questo risultato nasce da un lavoro profondo e capillare: da gennaio a oggi sono state organizzate 252 iniziative su tutto il territorio, costruendo un percorso reale di informazione, confronto e consapevolezza. Quello uscito dalle urne è dunque un voto consapevole, maturo e resistente, frutto di un impegno collettivo che ha saputo parlare alle persone con serietà e rispetto”, Stefania Lio, vicesegretaria Pd Toscana.
Bernardo Marasco (segretario generale Cgil Firenze): “C’è intanto grande soddisfazione per la partecipazione, poi Firenze si conferma ai vertici nazionali del No, dando una grande risposta di consapevolezza: ringrazio tutti e tutte coloro che si sono impegnati. Un segnale importante: fiorentine e fiorentini hanno capito il momento, hanno saputo difendere la Costituzione e i suoi principi, ribadendo l’importanza di una giustizia autonoma ed equilibrata. Il governo ora deve ascoltare la voglia di partecipazione e di essere ascoltata da parte della cittadinanza, ora inizia una nuova fase”.
Rossano Rossi (segretario generale Cgil Toscana): “Esprimiamo soddisfazione per l’esito del referendum sulla giustizia, che vede la nostra regione ai vertici per affluenza e preferenze per il No. E’ frutto anche del grande impegno profuso in queste settimane dalla nostra organizzazione e dalle altre forze che si sono mobilitate. Un sentito ringraziamento va a tutte le militanti e i militanti che hanno contribuito con passione e determinazione. Il voto conferma l’attenzione e il senso civico delle cittadine e dei cittadini toscani, capaci di difendere i valori della Costituzione, l’equilibrio del sistema democratico e una giustizia equa.
Dall’Italia e dalla Toscana arriva oggi un messaggio chiaro al Governo: per governare non si comanda, ma si ascolta e ci si confronta, a partire dalla voce di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, che sono il motore del Paese. C’è una forte domanda di pace e di giustizia sociale che va ascoltata. Su questi temi la CGIL continuerà a essere mobilitata”.
“Una valanga di No in ogni parte del Paese manda un messaggio forte e chiaro. Ha vinto la Costituzione. Ha vinto la democrazia. Avevamo detto con determinazione che questa riforma avrebbe lacerato inutilmente l’Italia, mettendo a rischio equilibri fondamentali della nostra democrazia. Nonostante mesi di propaganda, gli italiani non si sono lasciati convincere e hanno ribadito con il voto la centralità dell’autonomia della magistratura e della separazione dei poteri. A tutte e a tutti coloro che ci hanno creduto, che si sono mobilitati e che hanno partecipato, va il nostro grazie più sincero. Da questo risultato arriva un’indicazione netta: la Costituzione non si piega agli interessi di parte, ma va attuata davvero, fino in fondo, in ogni sua parte. Adesso guardiamo avanti con più fiducia, più unità e più coraggio” così l’europarlamentare Pd-S&D Dario Nardella.
Oggi alle 18 festa in piazza Signoria
Sul fronte del Sì non c'è grande voglia di commentare. "Era giusto provarci. Il nostro obiettivo resta cambiare l'Italia e non ci tiriamo indietro. Resta il rammarico per un'occasione persa di modernizzare la Nazione, ma rispettiamo la sovranità popolare. Il Governo ha onorato il programma elettorale rimettendo la scelta ai cittadini. Ora le prossime settimane siano di approfondimento e riflessione su cosa non ha funzionato, in particolar modo nella nostra Regione" lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale toscano e consigliere regionale FdI Diego Petrucci.
PD REGIONALE
"La Toscana con oltre un milione di NO al referendum sulla riforma della giustizia ha dato un contributo straordinario alla difesa della Costituzione. Con un’affluenza superiore al 66 per cento, la nostra regione si conferma tra quelle con il più alto livello di partecipazione.
Il risultato di cui siamo orgogliosi tutela i principi costituzionali e respinge il tentativo del Governo Meloni di alterare gli equilibri tra i poteri dello Stato senza affrontare i problemi reali della giustizia, trasformando la Costituzione in terreno di scontro politico.Ringraziamo tutte le volontarie e i volontari, le associazioni, i sindacati, le realtà civiche e le forze politiche, a partire dal Partito Democratico, che in questi mesi hanno costruito, in ogni territorio, una mobilitazione capillare per informare e riportare le persone al voto.Difendere la Costituzione significa difendere la qualità della nostra democrazia. Da qui deve ripartire il confronto nel Paese, con un impegno concreto per la tutela dei diritti, il miglioramento della qualità della vita e un accesso più equo ai servizi in tutti i territori.La Toscana ha fatto la sua parte. E continuerà a farla".
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