Firenze, 24-11-2025 - Pam Panorama conferma la decisione di chiudere il negozio al centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio al 31 dicembre, con la conseguente procedura di licenziamento collettivo per i 45 lavoratori del punto vendita. E’ emerso stamani dall’incontro presso Arti a Firenze tra Regione, azienda e sindacato.
Le tre parti hanno sottoscritto una intesa che prevede la sospensione dei tempi della procedura di licenziamento collettivo fino al 13 gennaio, per capire se il Governo inserirà nella Legge di Stabilità risorse per la Cassa integrazione per cessazione e valutare se possa essere uno strumento da prendere in considerazione.
Nel caso, secondo quanto emerso dal tavolo, significherebbe poter avere ammortizzatori sociali per un anno e l’eventualità di esplorare possibilità di ricollocamenti. “Perdere il negozio a I Gigli è un durissimo colpo occupazionale e sociale per un territorio già duramente provato da altre crisi aziendali. Per noi la chiusura è sbagliata, continuiamo a chiedere il ritiro dei licenziamenti e che siano messe al centro le prospettive occupazionali. Facciamo appello all’azienda e anche alla direzione de I Gigli affinché si faccia un percorso concreto sui ricollocamenti”, ha detto Maurizio Magi, segretario generale Filcams Cgil Firenze.
Durante l’incontro presso Arti, all’esterno della sede, si è svolto un presidio di lavoratori Pam (in sciopero), sindacalisti e lavoratori, in segno di solidarietà, di altri supermercati da tutta la Toscana (tra cui Fabio Giomi, dipendente del negozio di Siena, licenziato in seguito al cosiddetto test del carrello). La Filcams Cgil Toscana aveva infatti convocato al presidio fiorentino le strutture provinciali, perché la vertenza ha assunto un rilievo regionale e nazionale, tra criticità nelle relazioni sindacali e licenziamenti.
Ha aggiunto Magi: “La questione de I Gigli è un pezzo del puzzle. L’azienda sta mettendo in campo una riorganizzazione sulla pelle dei lavoratori e di fronte a questo non possiamo stare fermi. Intanto, registriamo come fatto positivo che siano state presentate in Parlamento delle interrogazioni sulle vicende in questione, il Governo deve esprimersi e anche Federdistribuzione prenda posizione, quello che sta accadendo in Pam Panorama è inaccettabile e non può assolutamente diventare il benchmark della grande distribuzione”.
Ha spiegato Stefano Nicoli, segretario generale Filcams Cgil Toscana: “Ciò che emerge con evidenza è una vera e propria strategia di dismissione di Pam Panorama in Toscana. Una strategia che ci preoccupa profondamente, perché l’azienda è presente in tutti i territori e l’incertezza che sta generando è enorme. Per quanto riguarda i licenziamenti col test del carrello, purtroppo sono stati confermati: l’incontro nazionale di giovedì scorso aveva proprio l’obiettivo di verificarne un possibile ritiro, ma l’azienda non ha fornito alcuna giustificazione e ha mantenuto il provvedimento.
Come organizzazioni sindacali ricorreremo alle vie legali, ma il nostro obiettivo resta quello di trovare soluzioni conciliative e tutelare l’occupazione. In Toscana, dopo anni di progressive dismissioni, oggi parliamo di poco più di mille dipendenti Pam Panorama. Erano oltre quattromila appena dieci anni fa. È proprio per questo che chiediamo all’azienda di uscire dall’ambiguità e chiarire quale sia il vero progetto per il futuro, perché le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto alla verità sul destino della rete commerciale e dei loro posti di lavoro”.
Anche UILTuCS Toscana esprime forte preoccupazione per le scelte adottate da PAM Panorama e denuncia una gestione che, nelle ultime settimane, sta alimentando tensione, insicurezza e perdita di fiducia, sia da parte dei lavoratori sia da parte della clientela.
«Abbiamo dato all’azienda l’opportunità di ritirare i licenziamenti e aprire un confronto negoziale – dichiara Marco Conficconi, Segretario Generale UILTuCS Toscana – ma PAM ha confermato una linea di assoluta rigidità, ritenendo che la “mano dura” porti risultati. Fallito questo tentativo – prosegue Conficconi – stiamo depositando un esposto affinché la Procura della Repubblica verifichi alcune informazioni e documenti che il sindacato ha certificato in questi giorni.
La UILTuCS Toscana ha infatti denunciato da tempo il comportamento dell’azienda. Le modalità di controllo recentemente adottate – con ispettori che si fingono clienti e simulano episodi di sottrazione di prodotti, anche relativi ad articoli non presenti in negozio – stanno determinando un contesto lavorativo carico di pressione e timore, lontano da qualsiasi normale dinamica organizzativa. La sigla sindacale sottolinea inoltre come diversi negozi toscani siano già stati ceduti a proprietà esterne, comprese realtà internazionali, mentre altre catene commerciali stanno mostrando strategie più efficaci, sia nella gestione aziendale sia nel rapporto con le lavoratrici e i lavoratori.
«I licenziamenti avvenuti a Siena, Livorno e nel Lazio, insieme alla chiusura del punto vendita interno al Centro Commerciale I Gigli di Firenze, sono provvedimenti sproporzionati – commenta Conficconi – e confermano la sensazione iniziale: eliminare personale senza ricorrere alla cassa integrazione, che avrebbe un costo per l’azienda. Costi che la famiglia Bastianello, proprietaria del marchio PAM, non sembra intenzionata a sostenere, abituata a priorizzare il profitto rispetto alla dignità dei lavoratori.»
Nella mattinata odierna la UILTuCS Toscana ha organizzato un presidio davanti alla sede di ARTI Toscana a Firenze, mentre nelle prossime ore verrà riunita l’intera rappresentanza sindacale per condividere i pareri dei legali e definire un piano d’azione articolato su tutti i territori in cui PAM è ancora presente.
«La nostra azione è appena iniziata – conclude Conficconi – e continueremo a contrastare atteggiamenti che riteniamo lesivi dei diritti fondamentali delle persone. Siamo al fianco di chi subisce ingiustizie di questo tipo, e stiamo registrando un forte sostegno anche da parte di clienti e lavoratrici di altre aziende che ci chiedono di intensificare la pressione e dare continuità a questa battaglia di giustizia.»
La UILTuCS Toscana rileva inoltre come, allo stato attuale, non siano giunti segnali concreti da parte delle istituzioni regionali e locali. Al di là di alcune iniziative formali o di immagine portate avanti a livello parlamentare, non risultano richieste ufficiali di approfondimento né interventi sostanziali sulla condizione dei lavoratori coinvolti e sulla situazione dei punti vendita PAM nel territorio.